Coronavirus, come cambierà il mondo del lavoro post-Covid

Il prossimo futuro vedrà una netta divisione nel mondo dell'occupazione, tra quelle professioni che hanno saputo affrontare meglio l'emergenza e quelle che faticheranno a ripartire. In questi casi le aziende devono tenere a mente l'importanza di restare unite

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L’emergenza sanitaria dovuta al nuovo Coronavirus ha creato una netta divisione nel mondo del lavoro tra le professioni più diffuse pre-Covid, e quelle che lo saranno una volta finita l’emergenza. 

Durante il lockdown si è assistito alla crescita dell’e-commerce, dei pagamenti con moneta elettronica e di tutte quelle professioni che hanno potuto facilmente proseguire l’attività grazie allo smart working. Oltre, ovviamente, a tutto ciò che concerne il sistema sanitario e la produzione di dispositivi di protezione individuale (Dpi), come le mascherine. A queste, purtroppo, si contrappongono attività come la ristorazione o il settore dei trasporti che hanno visto una forte riduzione del proprio fatturato e che potrebbero andare incontro a una lenta ripresa. 

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Guanti di lattice, disinfettante e mascherine

Il lavoro post-Covid

Per quanto riguarda lo smart working, una ricerca di Adecco Group ha evidenziato quali sono i 6 modi con cui l’emergenza Coronavirus sta accelerando il futuro del lavoro. Uno di questi punti è dedicato proprio al cosiddetto “lavoro agile” in cui si spiega come in futuro «ci saranno certamente maggiori richieste di lavoro a distanza». Questo perché in vari casi le aziende riconosceranno i benefici della tecnologia rispetto agli spostamenti quotidiani e a viaggi di lavoro. Così, in futuro «potremo aspettarci di vedere un mondo del lavoro maggiormente “smart” in cui i lavoratori lavoreranno di più in remoto, le culture aziendali saranno più flessibili, le imprese nel loro complesso saranno più resilienti e molti ricorreranno all’automazione di conseguenza».

I settori che salgono

Inoltre, tra chi in futuro penserà al periodo dell’emergenza Coronavirus come a un brutto ricordo, ci sono tutte quelle aziende e professioni che hanno a che fare con l’elettronica, con l’e-commerce e i pagamenti elettronici. Allo stesso tempo anche l’industria farmaceutica, ma soprattutto quanti producono Dpi come le mascherine. Quest’ultime, così come i guanti, altro dispositivo che presto diventerà una consuetudine portare con sé insieme al gel disinfettante, dovranno poi essere smaltite in sicurezza. E non bisogna dimenticare un occhio di riguardo all’ambiente. Questi rifiuti, infatti, andranno smaltiti con attenzione, portando così le società che operano in questo campo, a uscire rafforzate da questa crisi.

Chi farà più fatica

Tra le aziende che avranno più difficoltà a riprendersi, si pensi al commercio al dettaglio e alla ristorazione. Senza dimenticare il settore dei trasporti, sia di superficie che per i viaggi in aereo. In questi casi, infatti, il distanziamento sociale e la paura di poter contrarre il virus, sono i fattori che contribuiranno a una ripresa più lenta. Perlomeno finché non ci sarà una cura efficace o non verrà sviluppato un vaccino per il virus. O almeno fino a quando il numero dei nuovi contagi non diminuirà sensibilmente, senza aumentare nuovamente. 

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L’unione fa la forza

Soprattutto in un periodo come questo dove una singola azienda, incontra maggiori difficoltà a riprendersi. Fare rete tra le aziende può essere, infatti, il vero punto di forza e la leva grazie a cui far ripartire il Paese. Così, un vantaggio per le aziende può essere quello di consorziarsi fra di loro creando collaborazioni che permettano a chi è in condizioni più favorevoli di supportare chi ha maggiori difficoltà.

Un esempio concreto

È il caso dell’Executive Group, consorzio nato a Milano grazie all’intraprendenza di un gruppo di imprenditori e alla loro esperienza nel campo dei servizi. Obiettivo del consorzio è quello di rispondere all’esigenza delle imprese sia pubbliche che private, di terziarizzare i servizi che non rientrano tra le loro attività principali e di somministrare personale. Questo grazie anche alla collaborazione con l’agenzia Direzione Lavoro, in possesso di regolare autorizzazione Ministeriale per la somministrazione di manodopera. 

E proprio la gestione della forza lavoro, diventerà un altro aspetto sempre più importante nel periodo post Coronavirus. Come le molteplici misure di sicurezza da attuare sui posti di lavoro. Da qui l’importanza dello smart working che, impedendo frequenti spostamenti, tutela maggiormente i dipendenti. Inoltre, non bisogna dimenticare l’aspetto burocratico da gestire. Ecco dunque, il vantaggio, in determinate situazioni, di delegare all’esterno dell’azienda alcuni aspetti organizzativi. In questo modo, infatti, le varie aziende del consorzio possono garantire ai propri clienti un contenimento dei costi del personale, una miglior organizzazione e una riduzione del peso amministrativo.