lunedì 24 Giugno 2024

Fontana, maggiore condivisione sulle riforme

Il presidente della Camera ha risposto alle domande dei giornalisti della stampa parlamentare nel corso della tradizionale conferenza per i saluti di fine anno

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Riforme, passaggi parlamentari, elezioni europee, sono alcuni degli argomenti trattati dal presidente della Camera, Lorenzo Fontana, nel corso del tradizionale incontro per lo scambio di auguri con la stampa parlamentare.

Tra i temi affrontati anche quello riguardante un ruolo di subalternità della Camera rispetto al Senato. Una fotografia che Fontana ha respinto: «Si è parlato di uno squilibrio tra Camera e Senato, ora guardando i dati in realtà nei numeri questo squilibrio non c’è – ha spiegato -. Sono stati presentati 47 ddl di conversione di decreti legge di cui 24 al Senato e 23 alla Camera. Mi pare che questo squilibrio in termini assoluti non ci sia». Secondo Fontana questa situazione nasce dalla possibilità che il ddl sul premierato, la cui prima lettura era prevista a Montecitorio, verrà invece presentato al Senato. «È stata fatta una scelta diversa da parte del governo».

Fontana, dibattito interessante sul premierato

Riguardo alla riforma sul premierato il presidente della Camera ha poi aggiunto: «Tendenzialmente la seconda lettura, ovvero quella che sarà la prima alla Camera, potrà essere quella che vedrà le modifiche maggiori, se ci saranno. Sono molto curioso di come si svolgerà il dibattimento. Ritengo che quando si fa una riforma costituzionale il tentativo da fare è quello di avere una maggiore condivisione rispetto a tutte le forze politiche. Il che non significa paralizzarsi, ma avere un ampio dibattito con una importante analisi». 

Ha poi auspicato che la riforma sia condivisa da quanti più parlamentari possibili: «Ritengo importante che ci siano i tempi di discussione adeguati dovuti a una riforma così fondamentale per il Paese. Spero che venga votata dal maggior numero di parlamentari possibili».

Meno decreti

Riguardo all’abitudine del governo di ricorrere spesso all’utilizzo di decreti, Fontana ha auspicato che questa tendenza «non solo si fermi, ma sia invertita. Sono stati fatti tanti decreti legge – ha spiegato -. Sto cercando di fare in modo che questo strumento venga ridotto, posso provarci con la moral suasion. Abbiamo sempre cercato di dialogare con il governo sulla possibilità di non ricorrere ai decreti legge, cosa che non ci piace particolarmente, avendo anche una buona prospettiva di tempistica». 

Affrontato anche il tema dei cosiddetti decreti omnibus. In quei casi «l’emendabilità dei decreti alla Camera è molto ridotta, nel senso che per essere dichiarato ammissibile ogni emendamento deve essere pienamente inerente alla materia del decreto e circa il 30 per cento degli emendamenti che vengono presentati alla Camera sono ritenuti inammissibili. C’è un regolamento e una prassi molto stringente e questo favorisce che decreti che arrivano alla Camera non possono essere stravolti».

il presidente fontana incontra la stampa parlamentare
Un momento della conferenza di fine anno del presidente della Camera, Lorenzo Fontana

Sì al giurì d’onore

Oltre ai lavori parlamentari continua la polemica riguardante il Mes. Riguardo la bocciatura in Aula del meccanismo europeo di stabilità Fontana ha affermato: «Il Parlamento è sempre sovrano. La maggioranza dei parlamentari ha deciso di esprimersi in questo modo, questa è la democrazia. C’era da fare un passaggio parlamentare, questo compete a me. Non posso che accettare questo verdetto in base al principio democratico». 

Inoltre, arriva l’annuncio riguardo la richiesta del giurì d’onore avanzata dal presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, in seguito ad alcune dichiarazioni della premier, Giorgia Meloni. «Ho preso una decisione già qualche giorno fa ma doveva essere letta in Aula. Il Giuri d’onore si farà e il presidente sarà Giorgio Mulè. Auspico che si possa dirimere questa questione», ha spiegato Fontana. 

Europa e USA

Il prossimo anno sarà molto importante dal punto di vista elettorale. Si voterà per rinnovare il parlamento europeo e, oltreoceano, ci saranno le elezioni del presidente degli Usa. Nel caso dei rapporti tra Italia ed Europa, Fontana ha ricordato il forte legame di collaborazione col parlamento europeo e la presidente Roberta Metsola. «È stato fatto un lavoro di forte cooperazione sulla cybersicurezza. Nel momento in cui ci sono guerre sul campo, spesso ci sono anche delle guerre ibride combattute sul campo cibernetico».

Alle domande riguardanti le alleanze della Lega (il partito del presidente Fontana) in Europa in vista delle prossime elezioni Fontana ha risposto: «essendo stato parlamentare europeo, so che le maggioranze si formano il giorno dopo il voto in Europa. L’unica cosa che posso auspicare per quanto riguarda il mio movimento politico, al quale non do suggerimenti, perché hanno abbastanza leader, ministri e dirigenti per prendere le decisioni, è che la Lega possa essere parte del processo di cambiamento in Europa o comunque parte di quei partiti pienamente inseriti nel contesto europeo e che possa partecipare alla decisione sull’elezione del presidente della Commissione europea. Mantenere i voti in congelatore funziona poco, è importante mettersi in gioco».

Infine, Fontana ha spiegato di non vedere un pericolo per la democrazia una possibile rielezione di Donald Trump alla Casa Bianca. «Se gli americani decideranno di votare per Trump quella sarà la democrazia». 

Inoltre, sui futuri rapporti tra Italia e Usa ha affermato: «Sicuramente le elezioni del presidente degli Stati Uniti influiscono a livello mondiale, ma c’è anche da dire che ci sono degli asset che vanno indipendentemente da chi è presidente. La posizione dell’Italia, filotlantica, è indipendente da chi vince la presidenza degli Stati Uniti. L’alleanza è granitica e rimarrà indipendentemente da chi vince elezioni. Sarà sicuramente un anno interessante», ha concluso.

Articolo aggiornato in data 28 Dicembre 2023
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