Etna, dal vulcano al calice: la prima Doc della Sicilia

Stiamo parlando di un vino morbido, intenso e corposo, che nasce dai raggi del sole che sovrastano i vigneti della zona di Catania

L’Etna è un vulcano attivo, in assoluto il più grande d’Europa. Tra l’altro fa parte del patrimonio dell’Unesco. Ma l’Etna è anche un vino di altissima qualità. Un prodotto della terra della Sicilia che prende il nome dal vulcano e di conseguenza assorbe i suoi sapori, i suoi colori e le sue caratteristiche. Stiamo parlando di un vino morbido, intenso e corposo, che nasce dai raggi del sole che sovrastano i vigneti della zona di Catania e arriva fino ai calici.    

Questo vino ha un primato particolare: infatti, ha ottenuto il marchio Doc nel lontano agosto del 1968. Traduzione: più di 50 anni. Si tratta della prima Doc della Sicilia in assoluto e tra le primissime in Italia.

Etna
Bottiglie durante un festival enogastronomico

Rosso, bianco e…

Rosso, bianco, rosato e spumante. L’Etna possiede tantissime sfaccettature. E si fa apprezzare anche a tavola. Nell’immaginario comune l’Etna rosso è il più “famoso”, il più semplice da trovare nelle enoteche di tutta Italia. Il nerello mascalese e nerello cappuccio sono i vitigni per rossi, rosati e spumanti, mentre il carricante e il catarratto per i bianchi.   

Dove si produce?

Etna
Calici sotto il sole della Sicilia

Il disciplinare dell’Etna parla chiarissimo. E indica la zona di produzione, che ricade nella provincia di Catania e comprende i terreni di parte dei territori dei comuni di Biancavilia, S. Maria di Licodia, Paternò, Belpasso, Nicolosi, Pedara, Trecastagni, Viagrande, Aci S. Antonio, Acireale, S. Venerina, Giarre, Mascali, Zafferana, Milo, S. Alfio, Piedimonte, Linguaglossa, Castiglione, Randazzo. Cambia il versante dell’Etna (vulcano) e cambiano alcune proprietà dell’Etna (vino).    

Il Consorzio

Si chiama Consorzio Tutela Vini Etna Doc. Ha il compito principale di valorizzare e proteggere il brand, in altre parole uno dei prodotti di punta del made in Italy. Sul sito ufficiale c’è scritto che il Consorzio «collabora con la “Strada dei vini dell’Etna”, associazione che riunisce operatori anche dell’enogastronomia, dei servizi turistici e strutture di accoglienza». 

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