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Parmigiano Reggiano, tutti i caseifici a portata di click

Online il nuovo portale del Consorzio di tutela con una sezione apposita dedicata ai vari stabilimenti e alla possibilità di prenotare una visita

Parmigiano Reggiano
Forma di Parmigiano Reggiano (foto da Facebook @parmigianoreggiano)

Il Parmigiano Reggiano “si rifà il look”, con il lancio del nuovo sito istituzionale del Consorzio di tutela Dop. Una nuova veste grafica e tante nuove sezioni per presentare e valorizzare al meglio quello che è un’eccellenza della gastronomia made in Italy. 

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Nel nuovo portale, viene ricordata la storia del prodotto, il territorio in cui nasce e quali sono le caratteristiche uniche che lo differenziano dal “cugino” Grana Padano. Inoltre, grazie a un apposito tool ecco la possibilità di prenotare la visita in un caseificio direttamente dal sito del consorzio.

Parmigiano Reggiano
La home del nuovo sito del Consorzio Parmigiano Reggiano Dop (foto da Facebook @parmigianoreggiano)

Il nuovo portale

Nel nuovo sito le prime sezioni sono dedicate alla storia del Parmigiano e del suo consorzio di tutela. Dalle caratteristiche del prodotto come il tipo di latte utilizzato e i tempi di stagionatura (minimo 12 mesi). Senza dimenticare la storia e le varie certificazioni (Prodotto di montagna, Kosher, Hala, Biologico). 

La sezione “In cucina” si divide in due parti: quella dedicata alle ricette con tutta una serie di piatti da preparare grazie a questo prodotto d’eccellenza, e quella degli abbinamenti. Qui sono presentati tutti gli abbinamenti ideali in base alla diversa stagionatura.

Uno spazio apposito è dedicato ai caseifici. Una mappa interattiva evidenzia dove si trovano e, sempre tramite il portale, è possibile prenotare una visita nella pagina dedicata. In questo modo, i visitatori possono vedere dal vivo come nasce il prodotto visitando le diverse aree del caseificio in cui si lavora e ascoltare come viene realizzato e le varie modalità di stagionatura. Inoltre, il nuovo strumento digitale può essere utilizzato dal Consorzio per conoscere la quantità di prenotazioni che vengono effettuate in totale. 

La storia

A rendere unico il Parmigiano Reggiano, in primis, è il luogo in cui nasce. «La produzione del latte, la trasformazione, la stagionatura minima e il confezionamento sono fatte esclusivamente nelle province di Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna alla sinistra del fiume Reno e Mantova, alla destra del fiume Po».

In queste zone, le prime produzioni risalgono già al Medioevo quando i monaci sentirono il bisogno di un formaggio che fosse in grado di durare nel tempo. La prima denominazione d’origine arriva nel XVII secolo, grazie al Duca di Parma, Ranuccio I Farnese, al fine di tutelare il prodotto da altri formaggi simili del territorio. 

Il primo consorzio di tutela nasce nel 1934, su iniziativa dei rappresentanti dei caseifici di Parma, Reggio Emilia, Modena e Mantova che riscontrano la necessità di approvare un riconoscimento di origine con un relativo marchio. Dopo il 1954 con la legge sulle denominazioni d’origine io consorzio diventa l’attuale organismo di tutela odierno: il Consorzio del Formaggio Parmigiano Reggiano.

Nel 1996 il prodotto riceve il riconoscimento di DOP europea. Ad oggi, il Parmigiano Reggiano è uno dei formaggi più imitati al mondo e tra i più colpiti dal fenomeno dell’Italian Sounding. 

Differenze col Grana Padano

Navigando nel nuovo portale del consorzio del Parmigiano Reggiano, troviamo una pagina dove vengono indicate le principali differenze con il Grana Padano. Si tratta di un altro prodotto Dop, ma dalle caratteristiche differenti. A cominciare dalle zone di produzione con quella del Parmigiano più circoscritta rispetto al “cugino”.  Inoltre, il Parmigiano Reggiano è prodotto senza uso di additivi e i foraggi utilizzati per l’allevamento delle mucche che producono il latte sono soltanto erba e fieni. Un altro aspetto da considerare è la stagionatura: il tempo minimo per il Parmigiano è di 12 mesi, rispetto ai 9 del Grana Padano. Infine, il consumo medio avviene oltre i 24 mesi a differenza dei 15 del secondo prodotto. 

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