Un libro che racchiude, oltre alla componente narrativa, anche un saggio psicologico che aiuta a riflettere su quelle che sono le dipendenze affettive. Tutto questo è “Perché sfuggo all’amore?”, scritto da Viola Conti, giornalista, scrittrice e book blogger. Il testo è il secondo racconto della raccolta “Il dolore è un talento” e segue “Perché amo solo chi fugge?” (presentato anche alla Camera dei Deputati), entrambi pubblicati da Giovane Holden edizioni.
Caratteristica del libro, così come il precedente lavoro, quella di essere diviso in due parti: un racconto breve che inquadra il tema delle dipendenze affettive dal punto di vista narrativo e un breve saggio psicologico che affronta le dinamiche narrate, realizzato dalla psicologa e mental coach Sonia Veggiotti.
Perché sfuggo all’amore?, la personalità indecisa
In “Perché sfuggo all’amore?” Micol, la protagonista del libro, si trova a dover scegliere tra la stabilità e la sicurezza che le dà il suo compagno Alberto e la violenta passione per Flavio, di carattere del tutto opposto. Si troverà, quindi, alla ricerca di un equilibrio impossibile cercando di compiere una scelta definitiva tra i due, attanagliata da confusione e sensi di colpa.
Il racconto fa parte della raccolta “Il dolore è un talento” che in totale si comporrà di sei libri. L’idea che ha portato alla nascita di questo progetto, spiega Viola Conti, nasce con l’obiettivo di «dare uno strumento utile soprattutto alle donne per capire quando una relazione è tossica e quindi si fa pericolosa. Anche un libro può essere uno strumento di comprensione, perché si fa spesso confusione tra amore e bisogno di amore, due cose completamente diverse».
I libri, quindi, raccontano in maniera romanzata le esperienze di tante donne che hanno scelto di raccontare la propria storia all’autrice. Da questi racconti sono nati sei romanzi brevi uniti ad altrettanti saggi realizzati da Sonia Veggiotti.
Il dolore è un talento: romanzo e saggio
La scelta di unire al racconto anche la componente del saggio psicologico nasce per fornire il «contributo di una professionista che può dare delle indicazioni per vedere quali sono i campanelli di allarme di una relazione quando si fa complicata. Può essere, perciò, un self help, una sorta di crescita personale, attraverso la lettura di una storia».
L’incontro con Sonia Veggiotti nasce alcuni anni fa, durante la pandemia. «La conoscevo tramite i social – ricorda Viola Conti -, un contatto indiretto. Poi ci siamo conosciute tramite Instagram e subito è nata l’idea di fare qualcosa insieme che potesse essere uno strumento di indagine per quelle donne che stavano vivendo una relazione tossica».
“Perché sfuggo all’amore?” e gli altri racconti di “Il dolore è un talento” consentono al lettore, in un primo momento, di immedesimarsi nella protagonista attraverso il racconto per poi approfondire le tematiche trattate grazie al saggio finale. Chi vorrà proseguire potrà in seguito scegliere di farlo consultando libri specifici o, magari, rivolgendosi a uno specialista. Il libro rappresenta «un primo step che può andar bene, ad esempio, nelle scuole per le ragazze giovani che magari hanno le prime esperienze, che non vanno subito dallo psicologo, o magari per quelle donne che non hanno ancora chiaro il problema. È un primo step di consapevolezza».
Il nome della raccolta, “Il dolore è un talento”, spiega l’autrice, «è un po’ provocatorio: ossia fai del tuo dolore, della tua sofferenza affettiva, il tuo talento, cioè conosci meglio te stessa. Attraverso la sofferenza emotiva riesci a capire chi sei e chi non vuoi più e a scegliere in maniera più consapevole la persona che vuoi accanto. Quindi il dolore è una porta sulla conoscenza di noi stessi».
I sei libri della raccolta
Le protagoniste dei racconti “Perché amo solo chi fugge?”, “Perché sfuggo all’amore?” e dei prossimi libri raccontano tutte donne diverse. Sei storie autoconclusive per altrettante tipologie di donne. «Tutte le situazioni come il ghosting, il love bombing, ecc… si ritrovano mescolate in tutte le tipologie di donne perché sono comportamenti che si alternano in base anche ai comportamenti dell’altro. Anche i sei uomini raffigurano sei diverse personalità, da quello che promette e non mantiene fino all’innamorato perso che non vede la verità. Il focus della raccolta, però, è sulle donne perché le dipendenze affettive all’80 per cento riguardano loro».
I primi due libri, prosegue Conti, «hanno a che fare con la modalità depressa: aggressiva e remissiva. Le due protagoniste sono due persone insicure: se Celeste (protagonista del primo libro) pretende l’amore, lo rincorre e diventa quasi una stalker, Micol è una insicura che perde e decide di non scegliere. Due facce della personalità depressa. Le altre due protagoniste dei libri che usciranno a ottobre riguardano la personalità fobica, mentre gli ultimi due libri la personalità ossessivo-compulsiva».

Dalla carta al palcoscenico
Il progetto proseguirà anche con altri mezzi. Infatti Viola Conti rivela di star lavorando a una serie di incontri dal vivo. «L’idea è di inscenare una serie di incontri in teatro. Partiranno dei TedEx con addetti ai lavori dove in ogni tappa ci sarà una psicologa e un giornalista. Un modo per fare rete sul discorso dell’educazione sentimentale. Durante questi incontri, una parte della serata vedrà una performance che metterà in scena il comportamento di lui e di lei, le dinamiche relazionali per far vedere attraverso il dialogo e l’interpretazione quali possono essere le scene tipo di queste personalità che hanno a che fare con la dipendenza affettiva».
I libri diventeranno «uno spettacolo e un momento di approfondimento attraverso l’arte, con addetti ai lavori e i ragazzi. Volevo rappresentarlo soprattutto nelle scuole a partire dalle superiori». E per vedere la prima rappresentazione non bisognerà attendere molto. «Un primo incontro dovrebbe essere tra ottobre e novembre, a ridosso della giornata contro la violenza sulle donne».
Un altro punto di vista
Tra i progetti di Viola Conti c’è quello di riuscire a organizzare in tutta Italia almeno una decina di tappe, ma il progetto legato alle dipendenze affettive prosegue anche con altre iniziative. «Da agosto partirà anche una collaborazione con un’associazione di Roma, “Il Talento di Roma”, sulle dipendenze affettive e sulle lettere d’amore. Due newsletter con cui io e Sonia Veggiotti collaboriamo per fare rete anche sui social. All’inizio saranno quindicinali e tratteranno l’argomento delle dipendenze affettive con un focus attraverso libri, cinema, letteratura e notizie».
Infine, sul lungo periodo, potrebbe esserci anche uno sviluppo della raccolta “Il dolore è un talento” con altre storie che affrontino una serie di problematiche dal punto di vista, questa volta, maschile.
