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Un libro che parla senza pregiudizi della menopausa. Questo l’obiettivo di Paola Barale con il suo “Non è poi la fine del mondo – Il potere della fragilità”, pubblicato da Sperling & Kupfer. Il libro è stato presentato nel corso di una conferenza stampa alla Camera dei Deputati. Si tratta di un’iniziativa che fa parte degli appuntamenti “nuovi linguaggi contro la violenza di genere”, programmati tra novembre e dicembre per sensibilizzare sul tema della violenza di genere.
All’incontro insieme all’autrice hanno partecipato Azzurra Della Penna, l’On. Martina Semenzato e la dottoressa Monica Calcagni. Come ha spiegato la stessa Barale, «volevo abbattere un tabù, aprire un varco e credo di esserci riuscita, quindi sono orgogliosa di me».
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Non è poi la fine del mondo, un messaggio a tutte le donne
Un libro realizzato da quello che l’autrice definisce “collettivo Barale”. «L’abbiamo chiamato così perché è vero, io ho raccontato la mia esperienza, ci ho messo la faccia, l’ho scritto, però ringrazierò sempre tutte le persone, i professionisti che hanno le competenze per parlare di essersi messi a disposizione sin da subito con l’entusiasmo che cercavo. Perché dall’inizio hanno capito l’urgenza, la necessità di questo messaggio».
Un messaggio, quello della condizione di chi va in menopausa, che è racchiuso sin dal titolo. È un messaggio rivolto a tutte le donne e, ricorda Paola Barale, «all’inizio ho avuto un po’ di difficoltà a farlo comprendere. Tanto è vero che quando uscivano gli articoli sul giornale scrivevano “Il dramma della Barale”. In realtà volevo dire esattamente la cosa opposta: non è poi la fine del mondo. È sicuramente un periodo di cambiamento, una fase fisiologica importantissima della vita che, come tutti i periodi di cambiamento ha bisogno di un periodo di assestamento, ma oggi si può raggiungere un equilibrio e vivere serenamente anche in questa fase nuova che non è una fine, ma un inizio».
Inoltre, aggiunge, «auguro a tutte di arrivare in menopausa perché l’alternativa è assai peggiore e auguro a tutte di poterla vivere nel miglior modo possibile. Poi è vero, non c’è un protocollo universale, ma oggi ci sono assolutamente diversi metodi e mezzi per poter affrontare tutto con tranquillità. Non sono io a dover dare consigli o a dire cosa si può fare. Però, sapere di avere una scelta e che la vita può andare avanti e anche bene è sicuramente un approccio nuovo per affrontare questa fase che può regalare anche delle situazioni piacevoli».
Una mozione in parlamento
Un risultato importante, Paola Barale lo ha già ottenuto. Infatti, il libro “Non poi la fine del mondo” è stato lo spunto per una mozione sulla menopausa dell’On. Martina Semenzato, presidente della Commissione Parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere. Si tratta di «una mozione che nasce dallo studio sul tema della menopausa. Quindi numero, territorio, interventi normativi, processi psicologici, ma anche il grande tema della prevenzione. Una mozione in 7 punti che parte proprio dal valorizzare il territorio cercando di creare i centri per l’informazione e la prevenzione naturalmente sul tema della menopausa, ma che passa anche attraverso gli screening e il grande tema della prevenzione e della tutela della salute della donna anche dal punto di vista psicologico».
Il testo della mozione affronta anche altre necessità: «dalle agevolazioni fiscali affinché le donne possano accedere alle cure e agli integratori che durante questo periodo della menopausa sono necessari, come ad esempio quello di rivolgersi a dei professionisti, e si conclude con un punto per me sempre molto importante che è il tema della comunicazione e della sensibilizzazione anche con campagne istituzionali che facciano conoscere ai più giovani, ragazze e ragazzi, che cos’è la menopausa, come ci si arriva e come si può affrontarla in maniera serena».
Un tema di cui si parla poco
La scarsa informazione su questa condizione è forse uno dei problemi principali quando si parla di menopausa, come sottolinea la dottoressa Monica Calcagni: «Purtroppo – ci spiega – è un argomento di cui si parla poco perché le donne ancora si vergognano. Le donne non parlano con le loro mamme, non parlano tra di loro, non parlano con i compagni, perché la menopausa oggi viene ancora vista come un momento della vita della donna in cui la donna smette di vivere. Si associa la menopausa solo ai problemi che possono essere la vampata, la secchezza».
Proprio per questo, conclude la ginecologa, bisogna ricordare che «la menopausa è molto altro considerando che oggi noi viviamo metà della nostra vita proprio in questa fase, perché viviamo in menopausa più di 40 anni. Le donne oggi hanno paura perché sono disinformate, quindi la cosa importante che bisogna continuare a fare, perché fortunatamente abbiamo iniziato, è proseguire a parlarne».

