L’Aula della Camera ha approvato il ddl sul nucleare sostenibile con 155 voti favorevoli, 86 contrari e 8 astenuti. Il testo passa ora al Senato. Il provvedimento, firmato dal ministro Gilberto Pichetto Fratin, definisce il quadro giuridico per il ritorno alla produzione di energia atomica sul territorio nazionale.
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Cronoprogramma e assetto normativo del testo
Il ministero dell’Ambiente punta a ottenere il sì definitivo di Palazzo Madama prima della pausa estiva. I decreti attuativi dovranno arrivare entro la fine dell’anno. La delega stabilisce le norme per produrre “energia da fonte nucleare sostenibile nel territorio nazionale, anche ai fini della produzione di idrogeno”. Il testo disciplina la disattivazione degli impianti esistenti e la gestione del combustibile esaurito. L’iter parlamentare è iniziato a gennaio 2026 nelle Commissioni di Montecitorio, dopo il via libera del Consiglio dei ministri arrivato nel 2025.
Tecniche di nuova generazione e obiettivi europei
La svolta strategica esclude le vecchie centrali convenzionali. Lo sviluppo si concentra sui piccoli reattori modulari trasportabili. Gli Smr potrebbero essere operativi nel prossimo decennio. La quarta generazione richiederà più tempo e non sarà pronta prima del 2040. La transizione rispetterà l’obiettivo carbon neutral fissato al 2050. I decreti dovranno garantire il “perseguimento della sostenibilità ambientale, sociale ed economica nella produzione di energia da fonte nucleare, con la garanzia che i decreti legislativi rispettino i criteri previsti dalle norme sulla tassonomia dell’Unione europea relative alle attività sostenibili nonché i parametri tecnici individuati dall’Aiea, al fine di assicurare elevati livelli di sicurezza degli impianti”.
Finanziamenti pubblici e gestione territoriale delle scorie
La dote finanziaria iniziale è pari a 60 milioni di euro complessivi. Lo stanziamento sarà ripartito in quote uguali nel triennio 2027, 2028 e 2029. Per la comunicazione istituzionale l’esecutivo mette in campo 1,5 milioni di euro per il 2025 e 6 milioni di euro per il 2026. I fondi per l’informazione ai cittadini serviranno a illustrare i dettagli sui programmi legati all’energia atomica. I territori saranno coinvolti direttamente.
Il ddl introduce un sistema di autocandidature volontarie per la localizzazione del deposito nazionale dei rifiuti radioattivi. Questa scelta intende superare i veti locali e le storiche proteste. In sede di Conferenza unificata, l’Associazione nazionale Comuni italiani ha espresso un parere favorevole. L’Anci richiede però adeguate compensazioni e ristori economici per i municipi che accetteranno l’installazione delle strutture. Infine, una clausola di salvaguardia tutela le prerogative delle Regioni a statuto speciale e delle Province autonome di Trento e di Bolzano.
