lunedì 24 Giugno 2024

Morte nel Vicolo del Chiozzino, un libro di Lucia Ferrigno

Lucia Ferrigno partecipa alla quinta edizione della Fiera del libro Online (Edizione autunnale) dal 20 ottobre al 5 novembre 2023.

Antichi edifici, leggende, magia nera, il ritrovamento di un cadavere all’interno di una cornice storica e artistica sono gli ingredienti perfetti per la geniale interpretazione di un noir. Nel suo libro Morte nel Vicolo del Chiozzino, Lucia Ferrigno tesse luoghi reali e li lega a periodi e personaggi storici come la famiglia Gonzaga e d’Aragona: figure angeliche che diventano spettrali e sinistre come le ambientazioni medioevali e rinascimentali che cerca e inserisce nell’intreccio della narrazione.

Suspense, colpi di scena, i personaggi coinvolti ricercati e approfonditi con personalità e carattere delineano l’incredibile accanimento a trovare il colpevole della donna dall’abito rosso. Le pagine scorrono via in una folata di vento per cercare, insieme al detective, il colpevole dell’intera vicenda.

Morte nel Vicolo del Chiozzino, presentazione dell’opera

Lucia Ferrigno vive ad Atrani (Sa), comune sito in Costa d’Amalfi. È stata docente di Filosofia e Storia nei Licei in provincia di Salerno ci presenta il suo ultimo romanzo: Morte nel Vicolo del Chiozzino.

Nel misterioso “Vicolo del Chiozzino” a Ferrara, viene scoperto il cadavere di una giovane donna vestita di rosso. In una giostra di svariati personaggi, si trova ad indagare la commissaria trevigiana Lisa de Bonis. Questa volta però il suo ruolo di brillante e solerte investigatrice si svolge dietro le quinte e in collaborazione con l’amico e collega ferrarese Marco Montanari.

Il “caso” si rivela più complicato del previsto, traducendosi in un’intricata matassa di cui non si riesce a individuare il bandolo. È l’occasione per scoprire interessanti pagine di storia, di arte e cultura, percorrere strade, visitare palazzi e musei che racchiudono tesori d’arte di epoca medievale e rinascimentale, fra cui le “Delizie estensi” occupano sicuramente un posto di primaria rilevanza.

I libri di Lucia Ferrigno

Ha esordito nel 2021, nel mondo letterario, con la pubblicazione del romanzo “Due anime una follia” (Ed. Terra del Sole, Maiori).

Nel 2022 ha pubblicato il II atto di questo romanzo con il medesimo titolo e con la stessa Casa Editrice. Nello stesso anno ha pubblicato su Amazon i noir: “Rosso sangue in un mare di nebbia”, “Il volo della libellula” e “Frammenti di luce in una sfera di cristallo smerigliata”.

L’autrice si è classificata al I posto con il romanzo “Frammenti di luce in una sfera di cristallo smerigliato” in occasione del “Premio alla Cultura Luca Romano”, Chieti sezione E (narrativa inedita) e, sempre per narrativa inedita, al II posto per il “Premio internazionale di Letteratura – Francavilla Urban Festival” con il romanzo “Stelle cadenti”.

Un suo testo narrativo dal titolo “Il soffio del vento: dinamismo, purezza e rinascita della vita” è pubblicato nell’Antologia “Il Canto di Flora” a cura e con prefazione di Eugenia Tabellione e Massimo Pasqualone. Nel 2023 ha pubblicato con la Casa Editrice CTL di Livorno il libro “Magia” e il romanzo noir “Morte nel Vicolo del Chiozzino”.

Nel 2022 si è classificata al II posto con il libro “Magia” per il “Premio alla Cultura Luca Romano”, Chieti, sezione E (Narrativa inedita) e nel 2023 ha ricevuto menzione speciale per il romanzo “Morte nel Vicolo del Chiozzino” in occasione della II edizione Premio letterario internazionale Francavilla Urban Festival. Un suo brano in lingua francese, dal titolo “Magie” è stato pubblicato nel 2022 nell’Antologia “Du côté de la beauté Anthologie d’ecrivains italiens à Paris” a cura di Massimo Pasqualone ed Eugenia Tabellione.

Estratto dal libro

Brano tratto dal capitolo quinto: La leggenda del Chiozzino.

Uno storico palazzo in via Ripagrande 29, acquistato fra XVII e XVIII secolo dall’ingegnere idraulico Bartolomeo Chiozzi, rinvia alla leggenda del Mago Chiozzino, da cui prende il nome il vicolo che mette in comunicazione detta via con la parallela Piangipane, ex area industriale. Il racconto, che fiorisce in terra ferrarese e successivamente tramandato attraverso fonti manoscritte ottocentesche e la narrazione che ne fa Riccardo Bacchelli ne «Il mulino del Po», ingigantisce l’aspetto favolistico degli eventi correlati allo strano personaggio che, in ragione della sua performance scientifica e degli studi condotti in ambito astrologico e cabalistico, fu facilmente trasformato dalla mentalità superstiziosa coeva in operatore di magia nera.

Si racconta che il personaggio in oggetto, proveniente da Mantova dov’era nato nel 1671, avesse acquistato nella città estense un palazzo di proprietà della famiglia Palmiroli, nella cui cantina aveva poi scoperto un testo magico contenente una formula atta ad evocare il diavolo. Il Chiozzi, uomo stravagante, taciturno e solitario, dedito completamente ai suoi studi, appariva pochissimo in pubblico e le rare volte in cui usciva era sempre accompagnato dal fedele servitore smilzo e deforme, di nome Magrino. È proprio qui che si innesta la leggenda su due personaggi così misteriosi che erano soliti rinchiudersi nell’antico edificio.

Incipit di Morte nel Vicolo del Chiozzino

«… Cosi per le tue piazze dilette dal sole, o Ferrara il nuovo peregrino tende le orecchie e ode da’ marmorei palagi su ‘l Po discendere lenta processione e canto d’un fantastico epos.» (Giosuè Carducci “Ode alla Città di Ferrara”).

Un alone di nebbia aveva ricoperto fin dalle prime ore del pomeriggio l’intero centro storico della città estense, lasciando appena intravedere il profilo sfumato delle cuspidi romaniche della cattedrale. A sera, una pioggia battente aveva reso impraticabili le vie lungo le quali gente del posto e turisti erano soliti passeggiare o fermarsi davanti alle vetrine illuminate per lo shopping quotidiano; le auto di passaggio, che sfrecciavano sull’asfalto, provocavano lunghi spruzzi che bagnavano inavvertitamente qualche passante.

Le possenti quattro torri della fortezza di San Michele, simbolo per antonomasia della città, erano avvolte da un denso e stratificato manto bianco, come cenere che si estendeva fino al fossato, creando la surreale immagine di un castello fiabesco poggiante su uno strato di nubi cumuliformi. L’aspetto, a dir poco fantastico, che assumeva quella sera il rinascimentale Castello Estense non era però rasserenante, ma risultava addirittura sinistro. Sullo sfondo una lugubre scenografia nella quale anche gli alberi del verde «Giardino delle duchesse» apparivano come nudi fantasmi pronti a ghermire le prede che incoscientemente si fossero attardate nei paraggi. Le figure di Eleonora d’Aragona o di Margherita Gonzaga, che la storia della dinastia estense raffigura nella serena contemplazione di questo luogo così ameno, si erano trasformate in spettri mostruosi e irridenti.

Folate di vento avevano cominciato a colpire con violenza l’antico Corso rinascimentale Ercole I d’Este che, partendo da Largo Castello, raggiunge la spettacolare cinta muraria della città. Impossibile ripararsi sotto gli ombrelli che le forti raffiche spezzavano o portavano via, quasi volutamente, come per impedire qualsivoglia intralcio al loro irrefrenabile impeto.

Seconda parte dell’incipit di Morte nel Vicolo del Chiozzino

Proprio in quella serata, che aveva assunto gli accenti inclementi di una tipica giornata ferrarese di pieno inverno, Miryam si preparava a scendere dal taxi, per incontrarsi nel bar più vicino allo studio legale dell’ex marito.

Doveva concordare con lui i preliminari di un divorzio che, una volta per tutte, avrebbe dovuto mettere la parola fine a un rapporto matrimoniale naufragato da un bel po’ di anni. Lei attendeva da tempo che si desse inizio alla pratica risolutoria, nella quale si sarebbero dovute annullare tutte le incongruenze di un legame impossibile, che si era retto stentatamente in piedi, celandosi dietro le maschere di due esistenze solo apparentemente in sintonia, ma, in realtà, inconciliabili. Aveva atteso per anni e desiderato con forza di raggiungere tale traguardo; occorreva affrontare coraggiosamente uno stato di cose ormai irreversibile, ma, non appena le era giunta la comunicazione, era stata percorsa da un improvviso brivido. Aveva cominciato a tentennare, lasciandosi invadere da non pochi dubbi che s’insinuavano nella sua mente.

Cosa ne sarebbe stato di lei? Quali imprevisti sarebbero seguiti alla rottura definitiva di quell’unione? E, mentre il suo pensiero vagava fra tante e diverse supposizioni, osservava attraverso il finestrino del taxi le gocce di pioggia che cadevano dal cielo incupito, come le prime lacrime che cominciavano a rigare il suo volto. Cominciò ad intravedere il profilo del Castello e si rese conto di essere quasi giunta a destinazione. Il tassista la osservava silenzioso attraverso lo specchio retrovisore e si chiedeva quale fardello di sofferenze quella signora così bella, distinta ed elegante, se pur avanti negli anni, portasse con sé.

Dove acquistare i libri dell’autrice

Morte nel vicolo del Chiozzino è acquistabile su CTL Edizioni

I libri dell’autrice Lucia Ferrigno possono essere acquistati direttamente dal sito della CTL Edizioni chiamando al numero 0586 806376 i lettori potranno avere il 5 per cento di sconto sul libro, la casa editrice lo spedirà a casa pagando alla consegna e in più il lettore potrà avere un altro libro in omaggio.

Comunicato e promozione a cura di Silvana Carolla
Fiera del Libro Online

Articolo aggiornato in data 6 Aprile 2024
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