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Un manifesto contro le discriminazioni a tutti i livelli per un cambio di passo sul riconoscimento dei diritti nell’Ue. Questo il contenuto del “manifesto liberale arcobaleno 2024” adottato da +Europa. Il documento, ideato da Lgbti Liberals of Europe e proposto in Italia da Certi Diritti, «è una dichiarazione della volontà di costruire un’Europa che celebri la diversità e la libertà individuale come i suoi maggiori punti di forza».
La presentazione del manifesto liberale arcobaleno 2024 è avvenuta nel corso di una conferenza stampa alla Camera dei Deputati. Presenti il segretario di + Europa, Riccardo Magi, il presidente di + Europa, Federico Pizzarotti, il deputato Benedetto della Vedova (+ Europa) e rappresentanti dell’associazione “Certi diritti” e della “Associazione Luca Coscioni”.
Manifesto liberale arcobaleno 2024, lotta alle discriminazioni
Con la sua adesione, + Europa adotta il “Manifesto liberale arcobaleno 2024” come piattaforma programmatica per le prossime elezioni europee.
E in vista del prossimo voto, ha spiegato l’On. Magi, «vogliamo dare centralità anche in occasione delle elezioni europee alla questione dei diritti delle libertà individuali, della lotta alle discriminazioni. Non è più possibile nel 2024 avere persone discriminate in Europa per il proprio orientamento sessuale, per la propria identità di genere. Purtroppo, invece, avviene. E avviene in quei Paesi in cui la democrazia indietreggia. È avvenuto nell’Ungheria di Orban, è avvenuto in Polonia, è avvenuto negli Stati Uniti di Trump. Le istituzioni europee, noi diciamo gli Stati Uniti d’Europa, cioè un sogno da costruire concretamente, devono servire anche a questo. A segnare degli standard di rispetto dei diritti umani, dei diritti civili e a fare, anzi, passi avanti su questo terreno».
I contenuti del documento
Come si legge nel “Manifesto liberale arcobaleno 2024”, tra le richieste del documento c’è «il riconoscimento immediato e universale dei matrimoni e della genitorialità tra persone dello stesso sesso in tutti i Paesi dell’Ue, se sono certificati in un altro Stato membro». Presente anche il tema della maternità surrogata: «se in un Paese si ricorre a pratiche riproduttive legali come la donazione di ovuli o la maternità surrogata, la scelta dovrà essere rispettata in tutti i Paesi».
Inoltre, nel manifesto si chiede che «i diritti delle persone Lgbti – debbano essere integrati – in tutte le procedure di monitoraggio dello Stato di diritto e dell’articolo 7 dell’Ue». Infine, «il congelamento dei pagamenti dell’Ue ai Paesi che violano i diritti Lgbti garantiti dall’Unione Europea».

