Il presidente della Camera dei Deputati, Lorenzo Fontana, ha risposto alle domande dei giornalisti della Stampa parlamentare durante la tradizionale cerimonia del ventaglio a Montecitorio. Presenti anche il presidente della Stampa parlamentare, Adalberto Signore, e il segretario generale della Camera, Fabrizio Castaldi.
All’inizio della conferenza il presidente Fontana ha chiesto un minuto di silenzio per commemorare le 85 vittime della strage di Bologna avvenuta 44 anni fa, il 2 agosto 1980. In seguito, il presidente Fontana ha affrontato vari argomenti. Dal ruolo del parlamento con la questione dei troppi decreti legge e voti di fiducia, alla libertà di stampa, a temi di politica estera come la situazione del conflitto in Ucraina e le prossime elezioni americane. Non è mancato, inoltre, un accenno alle ultime Olimpiadi che si stanno disputando a Parigi in questi giorni.
Cerimonia del Ventaglio, decreti di urgenza e alternative
Uno dei primi argomenti trattati da Fontana nel corso della Cerimonia del Ventaglio è quello relativo all’utilizzo eccessivo dei decreti legge da parte del governo. «È evidente, mi sembra a tutti, che ci sia un eccesso – spiega -, non è un problema di questa legislatura, è un problema ormai molte legislature che ci sia un eccesso da questo punto di vista», ricordando poi come nel corso di luglio il parlamento si sia trovato con un gran numero di decreti da convertire.
«Ho voluto scrivere una lettera a Giorgia Meloni, con la quale ho avuto già diverse oppure interlocuzioni sul tema, rappresentando questa difficoltà da parte del parlamento e rappresentando il fatto che, ovviamente, una riduzione sarebbe giusta e gradita, perché, appunto essendo una decretazione d’urgenza, insomma, magari ogni tanto ci troviamo ad affrontare tematiche che forse non sono così urgenti».
E per ovviare a questa situazione, il presidente della Camera ricorda quali sono state le alternative proposte: «Abbiamo suggerito il fatto che se magari chiedendo l’urgenza dei disegni di legge, quelli più importanti, quelli che interessano di più, si potrebbe avere una evoluzione dal punto vista legislativo dove si rispettano pienamente le prerogative che sono del parlamento e dove, appunto, non si dovrebbe ricorrere a quel punto alla decretazione d’urgenza in maniera così massiccia come viene fatta».
Referendum su autonomia e premierato
La Terza carica dello Stato ha poi parlato della possibilità che vengano indetti dei referendum su Autonomia e premierato. Per quanto riguarda l’autonomia, «se ci sarà un referendum ben venga, così vedremo anche i cittadini cosa ne pensano e ci sarà modo di parlare di questa tematica. Finché se ne parla nelle aule parlamentari c’è sempre un po’ di faziosità. Se venisse indetto un referendum se ne potrà parlare in maniera un po’ più ragionata per vedere quali sono le cose positive e quelle negative. Siamo un Paese democratico ed è sempre positivo che i cittadini possano esprimersi».
E sulla possibilità che gli italiani si dividano in due fazioni per quel che riguarda il premierato, aggiunge: «Non sarebbe una prima volta che in un referendum il Paese si spacca in due. Mi stupirei del contrario. Il referendum è previsto dalla Costituzione, è importante che i cittadini si possano esprimere, è il bello della democrazia».
Libertà di stampa
Si è parlato anche di giornalismo e libertà di stampa durante la Cerimonia del Ventaglio, in particolare dell’aggressione subita dal giornalista della Stampa da alcuni militanti di Casapound.
«La violenza è assolutamente sempre da condannare – ha sottolineato Fontana -. Quando è successo in Parlamento mi sono molto arrabbiato. I giornalisti con etica professionale possono fare il loro lavoro, non è mai giustificata la violenza ed è gravissimo quanto successo a Torino, non è tollerabile verso un giornalista che non faceva nulla di male».
Poi, ha aggiunto, «ogni tanto noto anche che c’è anche un po’ troppa libertà di infangare qualcuno o di prendersela con qualcuno. Da questo punto di vista non servono norme, che sarebbero assurde, non servono multe, ma a volte si dovrebbe forse essere prudenti, come consiglia San Tommaso D’Aquino».
Ucraina
Fra i temi di politica estera uno dei primi argomenti è quello del conflitto in Ucraina. A questo proposito, Fontana afferma: «Che dopo due anni e mezzo si possa trovare una soluzione a questo conflitto, quanto meno un cessate il fuoco, è un auspicio che faccio, Mi auguro una soluzione diplomatica, è il mio auspicio per una popolazione stremata».
Alleanze europee
C’è anche un momento dedicato alle ultime elezioni europee, con la conseguente rielezione di Ursula Von Der Leyen a capo della Commissione. Un’elezione che ha visto la Lega (partito di cui fa parte il presidente della Camera) e Fratelli d’Italia votare contro finendo in minoranza nel nuovo parlamento europeo. E a chi gli chiede come valuti le divisioni che ci sono state in Europa per quanto riguarda l’elezione dei nuovi vertici, Fontana risponde: «Ci sono cose che si possono fare e cose no. L’auspicio era quello di creare unità alla destra del Ppe. Fare in modo che l’Ecr e gli altri gruppi come all’epoca “Indentità e democrazia” riuscissero a fare un unico gruppo per parlare con il PPE alla pari. Mi risulta che la Lega o gran parte del gruppo di cui fa parte la Lega abbia votato per la presidenza del Parlamento europeo».
E prosegue: «Roberta Metsola (presidente del Parlamento europeo, ndr) – verrà tra l’altro a Verona al G7. Ci sono relazioni importanti con il Parlamento Ue, dove sono stato 9 anni. Ero vicepresidente della Commissione Cultura – ricorda – e all’epoca eravamo con Farage, che era il più euroscettico nei palazzi di Bruxelles e all’epoca il cordone sanitario non c’era e il nostro gruppo era minoritario. E non si parlava neanche di populismo».
Nel corso degli anni, ha aggiunto, «questa componente euroscettica è aumentata tanto che ora i gruppi sono due e adesso c’è l’Ecr che prima era minimale. Quindi significa che si può fare anche il cordone sanitario, ma tutte queste forze politiche che rappresentano milioni di persone qualcosa vorranno pur dire. Che ci sia qualcosa che non è andato negli ultimi anni a livello Ue – osserva – è chiaro anche dalle risultanze elettorali se guardiamo le ultime 3 elezioni. Quindi, si dovrebbe avviare un dialogo con queste forze politiche».
Elezioni USA
Da un continente all’altro, non manca un commento sulla campagna elettorale negli Usa con lo scontro tra Kamala Harris e Donald Trump. Secondo Fontana è in atto uno scontro tra due culture agli antipodi. «Le presidenziali americane saranno molto interessanti, ma la cosa principale da analizzare è la situazione degli Usa dal punto di vista sociale. I due partiti principali rappresentano due stati d’animo completamente differenti, e a differenza di venti o trent’anni fa non credo che qualcuno possa dire che votare Trump o Harris sia la stessa cosa. Da una parte c’è la cultura delle coste, quella più conosciuta di New York e Los Angeles, dall’altra c’è l’America profonda che è fondamentalmente sconosciuta e talvolta ci lascia perplessi».
Tuttavia, ha ricordato, a prescindere dal risultato finale, gli Stati Uniti «rimangono il nostro principale alleato. Al di là di chi vincerà le elezioni, sappiamo che saranno il nostro principale alleato anche per il futuro, quindi è indispensabile per noi avere un ottimo rapporto con gli Usa».

Olimpiadi 2024 e polemiche
Infine, non manca un accenno alle polemiche scaturite intorno al match di boxe alle ultime Olimpiadi di Parigi tra l’italiana Angela Carini e l’algerina Imane Khelif. «Abbiamo visto questa gara che è durata anche poco, a vederla così sembrava un match ad armi impari ma quello che penso è che ci siano delle regole del Cio. Se qualcuno ritiene che non siano adeguate o giuste bisogna andare al Comitato a parlarne, poi tutto il resto mi sembra in più. Anche il Coni può fare delle rimostranze, mi sembra che stamattina ci sia già stato un colloquio da questo punto di vista, ma penso che sia quella la sede opportuna».
