Aglianico del Vulture, l’oro rosso della Basilicata

Lo chiamano "Barolo del Sud" per le somiglianze con il vino che si produce in Piemonte. Ed è considerato uno dei migliori d'Italia

Una regione che si specchia nel calice: la Basilicata, da che mondo è mondo, fa rima con l’Aglianico del Vulture. Il vitigno a bacca rossa resta ampiamente al primo posto rispetto a tutte le altre varietà: da solo copre il 47 per cento della produzione di questa piccola regione del Sud, lì a metà strada tra la Calabria e la Puglia.

L’Aglianico del Vulture è definito il “Barolo del Sud” per le somiglianze con il vino che si produce in Piemonte. E’ considerato uno dei migliori vini d’Italia. Come è noto, l’Aglianico del Vulture ha ottenuto il riconoscimento della denominazione di origine controllata (Doc) nel lontanto 1971. Poi, nel 2010, la denominazione di origine controllata e garantita (Docg) sotto il nome di Aglianico del Vulture Superiore.

Aglianico del Vulture
Vitigni in Basilicata

Zona esatta 

«La zona di produzione dell’Aglianico del Vulture comprende l’intero territorio dei comuni di Rionero in Vulture, Barile, Rampolla, Ripacandida, Ginestra, Maschito, Forenza, Acerenza, Melfi, Atella, Venosa, Lavello, Palazzo San Gervasio, Banzi, Genzano di Lucania, escluse le tre isole amministrative di Sant’Ilario, Riparossa e Macchia del comune di Atella», si legge nel disciplinare Doc. Questi comuni si trovano nella parte nord-ovest della Basilicata, in provincia di Potenza.

Le caratteristiche

Aglianico del Vulture
Bottiglia e calice di vino

La gradazione? L’Aglianico del Vulture parte da un minimo di 11,5°. Ma arriva anche a 13°. Il colore rosso rubino è il marchio di fabbrica di questo vino, che con il passare degli anni è sempre più equilibrato, bevibile e abbinabile. Anche grazie a quel sapore asciutto e al tempo stesso armonico.

Con l’invecchiamento il sapore dell’Aglianico del Vulture diventa più vellutato. Un punto di forza resta comunque il prezzo. Del resto, si possono trovare sul mercato ottime bottiglie spendendo circa 10 euro.

Un po’ di storia

Leggenda narra che il vitigno Aglianico fu portato in Italia dai greci. E che all’epoca gli antichi romani lo chimassero Ellenico. Sotto gli Aragonesi, nel XV secolo, cambiò nome e per la prima volta fu denominato Aglianico.

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