Regione che vai, mostaccioli che trovi: il dolce che unisce e divide l’Italia

In Campania sono croccanti e ricoperti di cioccolato, in Puglia li fanno con il cotto di fischi, in Calabria non hanno la tipica forma a rombo ma prendono le sembianze di uomini, donne, animali e fiori. In Sardegna ci mettono anche la cannella...

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Mostaccioli, quelli sardi di Oristano
I mostaccioli di Oristano

Di chi è la paternità dei mostaccioli? Difficile dirlo. Anche se nell’immaginario collettivo la risposta prende un’autostrada a quattro corsie in direzione Napoli. In realtà, al giorno d’oggi, la diffusione di questi dolci è così trasversale e articolata che si perdono le tracce guardando le varianti che si trovano in giro per l’Italia.

Regione che vai, mostaccioli che trovi. Diversi nella forma, nel gusto, nella consistenza, ma anche negli ingredienti (glassa compresa). In Campania sono croccanti e ricoperti di cioccolato, in Puglia li fanno con il cotto di fischi, in Calabria non hanno la tipica forma a rombo ma prendono le sembianze di uomini, donne, animali e fiori. Di più. In Sardegna ci mettono anche la cannella, una punta di limone e la consistenza è quella di un “pane” molto tenero. Si può andare avanti all’infinito, passando dall’Abruzzo al Lazio, così come dalla Lombardia alla Sicilia e al Molise.

Mostaccioli, la versione al cioccolato che si fa a Napoli
I mostaccioli di Napoli ricoperti dal cioccolato

Mostaccioli: nome e origini antiche

Le prime testimonianze scritte dei mostaccioli risalgono ai tempi degli antichi romani, a prima della nascita di Cristo, un po’ come il Pangiallo. Infatti, nel “De agri cultura” di Catone si può leggere la ricetta e il procedimento: «Intridi un moggio di farina con il mosto, aggiungici anice, cumino, due libbre di grasso, una libbra di cacio e della corteccia di alloro, quando avrai impastato e dato la giusta forma, cuoci sopra foglie di lauro». Nell’antichità venivano offerti agli ospiti al momento della loro partenza. Dei dolci simili, comunque, venivano prodotti anche nelle regioni arabe.   

Il nome dei mostaccioli, secondo la dottrina più consolidata, deriva dal suo ingrediente principale: il mosto, appunto. Termine che in latino si traduce in “mustum”. Altre correnti di pensiero parlano di alloro (lauro), facendo riferimento alla parola latina “mustax”.   

La tradizione in Campania 

A Napoli i mostaccioli sono un dolce tipico del Natale. Un must per i grandi e per i piccoli. Hanno una forma a rombo e la tradizione vuole che alla base ci sia il mosto e una glassa alla cioccolata. Basta comunque spostarsi di poco per trovare una variante particolare: a Benevento, infatti, nell’impasto aggiungono il liquore Strega, le dimensioni risultano più piccole, mentre la pasta è più morbida rispetto alla tradizione partenopea. 

Le altre versioni dei Mostaccioli 

In Abruzzo i mostaccioli sono rimasti fedeli alla ricetta originale degli antichi romani: gli ingredienti principali, infatti, sono farina miele e mosto ben cotto. In Calabria come detto, non hanno la forma del rombo: in alcuni paesi prendono addirittura le sembianze dei patroni. Particolari i mostaccioli della Sardegna, in particolar modo quelli di Oristano, che hanno lievitazione molto lunga (può arrivare anche a 20-30 giorni) e quindi risultano morbidissimi quando raggiungono la bocca. Sull’isola non si usa il cioccolato, ma una glassa a base di zucchero bianco.