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Realizzazione di una mascherina in uno stabilimento del Gruppo Armani (Foto da Facebook @GiorgioArmani)

Gli italiani hanno un grande cuore e così le loro aziende. Basti pensare a quello che stanno facendo per aiutare chi, come medici e infermieri, è in prima linea nella lotta al Coronavirus Covid-19. Così, oltre alle iniziative benefiche volte a reperire fondi per aiutare la ricerca nella strada che porti a una cura o un vaccino contro il virus, c’è anche chi ha pensato di riconvertire la propria produzione. Il motivo è presto detto: aiutare quanto prima a raggiungere il fabbisogno di attrezzature. Da mascherine e camici a respiratori e disinfettanti.

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Come, ad esempio, l’azienda Miroglio che opera nel settore dell’abbigliamento, che ha riconvertito i suoi stabilimenti per produrre mascherine. E seguendo questo esempio tanti marchi del made in Italy e dell’alta moda hanno deciso di fare lo stesso.

Camici firmati

È il caso di Giorgio Armani. Oltre alle donazioni fatte dal noto stilista milanese, a enti e ospedali che lottano contro il Covid-19, tutti gli stabilimenti del gruppo sono stati riconvertiti e hanno iniziato a produrre camici monouso. Questi saranno destinati agli operatori sanitari di tutte le strutture in cui sono ricoverati pazienti affetti da Covid-19.

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Realizzazione di un camice in uno stabilimento del Gruppo Armani (foto da Facebook @GiorgioArmani)

La stessa decisione è stata intrapresa anche da Herno. L’azienda d’abbigliamento piemontese, guidata da Claudio Marenzi, ha avviato la produzione di camici e mascherine. La stima è di circa 10mila camici e 25mila mascherine al mese che saranno destinate alle strutture piemontesi e, in particolare, all’ospedale di Verbania.

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L’annuncio di Herno sui social (Foto da Facebook @HernoSpa)

Gli esempi della solidarietà del mondo dell’alta moda non finiscono qui. Ormai camici e mascherine hanno preso il posto degli abiti firmati. Avviene per Prada, in Toscana, con l’azienda che donerà alla regione 80mila camici e 110mila mascherine; lo stesso anche per la maison Gucci. Brunello Cucinelli, invece, destinerà le sue mascherine alle strutture dell’Umbria impegnate contro il Coronavirus Covid-19. 

E l’esempio italiano è seguito anche all’estero visto che negli Stati Uniti, anche gli stabilimenti di Ralph Lauren hanno riconvertito la produzione per venire incontro alle esigenze delle strutture americane.

Disinfettanti doc

A scarseggiare, oltre alle attrezzature per medici e infermieri, sono anche i disinfettanti per le mani. Per questo Ramazzotti, l’azienda che produce il famoso amaro, ha riconvertito la sua produzione per venire incontro a questa esigenza. Come scrive in un post su Facebook, «in questi giorni ci siamo chiesti come dare una mano, ed ecco la nostra risposta. Abbiamo imbottigliato dell’igienizzante mani nella nostra distilleria di Canelli e lo doneremo alla Croce Rossa Italiana, alla Protezione Civile, ai Vigili del Fuoco e alla Municipale di Canelli. Con la speranza di tornare presto a dire #BellaLaVita».

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(Foto da Facebook @ramazzotti.ita)

Anche Bulgari, il famoso marchio di gioielli e profumi, ha riconvertito parte della sua produzione per realizzare disinfettanti. Il tutto, spiega la società sui social, durerà fino al termine dell’emergenza sanitaria per il Covid-19. 

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Il disinfettante prodotto da Bulgari (foto da Facebook @Bulgari)

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