venerdì 19 Aprile 2024

OlivaMi: come adottare un ulivo in Salento

Ripristinare le coltivazioni di ulivi nel Salento per lasciare un territorio rigenerato alle future generazioni. È questo l’obiettivo di OlivaMi, associazione no profit del Salento, come ci spiega in un’intervista il vicepresidente Simone Chiriatti

Adotta un ulivo e salva il Salento. Si potrebbe sintetizzare così l’obiettivo di OlivaMi, associazione no profit, nata a gennaio 2022, che mira a riforestare gli oliveti salentini. Gli ulivi di questa zona della Puglia, infatti, a partire dal 2013 sono stati colpiti dalla Xylella. Si tratta di un batterio che colpisce i vasi linfatici di piante come ulivi, viti e aceri e, in Puglia, è responsabile della morte di migliaia di alberi.

Una situazione che ha coinvolto anche chi, come gli agricoltori, lavora in quelle terre con ripercussioni sulle aziende agricole e i loro dipendenti. Ora l’obiettivo è quello di ripartire, cercando pian piano di sostituire le piante morte o che sono state abbattute perché il Salento torni ad essere in pieno uno dei “regni” dell’olio in Italia. Il nome OlivaMi, ci spiega Simone Chiriatti, vicepresidente dell’associazione, ha un duplice significato. «Uno è il richiamo della terra che dice a chi è lontano di contribuire per la ri-olivazione del Salento. Un’altro, invece, è la chiamata dell’agricoltore che chiede una mano per ripopolare il suo territorio».

OlivaMi, come nasce il progetto e come funziona

Lasciarsi quindi alle spalle la desolazione per tramandare una terra rigenerata a figli e nipoti. È questo il mantra di OlivaMi, sottolinea Chiriatti. Un modo, anche, per dare supporto a quanti lavorano sul territorio. «Gli agricoltori piccoli, grandi, medi sono scoraggiati. Soprattutto dai ritardi della burocrazia. Perché sono stati allocati dei fondi, però ci sono stati ritardi nell’erogazione. Inoltre, si tratta di fondi sulla base di preventivi presentati anni prima che hanno visto scendere il valore reale perché i prezzi nel frattempo si sono triplicati». Il sistema scelto da OlivaMi per ri-forestare il Salento è quello delle adozioni. 

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«Ci sono delle aziende agricole che hanno già piantato dei piccoli ulivi. Quindi utilizziamo questi alberi come strumento per le adozioni. Chiunque può adottare uno o più ulivi ricevendo, simbolicamente, ogni anno una fornitura di olio Evo. In cambio, con il contributo che riceviamo dalle adozioni, OlivaMi sostiene gli agricoltori che hanno piantato questi piccoli ulivi. Lo facciamo comprando da loro l’olio e finanziando la produzione di questi ulivi. Inoltre, compriamo altri piccoli ulivi che regaliamo ad altri agricoltori».

Adozioni e regali

Per quel che riguarda le forniture d’olio, prosegue il vicepresidente di OlivaMi, l’associazione  «riconosce un litro di olio all’anno per i primi tre anni. L’adozione deve essere rinnovata annualmente quindi chi rinnova continuerà a ricevere l’olio. Poi, man mano che la pianta cresce la fornitura aumenterà. Attualmente abbiamo previsto un litro per ognuno dei primi tre anni, due litri per quarto e quinto anno e tre litri dal sesto anno».

Per ogni adozione, OlivaMi riconosce un certificato che prova l’adesione all’iniziativa. Ovviamente, non c’è alcun obbligo di rinnovo. «Chi vuole è libero di farlo, chi non lo fa non riceverà più l’olio, ma ovviamente l’albero rimarrà lì con anche la targhetta di OlivaMi che è stata appesa con il nome di chi lo ha adottato per la prima volta. Quindi non potrà essere adottato da altre persone».

E quest’iniziativa può anche essere utilizzata come un’idea regalo davvero originale. Tramite il sito di OlivaMi, infatti, è possibile regalare un’adozione (e la conseguente fornitura di olio) a una terza persona. «Basta indicare il nome e cognome della persona a cui si vuole regalare l’albero, l’email, ed eventualmente si può aggiungere un messaggio personalizzato e indicare il giorno in cui si vuole che venga inviato il certificato di OlivaMi relativo all’adozione. Così come anche l’olio che può essere impostato a un indirizzo di spedizione diverso in caso di regalo».

Sul sito sono disponibili i vari pacchetti per le adozioni di OlivaMi divisi in quattro piani: basic, silver, gold e platinum. Il primo prevede l’adozione di un singolo albero per poi salire a 5, 10 e 50. Chi vuole un numero preciso, però, può anche acquistare più pacchetti dalla piattaforma di OlivaMi fino a raggiungere la quantità desiderata.

OlivaMi, i componenti del team
Alcuni componenti del team di OlivaMi

I giardini di OlivaMi

Il sistema delle adozioni può essere utilizzato tanto da soggetti privati, quanto da aziende. Per queste ultime, tuttavia, esiste una soluzione ad hoc, che riguarda la creazione di un giardino. «Una società può creare, tramite la piattaforma online di OlivaMi, il proprio giardino aziendale e poi regalare gli alberi del proprio giardino ai clienti e dipendenti. Inoltre, anche in questo caso, può decidere di riconoscere il litro di olio ad albero. Ci occuperemo noi della spedizione». Attualmente circa una decina di aziende già collaborano con OlivaMi, ma l’associazione spera di aumentare il numero nei prossimi tempi.

E parlando di collaborazioni, OlivaMi ha chiuso un accordo con la Notte della Taranta. L’organizzazione del festival musicale, ricorda Chiriatti, «ha creato il proprio giardino e gli artisti che si sono esibiti all’edizione di quest’anno hanno adottato un ulivo con OlivaMi.

OlivaMi, targhetta dell'adozione
Targhetta dell’adozione su uno degli alberi di OlivaMi

Questo giardino (situato nella località di a Carpignano Salentino) si può visitare. È composto da 1500 ulivi che verranno, anno dopo anno, adottati dai diversi artisti che hanno partecipato al festival».

Dal Salento a tutta la Penisola

Attualmente, tramite OlivaMi, sono stati adottati in totale circa 4mila ulivi tutti localizzati nella zona tra Otranto, Carpignano e Serrano. Per il prossimo futuro, OlivaMi ha intenzione di espandersi anche in altre aree del Salento come la zona di Melissano. L’iniziativa, però, è tranquillamente replicabile in ogni parte d’Italia e non solo per gli ulivi. 

«Il progetto di OlivaMi – spiega Chiriatti – può essere assolutamente replicato. Una piattaforma online, come la nostra può essere utilizzata anche per altre specie come vigneti, mandorleti o qualsiasi tipologia di coltivazione. È un modello tranquillamente adattabile ad altre tipologie di attività agricole». Infine, anche se non esclude che in futuro il raggio d’azione di OlivaMi possa allargarsi, conclude ricordando come l’iniziativa nasca principalmente per il Salento ed è qui che l’associazione ha intenzione di continuare la sua missione di riforestare il territorio. 

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Articolo aggiornato in data 9 Settembre 2022
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