Lotta al Coronavirus, crisi delle imprese e uno sguardo al futuro

Un'analisi del Centro studi di Confindustria evidenzia i settori più colpiti dall'emergenza Covid-19. E i punti da sviluppare per poter ripartire

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L’Italia si chiude per fronteggiare l’emergenza Coronavirus. Il numero dei contagi sale vertiginosamente così come quello dei decessi. Siamo, purtroppo, il Paese con più morti a causa dell’epidemia. E i danni provocati dal Covid-19 hanno influito non solo sulla salute dei cittadini. Sono molte, infatti, le imprese che hanno subito ripercussioni economiche e già si parla di una crisi paragonabile a quella finanziaria del 2008. Sono evidenti, in questi giorni, le perdite subite dalle principali Borse in tutta Europa, con Piazza Affari, purtroppo, alla guida di questa triste classifica.

Tuttavia, lasciarsi prendere dallo sconforto non è certo la soluzione ai problemi. Anzi, nei momenti di crisi possono nascondersi anche delle opportunità per ripartire più forti una volta che sarà finita l’emergenza. Allo stesso tempo c’è chi decide di riconvertire la sua produzione. Un modo per aiutare chi è in prima linea nella lotta al Covid-19 preservando i posti di lavoro.

L’impatto sulle imprese

Confindustria ha effettuato un’analisi sugli effetti del Coronavirus sulle aziende italiane. L’indagine ha visto la partecipazione di più di 3mila imprese. Il 65 per cento dei partecipanti ha riposto di aver riscontrato un impatto dalla diffusione nel Paese del Covid-19. Una percentuale che, nelle sole regioni di Lombardia e Veneto, sale al 70 per cento.

Il 27 per cento delle aziende ha evidenziato danni al fatturato, mentre il 6 per cento ha riscontrato un impatto del Coronavirus solo sugli input produttivi. Nel 20 per cento dei casi, però, sono state riscontrate entrambe le problematiche. L’analisi di Confindustria, poi, si concentra sulle attività che hanno riscontrato problemi di fatturato. Di queste, il 25 per cento afferma di «avere subito impatti trascurabili o gestibili attraverso piccoli aggiustamenti del piano aziendale». Secondo il 17 per cento, invece, si tratta di danni importanti che porteranno a riorganizzazioni sui piani aziendali. Infatti, un 10 per cento delle imprese «già teme di non poter raggiungere gli obiettivi per l’anno in corso se non addirittura di dover ricorrere a ridimensionamenti della struttura aziendale». 

Quest’ultimo dato, va ad unirsi a quello relativo alla paura degli italiani riguardo la propria occupazione. Secondo un sondaggio realizzato dall’Istituto Swg, il 44 per cento dei cittadini teme a causa della crisi per l’emergenza Covid-19, di perdere il proprio lavoro.

I settori più colpiti

L’indagine di Confindustria evidenzia come il 24 per cento degli intervistati ha subito numerosi danni economici «per mancata partecipazione/cancellazione di fiere ed eventi promozionali».  Basti pensare, ad esempio, come in Italia l’emergenza Coronavirus abbia costretto gli organizzatori a rinviare due eventi come il Vinitaly a Verona e il Salone del Mobile di Milano. 

I settori maggiormente colpiti riguardano le attività di alloggio e ristorazione. Di questi, il 98,6 per cento degli intervistati ha dichiarato di aver subito effetti negativi. Colpito anche il settore della manifattura, con il 60 per cento delle aziende dell’indagine di Confindustria che dichiarano conseguenze negative per la propria impresa. Nello specifico ad essere più colpiti sono i settori dell’abbigliamento, della lavorazione dei pellami, della chimica e dell’elettronica.

Opportunità…

Se da un lato, l’epidemia di contagi dovuti al Covid-19 sta creando non pochi danni alle imprese del nostro Paese, dall’altro è possibile che in questa, come in tutte le crisi ci siano anche delle opportunità da cui ripartire. Non sono poche, infatti, le aziende che potendo hanno incentivato fra i dipendenti lo smart working. Un trend in crescita già dal 2019, come dimostra un’altra indagine del Centro studi di Confindustria. Si va da un aumento, rispetto al 2018, del 2,7 per cento per le aziende fino a 15 dipendenti, per arrivare a un +6,8 per cento per quelle con 100 e più dipendenti. Inoltre, in base a dati dell’Osservatorio smart working del Politecnico di Milano i dipendenti che usufruiscono del cosiddetto “lavoro agile”, rispetto agli altri lavoratori, tendono a a essere più soddisfatti del proprio lavoro e della sua organizzazione e rimangono più a lungo all’interno dell’azienda.

Così come, un ulteriore vantaggio da sfruttare in questo periodo potrebbe essere quello di investire in campagne di comunicazione. Bisogna anticipare la ripresa per non farsi trovare impreparati quando questa crisi sarà alle spalle.

…e benefici

Infine, il periodo forza di quarantena con la notevole diminuzione delle attività ha provocato anche evidenti cambiamenti nell’ambiente. A Venezia, l’acqua dei canali è ritornata limpida. Mentre in vari porti d’Italia si sono visti arrivare i delfini vicino le  banchine. In Cina, soprattutto nella regione di Hubei dove si trova Wuhan, epicentro dell’epidemia, ma anche in Lombardia i livelli dello smog sono decisamente calati. Le immagini del satellite, che mostrano il prima e il dopo, sono state diffuse dal ricercatore della Nasa, Santiago Gassò sul suo profilo Twitter.

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