lunedì 24 Giugno 2024

Stagioni, un libro di Anna Maria Dall’Olio

Tempo di lettura stimato: 7 minuti

I quattordici racconti della raccolta Stagioni, di Anna Maria Dall’Olio, non solo si svolgono in periodi di tempo diversi, ma appartengono a generi differenti (in ordine sparso: fan fiction, giallo, noir, epico, cronaca nera, horror, drammatico, erotico, fantascienza).

Tutti i generi, infatti, si intrecciano nella mente dell’autore, che ha il dovere di intrattenere, se non di scuotere, il lettore. Il tema di Stagioni è l’evidenza che non esistono confini definiti tra realtà e fantasia, perché a volte fatti veramente accaduti sembrano incredibili. Per questo motivo, è possibile che uno scrittore come H. G. Wells si accompagni a Sherlock Holmes; è possibile che Moll Flanders e Amleto tornino a vivere avventure verosimili nel futuro.

Stagioni: la prefazione

Dopo 16 anni di scrittura (2005-2021), pubblico un libro di racconti. Era destino che succedesse. Ho avuto un maestro d’eccezione: José Monteiro Martins (1955-2014), autore brasiliano di romanzi e racconti, professore di scrittura creativa al Goddard College (Vermont) dal 1979 al 1980, all’Oficina Literária Afrânio Coutinho (Rio de Janeiro) dal 1982 al 1989, all’Istituto Camões di Lisbona nel 1994 e nella Pontifícia Universidade Católica (PUC) di Rio de Janeiro nel 1995. È stato Fellow in Writing presso l’Università dell’Iowa (International Writing Program) nel 1979.

Per mia fortuna, nel 2007 non ho percorso molti chilometri per frequentare i suoi corsi: solo 45, ossia quelli che separano la mia città da Lucca, dove viveva. All’epoca Monteiro Martins insegnava Lingua Portoghese e Traduzione letteraria all’Università di Pisa; la domenica, due volte al mese, a casa sua, teneva il Laboratorio di Narrativa, parte del Master della Scuola Sagarana. All’autore brasiliano devo la motivazione di fondo: «Perché scrivi?» era la domanda a cui si doveva rispondere con sincerità prima di iniziare il percorso. Personalmente, non ebbi difficoltà, visto che avevo iniziato con la scrittura drammaturgica, dove la parola e tutto ciò che l’accompagna implicano responsabilità assoluta.

Prefazione: seconda parte

Dentro ogni racconto, diceva il mio maestro, si cela un tema: più questo è importante e sentito, maggiori sono le probabilità di scrivere un racconto valido. Il vero scrittore ha un impegno con la verità profonda delle cose; non è serio chi riporta stereotipi imposti dal marketing. Si deve svelare una realtà, un sentimento fino a quel momento velati, evitando i luoghi comuni e osservando la realtà con occhi vergini.

Ancor prima di trattare le diverse tecniche di scrittura, si suggeriva di leggere molta poesia, che serviva a purificare lo sguardo. Seguiva un elenco di autori di racconti (spesso sconosciuti al grande pubblico), che affrontavano meglio la tematica trattata nel corso della giornata.

Leggevamo qualche esempio, ne individuavamo la tecnica e la discutevamo. Infine, il compito per casa: scrivere un racconto, trattando il tema affrontato da punti di vista diversi, anche quello di un oggetto. In questo modo, imparavamo a non avere limiti e a mettere in campo tutte le nostre conoscenze, anche non strettamente letterarie, in materia di sceneggiatura del materiale.

Stagioni: l’estratto

Nella stanza accanto, rumori inconfondibili: strilli di bambino, giochi di bambino. Marisa ebbe una stretta al cuore: Franco non le aveva mai chiesto un figlio, lei non si era mai posta il problema, visti i suoi fitti impegni di buona moglie borghese. Figuriamoci, ci voleva anche un figlio! Ora, invece, all’improvviso, Marisa si rendeva conto di quanto avesse perso in tutti quegli anni di matrimonio: portarsi via quel rumore quegli strilli. Era tardi, no, c’era ancora tempo, poteva sempre adottare un bambino. No no, era troppo tardi, e poi l’idea d’avere a che fare con Franco le era insopportabile. Appena tornata, con quello che era successo, avrebbe preteso il divorzio.

Gli strilli, il rumore aumentarono; Marisa era troppo contenta per temere di esser scoperta. Anzi, si augurò di incontrare quel bambino felice, non voleva spaventarlo, lei era lì per chiedere aiuto. In quel momento, nell’ingresso rotolò una palla ros- sa, seguita da un bambino festante, tutto spettinato. Un angelo biondo con un ampio pastrano, lungo fino ai piedi, turchese come i suoi occhi. Il candore del bambino si mutò in meraviglia, quando si accorse di Marisa. Due anni forse, l’angioletto si fermò, raccolse la palla, la strinse al petto. Sorrise. Aprì bocca e articolò uno strillo che intendeva amicizia immediata.

Estratto: seconda parte

Marisa provò una pena infinita per un bimbo così bello, così incapace di esprimere la cordialità del suo carattere. Il piccolo le sorrise ancora e tornò correndo nell’altra stanza. Marisa ebbe l’impulso di seguire l’angioletto: bambino uguale madre uguale tè caldo uguale telefono. Baroni, fuori al freddo, che si arrangiasse. Con una rapidità sconosciuta di movimenti, paragonabile al suo desiderio, sfiorò l’angolo da cui il bambino era scomparso. Si trovò immediatamente dall’altra parte. Salotto.

Un semplice camino con trave di legno. Mobili antichi, perfettamente conservati. Preziosi divani, ricoperti di lino bianco. Su uno di questi, seduta e chinata su un braccio, una donna che singhiozzava piano. Una damina stile ’700, velata di nero. Strillando, il bambino le si avvicinò. Istintivamente, Marisa si tirò indietro. Lei aveva una profonda ripugnanza per il Carnevale. “Che è ’sta messinscena?” Stava per tornare indietro e varcare di nuovo la porta, quando con un fruscio le vesti di seta si alzarono dal divano. “È successo di nuovo? Dove stavolta? Da quando …” Altro pianto. Marisa non poté stare a sentire una parola di più. Sapeva di non poter più stare in quella casa, che non era per lei. Che non la voleva.

Da “Ognun per sé” (Sez. Presente, “Stagioni”, Di Carlo, 2023).

Anna Maria Dall’Olio: la biografia

Anna Maria Dall’Olio nasce a Pescia nel 1959. Laureata in Lingue e in Lettere, esperantista, curatrice della sezione italiana di Beyond the language (silloge poetica in 7 lingue pubblicata in India nel 2021), si è dedicata alla narrativa breve, alla poesia e alla scrittura drammaturgica. Nel 2023 ha ricevuto in Bangla Desh il premio della giuria del “Sahitto International Award for Literature” per una selezione di opere varie in lingua italiana e in inglese.

Nel 2022 ha ricevuto in Serbia il premio speciale “Pro Poet 2022” per la poesia Bauman for dummies. Nel 2018 ha vinto il 3 o premio del Concorso internazionale “FEI” per la traduzione in esperanto della poesia Su una sostanza infetta di Valerio Magrelli.

Nel 2005 ha vinto il 2 o premio del Concorso internazionale “Hanojo-via Rendevuo” patrocinato dal governo vietnamita, accanto a molti altri riconoscimenti ottenuti in Italia nel corso della sua carriera. Da segnalare, in particolare, i due premi alla carriera (Roma 2022 e Scandicci 2023).

La pubblicazione più recente è Stagioni (Di Carlo Edizioni, 2023), preceduta da: Avventura o morte (Robin, 2021), Evoluzioni (Il Convivio, 2019), Segreti (Robin, 2018), Sì shabby chic (La Vita Felice, 2018), L’acqua opprime (Il Convivio, 2016), Fruttorto sperimentale (La Vita Felice, 2016); Latte & limoni (La Vita Felice, 2014), L’angoscia del pane (LietoColle, 2010) e Tabelo (Edistudio, 2006), dramma in lingua esperanto. Recensioni e articoli di critica sono stati raccolti in Le sirene di cartone di Anna Maria Dall’Olio (Editrice Totem, 2017).

La raccolta Stagioni è acquistabile su Ibs.it

Promozione a cura di Silvana Carolla
Fiera del Libro Online

Articolo aggiornato in data 10 Novembre 2023
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