Dantedì, perché il 25 marzo è dedicato a Dante Alighieri

Questa è la Giornata nazionale dedicata al Sommo Poeta. Quest'anno, inoltre, si tratta di una doppia ricorrenza poiché il 2021 è anche l'anniversario dei 700 anni dalla morte di Dante. Numerose le celebrazioni in tutta Italia a cominciare dal Quirinale, dove Roberto Benigni reciterà i versi del XXV canto del Paradiso

46
statua di Dante Alighieri
Statua di Dante Alighieri a Firenze

Celebrazioni in tutta Italia per il Dantedì. Il 25 marzo, infatti, è la data scelta per la Giornata nazionale dedicata al padre della lingua italiana, Dante Alighieri. Un anniversario istituito nel 2020 sulla scia di quanto accade in Irlanda ogni 16 giugno con il Bloomsday, giorno dedicato a James Joyce e alla sua opera più famosa, l’Ulisse. In Italia la scelta del 25 marzo è significativa. Secondo gli studi, infatti, sarebbe questo il giorno in cui inizierebbe il viaggio di Dante narrato nella Divina Commedia.

Quest’anno inoltre, le celebrazioni assumono un’importanza maggiore in quanto ricorre anche l’anniversario dei 700 anni dalla morte del Sommo Poeta. Una ricorrenza celebrata anche su una serie di euro da collezione coniati dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. E per tutto il 2021 sono più di 100 le iniziative per ricordare l’anniversario. Molte di queste, però, hanno scelto la data del Dantedì per ricordare il poeta fiorentino e le sue opere.

Dantedì, la Giornata nazionale dedicata a Dante Alighieri

Non sempre Divina…

Fra tutte, senza dubbio, la Divina Commedia. L’opera, però, non è sempre stata conosciuta con questo nome. Dante, infatti, l’aveva intitolata semplicemente “Commedia”. Un’informazione che “giunge” dallo stesso poeta in un’epistola a Cangrande della Scala. Dante informava il signore di Verona di averlo inserito tra i beati nel Paradiso. Qui, inoltre, il poeta definisce il suo lavoro “poema sacro”. Il nome che conosciamo oggi, dunque, è postumo. L’aggettivo Divina fu dato dal Boccaccio e venne aggiunto solo nel Cinquecento. 

Dante, purtroppo, non potè mai fregiarsi del successo della sua Commedia. L’opera fu pubblicata in seguito alla sua morte grazie ai figli Jacopo e Pietro Alighieri. Dante lavorò all’opera dal 1304 al 1321, anno della sua morte. Fu Jacopo a ordinare gli appunti e gli ultimi versi del Paradiso. Inoltre, all’epoca la stampa non era ancora diffusa in Europa. Per questo motivo, inizialmente, la diffusione avvenne tramite manoscritti. Tuttavia, l’originale autografo di Dante non è stato mai ritrovato, mentre esistono tre copie manoscritte dal Boccaccio, da altri manoscritti non originali. 

Oggi la Divina Commedia è considerato uno dei testi più famosi nel mondo ed è anche uno degli argomenti obbligatori nel programma scolastico italiano.

Le celebrazioni del Dantedì

I versi dell’opera dantesca saranno anche i protagonisti delle celebrazioni del 25 marzo al Quirinale. Qui, Roberto Benigni reciterà alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e del ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, il XXV canto del Paradiso. 

Le celebrazioni si svolgeranno soprattutto online, come nel 2020, a causa delle restrizioni dovute all’emergenza sanitaria. È possibile trovare un elenco consultando la pagina dedicata sul sito del ministero dei Beni culturali.

Dantedì, 25 marzo
(immagine da Facebook @ministerodellacultura)