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Un viaggio nella storia attraverso le 5 grandi rivoluzioni industriali. Questo il cuore del libro scritto da Francesco Carbone, “L’energia che ha reso possibile le 5 rivoluzioni industriali”. Il testo, ci spiega, «parla della storia delle rivoluzioni industriali con un’analisi attenta dal punto di vista energetico. Con questo libro qui ho voluto raccontare come sono avvenute le rivoluzioni industriali con l’innesco dell’energia. Quindi ogni rivoluzione è abbinata a una singola fonte di energia».
Inoltre, il libro analizza anche come i cambiamenti abbiano influito su un territorio in particolare. «Racconto la storia industriale della provincia di Varese in quanto ha avuto dei grandi casi di successo industriale derivati anche dalla vicinanza di fonti di energia tipo l’acqua sull’idroelettrico. In provincia di Varese è bagnata da un fiume che si chiama Ticino, quindi al confine tra Piemonte e la Lombardia, quindi nella provincia di Varese quindi da lì sono state adottate delle centrali idroelettriche che nel tempo fornivano grande quantità di energia elettrica utilizzata poi per le industrie tessili e manifatturiere in generale.
Indice
L’energia che ha reso possibile le 5 rivoluzioni industriali, i nuovi cambiamenti
“L’energia che ha reso possibile le 5 rivoluzioni industriali” non è solo una cronaca di progressi tecnologici, ma il racconto delle ambizioni, sogni e sfide umane che hanno plasmato il nostro mondo. Dal XVIII secolo, con la rivoluzione della macchina a vapore, fino alle avanguardie delle biotecnologie di oggi. In questo caso i cambiamenti vedono la nascita di un legame indissolubile tra rivoluzione industriale e sorgenti energetiche con, allo stesso tempo, l’urgenza di affrontare la transizione da fonti non rinnovabili a fonti sostenibili.
Come sottolinea Francesco Carbone, «attualmente è in atto una frenetica rincorsa e ricerca della sostenibilità energetica. Si tratta di qualcosa che per gli addetti ai lavori è risaputo ormai da qualche decennio. Al di là del termine delle fonti non rinnovabili, quindi petrolio, gas, c’è anche una questione ambientale quindi di impatto ambientale nel Pianeta. Questo comporta un adeguamento della produzione di energia, quindi autoproduzione. La rincorsa alla sostenibilità è data dal creare dei poli di produzione elettrica per ogni singola abitazione o industria. Perché un prodotto, per essere dichiarato sostenibile, al di là della sostenibilità dei materiali, dovrebbe essere prodotto anche da energia rinnovabile».
Questo, aggiunge, «è l’obiettivo di Industria 5.0 in campo energetico, ma soprattutto in campo umano. Infatti, c’è una rincorsa anche a un adeguamento a quello che è il ritorno dell’umano al centro della fabbrica come valore. Quel valore umano che dalla terza e quarta rivoluzione industriale è stato messo quasi in secondo piano perché si voleva automatizzare tutto».
Intelligenze artificiali e uno sguardo al futuro

Con Francesco Carbone analizziamo anche quali potrebbero essere le implicazioni future legate all’IA.
Secondo l’autore de “L’energia che ha reso possibile le 5 rivoluzioni industriali”, «va sdoganata la questione del robot o del macchinario che ruba il lavoro all’umano. Fondamentalmente – spiega – si deve soltanto variare una competenza. Non è il robot che ruba il lavoro, ma l’umano che deve imparare a programmare, costruire e modificare i programmi dei robot. Su questo punto, oggi, c’è una forte richiesta. Per quanto riguarda l’intelligenza artificiale, associata all’industria manifatturiera, non la considero un grosso problema. La vedo anche come un aiuto, ad esempio, ad accorciare i tempi di programmazione che oggi richiedono delle competenze alte e dei tempi di lavoro lunghi. L’IA magari fa un po’ più paura nella comunicazione mediatica».
Infine, Carbone ci parla di quella che potrebbe essere la prossima rivoluzione industriale. «Sicuramente il perfezionamento. Quindi l’uomo al centro che controlla il lavoro, in un ambiente supersicuro e in regola dal punto di vista igienico sanitario, dal punto di vista infortunistico, ecc… quello sarebbe il sogno dell’industria moderna. Lavorare in estrema sicurezza, realizzando prodotti affidabili con relativi costi di mercato e che impattano il meno possibile nell’ambiente».
