Il libro “Un cuore bruciato. La tua storia. Per non dimenticare”, scritto da Patrizia Mercolino con l’avvocato Francesco Petruzzi e pubblicato da Piemme, ripercorre la vicenda di Domenico Caliendo, il bimbo di due anni e mezzo deceduto a febbraio all’ospedale Monaldi di Napoli. La presentazione del volume è avvenuta alla Camera dei Deputati su iniziativa dell’on. Matilde Siracusano.
La memoria di una madre e la nascita della fondazione
Il libro raccoglie tre anni di sofferenza. Sfogliando le pagine, attraverso il racconto della vicenda, la madre trasforma il dramma personale in una lettera aperta al figlio, scomparso in seguito al trapianto di un organo risultato danneggiato. Un atto d’amore profondo. Il testo, oltre a impedire che il ricordo svanisca, diventa al contempo un appello affinché tragedie come questa non si ripetano.
«Ho scritto il libro – spiega la madre di Domenico – non solo per quello che gli è successo, ma anche per il bambino che è stato e che era prima. Un combattente da quando è nato. E per la gioia che quel bambino ci ha sempre portato».
Accanto alla testimonianza, la famiglia ha scelto la strada dell’impegno concreto. Patrizia Mercolino, infatti, ha dato vita a una fondazione dedicata al figlio per promuovere la verità e la trasparenza. L’obiettivo, spiega, è «aiutare le persone che si trovano nella nostra situazione. Cercare di aiutare le persone che hanno bisogno psicologicamente, economicamente», rafforzando la tutela dei pazienti e dei loro familiari.
Il confronto istituzionale alla Camera
All’incontro di presentazione del libro, presso la sala stampa di Montecitorio, hanno preso parte diverse figure politiche e della magistratura. Insieme all’autrice e al marito Antonio Caliendo erano presenti le deputate Matilde Siracusano, Simonetta Matone e Rita Dalla Chiesa con Annalisa Imparato, sostituto procuratore presso la Procura di Santa Maria Capua Vetere.
«Domenico è un bimbo che è rimasto e rimane nel cuore di tutti – ha ricordato l’on. Siracusano -. Il suo cuore rimane nel cuore di tutti noi, perché vicende come quella di Domenico non devono più accadere. La forza straordinaria di questa madre che ha combattuto fino all’ultimo e continua a combattere attraverso questa testimonianza è esemplare. Per una madre come me è anche incomprensibile perché il senso che provo, ogni volta che tratto questa vicenda, è di inadeguatezza. Prendo esempio dalla forza di questa madre e come rappresentante delle istituzioni la ascolto affinché si possa comprender cosa fare, cosa migliorare. Sarà prioritario finché simili tragedie non accadano mai più».
«Ho vissuto la vicenda come tutti gli italiani in maniera attenta – ha affermato l’on. Matone -. Ci tengo a specificare che sono una garantista convinta quindi non sono qui per accusare nessuno o per ripercorrere le fases del procedimento giudiziario che è in corso. Semplicemente per testimoniare la mia solidarietà perché ritengo che nella vita non ci sia niente di più crudele e di più inaccettabile che sopravvivere ai propri figli. È un dolore insormontabile che la mamma di Domenico sta cercando non di placare, ma di dominare attraverso questa battaglia che sta facendo per tutti i bambini e per tutti coloro che possono incorrere in casi come quello che è capitato al suo piccolino».
