Spostamenti, anche per il post pandemia i romani preferiscono l’auto

Rispetto al periodo precedente l'emergenza sanitaria, è aumentato il numero di persone che scelgono la macchina per spostarsi in città. Un atteggiamento che, secondo una ricerca, potrebbe permanere anche a emergenza finita. Allo stesso tempo, però, sale l'utilizzo di biclette e monopattini

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Spostamenti a Roma, l'auto è il mezzo preferito
Traffico a Roma

Uno dei problemi principali in questo periodo di emergenza sanitaria riguarda gli spostamenti. Non solo le limitazioni, come quella tra le Regioni, ma anche come muoversi all’interno del proprio comune. Infatti, per rispettare il distanziamento sociale e evitare contatti a rischio, in molti hanno dovuto rivedere le proprie abitudini. Questo ha portato a un aumento dell’utilizzo di mezzi privati come automobili e moto.

Una situazione che, dati alla mano potrebbe protrarsi anche in futuro. Soprattutto a Roma. Come rivela un’indagine realizzata dall’Automobile Club di Roma realizzata in collaborazione con la Fondazione Filippo Caracciolo di ACI, l’82 per cento continuerà a spostarsi usando l’auto. La ricerca è stata elaborata esaminando un campione di 1200 soci dell’Automobile Club su tre periodi temporali. Dalla situazione prima della pandemia a gennaio 2020, fino alle previsioni per il possibile inizio del post-emergenza (maggio 2021) e in un ideale scenario futuro.

spostamenti a Roma

I risultati della ricerca

Dai dati elaborati spicca il ruolo fondamentale del trasporto pubblico in abbinamento alle biciclette e ai monopattini nella mobilità di domani. Bus e tram erano i mezzi preferiti dal 29 per cento dei romani prima della pandemia. In seguito, il loro consenso è sceso al 26,5 per cento nella primavera 2021, anche a causa dei rischi di assembramento sui mezzi. Tuttavia, in un futuro ideale potrebbero diventare la prima scelta di mobilità per il 35,6 per cento dei romani, soprattutto se riusciranno a soddisfare la domanda in termini qualitativi e quantitativi. 

Cresce il gradimento anche per bici e monopattini: il 10 per cento della popolazione li sceglie per muoversi a maggio 2021 (a gennaio 2021 erano il 4,3 per cento). E in un futuro ideale potrebbero essere preferiti da 1 cittadino su 4. A fronte di una sostanziale stabilità dei consensi per moto e motorini, intorno al 15 per cento, e di chi preferisce muoversi anche a piedi (circa il 30 per cento), l’utilizzo dell’automobile potrebbe scendere al 59 per cento degli spostamenti in futuro.

cresce il gradimento per le biciclette

Sviluppi futuri

L’indagine, inoltre, fotografa anche la disponibilità al rinnovamento del parco veicolare nella Capitale. L’83 per cento degli intervistati non comprerà un’auto nel 2021. Di quelli che invece si apprestano a sostituire il proprio mezzo, solo il 75 per cento sceglierà un veicolo nuovo. I veicoli più ambiti sono quelli ibridi col 44 per cento dei consensi, mentre automobili a benzina, diesel e gpl si attestano ciascuna sul 15 per cento delle preferenze. Le vetture totalmente elettriche oggi convincono solo il 6,4 per cento dei cittadini, soprattutto a causa dei costi elevati e della disponibilità limitata di colonnine di ricarica. Ancora più marginale il metano (3,5 per cento delle propensioni di acquisto).

L’analisi della mobilità urbana non può prescindere dagli effetti dello smart working. Il 70 per cento dei romani ha lavorato a casa durante il lockdown e il 56,7 per cento dei cittadini ritiene che questa modalità prevarrà anche in futuro, seppur alternata con la presenza in ufficio.

Come spiega Giuseppina Fusco, presidente dell’Automobile Club Roma e della Fondazione Filippo Caracciolo, «l’indagine evidenzia una tendenza conservatrice dei romani in tema di mobilità in attesa dell’auspicata evoluzione del sistema dei trasporti verso una mobilità urbana intelligente e sostenibile, collettiva, condivisa e individuale, fondata su una più efficiente integrazione modale. Un’evoluzione che potrebbe essere favorita da una maggiore diffusione strutturale del lavoro agile e dal progressivo sviluppo di una mobilità on demand».