giovedì 25 Luglio 2024

Siamo solo tre bambini, il nuovo libro di Alessandro Orlandini

Il libro ripercorre, col punto di vista dei piccoli protagonisti, la battaglia contro le loro malattie, contro lo Stato e la burocrazia, ma soprattutto contro l’indifferenza della gente e della società

Tempo di lettura stimato: 5 minuti

Un viaggio nel mondo delle disabilità visto con gli occhi dell’infanzia. Il nuovo libro di Alessandro Orlandini, “Siamo solo tre bambini” per le edizioni IlViandante, presenta le storie di Nicola, Fausto e Sergio. Tre bambini con tre storie che ruotano intorno alle loro malattie: una leucemia, una meningite e una nascita prematura.  

I tre bambini del libro, ci spiega lo stesso Orlandini, «li definisco speciali proprio a causa del loro stato di salute. Nicola è stato colpito da una leucemia all’età di 5 anni, Fausto, che adesso ha 13 anni, a 9 anni è stato colpito da meningite. Poi c’è il piccolo Sergio che è nato prematuro di 5 mesi. Vedendo le loro storie e conoscendo le loro famiglie mi sono reso conto che era il caso di dare voce a chi non ce l’aveva».

Siamo solo tre bambini, un viaggio nel mondo delle disabilità

Il libro “Siamo solo tre bambini” ripercorre, col punto di vista dei piccoli protagonisti, la battaglia contro queste malattie, contro lo Stato e la sua burocrazia, ma soprattutto contro l’indifferenza della gente e della società. «Mi sono reso conto – ricorda l’autore – soprattutto del fatto che pur avendo loro bisogno e gridando aiuto, la gente non li ascoltava. Non li vedeva proprio materialmente. Allora ho detto: voglio provare a dargli voce. Vediamo cosa succede. E quindi è nato questo libro».

Alessandro Orlandini ha iniziato a raccogliere materiale per il libro a partire dal 2019. Tra foto, filmati, documentazioni mediche e referti. Le storie riportate, sia quelle dei protagonisti che dei personaggi che incontreranno, seppur romanzate, sono tutte vere. «L’unica cosa che ho cambiato, per rispetto della privacy delle famiglie dei bambini, sono i nomi». 

Uno sguardo alla vita di chi soffre

Orlandini, romano ma ormai da tempo elbano d’adozione, prende spesso ispirazione da quella che ormai è la sua isola. L’Elba, infatti, seppur non nominata direttamente, è fortemente presente nelle pagine del libro. «C’è tanto dell’Isola – ricorda – anche perché il mondo della disabilità che è all’Isola d’Elba, purtroppo, è incredibilmente vasto. Quando parlo di mondo delle disabilità lo intendo sempre a 360 gradi. Da una persona che ha problemi di movimento, di vista, di udito o non può parlare, come anche chi soffre di malattie gravi e oggigiorno ne escono sempre di più numerose: malattie genetiche, malattie rare, forme incredibili di leucemie che colpiscono sempre più persone. Quindi il mondo delle persone disabili, o “speciali” in senso buono, si allarga sempre di più. E all’Elba è incredibilmente vasto».

Un mondo che l’autore ha potuto “toccare con mano” nel corso della sua ricerca durante la stesura di “Siamo solo tre bambini”. «Non credevo fosse così vasto. Nel libro c’è veramente tanto dell’Elba. Gli altri personaggi che vengono raccontati dai tre protagonisti sono comunque tutte persone dell’Isola o che hanno transitato all’Elba».

Tuttavia, il nome dell’Isola non è mai presente. «I lettori la riconoscono, conoscono i luoghi di cui parlo e i punti di riferimento, ma sempre nel rispetto della privacy ho evitato di fare nomi specifici, cercando di rimanere sul generico». 

Dal fantasy al sociale

alessandro orlandini
Alessandro Orlandini, autore di “Siamo solo tre bambini”

Chi conosce l’Elba, potrà trovare, quindi, familiari alcune descrizioni, come anche negli altri lavori dello scrittore. Testi, però ben diversi da quest’ultimo. Orlandini, infatti, è famoso come autore di romanzi fantasy, dai racconti del druido Ammenion  alla trilogia di “Daglass il viaggiatore”. 

“Siamo solo tre bambini”, ben diverso nelle tematiche e nelle ambientazioni, nasce «da una profonda vergogna e una profonda rabbia. Perché in Italia abbiamo un sistema che, per assurdo e paradosso, ha tutti i mezzi per aiutare i più fragili, ma tecnicamente ciò non avviene. Questo, da adulto, mi ha procurato una profonda rabbia e una profonda vergogna. Perché come sono stati trattati tre bambini e le loro famiglie è vergognoso. Non si può nel 2024 assistere ancora a cose di questo genere».

La speranza dell’autore, come lui stesso scrive nelle pagine in cui si rivolge direttamente ai lettori, è quella di «riuscire a piantare un seme nelle coscienze».

L’invito alla riflessione di Alessandro Orlandini

Se il genere dell’inchiesta sociale sarà solo una parentesi all’interno della produzione dell’autore non è dato saperlo, al momento. Sicuramente, il genere fantasy, con cui i fan hanno conosciuto e imparato ad apprezzare Alessandro Orlandini, non sarà abbandonato. Infatti, afferma, «sono un nerd con la N maiuscola. Sono nato fantasy, vivo da fantasy e morirò come scrittore fantasy. Sto già lavorando a una nuova trilogia e una nuova storia autoconclusiva che usciranno tra la fine dell’anno e l’inizio del 2025». 

Per il momento, l’augurio di Orlandini a tutti i lettori di “Siamo solo tre bambini” è quello di una «buona lettura e buona riflessione».

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