sabato 20 Aprile 2024

Mani in Extasy, una raccolta di poesie di Chiara Domeniconi

Una raccolta di poesie scritte in vari momenti. Filo conduttore le mani, strumenti in grado di fare sia il bene che il male e che l’autrice, come provocazione, paragona a Dio perché, spiega, «sono il nostro mezzo del fare»

Tempo di lettura stimato: 9 minuti

Quando la scrittura diventa un’ancora di salvezza in grado di far superare anche i momenti più bui. È il caso di Chiara Domeniconi, scrittrice modenese classe ’72, in libreria con la sua ultima raccolta di poesie “Mani in extasy – In Mendacio Veritatis, in Errore Legis”, pubblicato da Sbs edizioni.  

«Una raccolta di poesie – ricorda l’autrice – che parlano di mani. È un po’ la conseguenza di “Come un chiodo nella carne”, che non è una silloge di poesie, ma è la mia biografia: la mia storia di anoressia e bulimia che mi ha accompagnato per più di 30 anni dove lì le mani mi facevano del male e quindi si parla di mani in senso negativo. Ultimamente invece, tante mie poesie vedevo che parlavano di mani in senso positivo».

Mani in Extasy, presentazione dell’opera

Il libro “Mani in Extasy”, spiega Chiara Domeniconi, «lo considero un po’ come il processo da un periodo di squilibrio, dal periodo della malattia a un periodo di equilibrio dove le mani, come provocazione, sono viste un po’ come Dio perché sono il nostro mezzo del fare. Perché noi possiamo sperare, pregare, desiderare, sognare, ma finché poi non facciamo non andiamo da nessuna parte». 

Leggendo il titolo del libro, si potrebbe pensare anche a sostanze stupefacenti. «C’è un riferimento sempre come provocazione, perché tutto il libro è una provocazione con queste mani viste come Dio. Infatti, c’è una poesia che si intitola Blasfemia, dove anche il termine blasfemo è in senso provocatorio». Chiara Domeniconi ricorda come, da sempre, la sua scrittura abbia sempre un po’ di provocazione nascosta. In questo caso la droga è intesa «nel senso di essere se stessi, perché si può vivere con le proprie mani, con il proprio corpo, con la propria mente senza bisogno di altro, appunto di droghe. La provocazione è proprio questa, del contrasto che ci può portare all’estasi della felicità». 

Chiara Domeniconi e la genesi della raccolta

“Mani in Extasy” è venuto alla luce in diversi momenti. Alcune poesie, infatti, «erano già sparse e c’è stato solo da raccoglierle. Le avevo scritte qua e là su foglietti o diari, mentre alcune le ho fatte per completarlo». L’idea del libro nasce un anno fa durante  Casa Sanremo Writers, concorso dove Chiara Domeniconi ha ricevuto una menzione per “Come un chiodo nella carne” (altra sua opera letteraria). «Quest’anno – ricorda – ci sono tornata con “Mani in Extasy”. L’opera è nata l’anno scorso. Durante quella settimana, con la mia agente Sheyla Bobba, ci ho lavorato. Avevamo cominciato un mese prima e durante quella settimana c’è stato il lavoro di editing più importante». 

Sanremo, quindi,  ha rappresentato «un cerchio che si chiudeva». Inoltre, la raccolta ha ricevuto anche un altro importante riconoscimento. “Mani in Extasy”, infatti, «è stato candidato al Premio Strega per le poesie dell’anno scorso. Ci siamo proposti, rischiando, e siamo stati candidati alla prima edizione del Premio Strega per la poesia. Non abbiamo vinto, ma è già stato un bellissimo risultato essere candidati». 

Mani in Extasy, poesie per guardarsi dentro

Tra le poesie contenute nella raccolta “Mani in Extasy”, quella che l’autrice ama maggiormente è Madre di Cemento. «Parla – ci spiega Chiara Domeniconi – come se stessi guardando un palazzo con tante finestre, alcune chiuse, altre aperte. E alla simbologia di osservare in un palazzo un piccolo mondo con tante vite. Qualcuno sta bene, altri male. Ci sono persone che vengono picchiate, altre che vengono accarezzate. È un po’ una simbologia del nostro mondo interiore: in alcuni momenti stiamo bene e ci accarezziamo, in altri momenti rigettiamo la nostra vita. Sia quella del nostro piccolo mondo interiore che del mondo in generale». 

Tante volte, aggiunge, «ho immaginato, nei momenti di bulimia, che qualcuno mi guardasse da fuori. Me lo sono immaginato per potercela fare e perché mi sono spaventata di quei miei momenti. E mi piace molto questa madre di cemento, questo ventre dove si vedono tante finestre di questa madre. Poi, il mondo siamo anche noi stessi che ci conteniamo, quindi una doppia simbologia. Sono molto legata a questa poesia. L’ho sentita molto, per come mi vedevo nei momenti brutti e in quelli belli. Come essere vista da uno spettatore esterno, ma anche da me stessa alla finestra».

Chiara Domeniconi, la sua produzione artistica

Non c’è solo la poesia tra i lavori di Chiara Domeniconi. L’autrice, infatti, si è cimentata anche con la prosa, spaziando tra vari generi. «Nel mio carnet di pubblicazioni – ricorda – c’è anche un libro per bambini, “Re Guglielmo”. Ultimamente mi sono cimentata anche con un libro giallo: “Doppia vendetta”, per SBS edizioni che è la casa editrice della mia agente Sheyla Bobba. Adesso sto sperimentando il romance e ho scritto dei piccoli saggi su vari argomenti».

Inoltre, aggiunge, «ho scritto “L’anoressia vista da ‘usciti’ può far ridere (amaramente)“. È un libro ironico, perché ho voluto sfatare un po’ l’anoressia in maniera amara però usando l’ironia che a me ha salvato la vita».

Nella sua carriera di scrittrice Chiara Domeniconi vanta oltre 70 pubblicazioni e almeno 20 libri. Tra questi ricordiamo:

  • “L’anoressia vista da ‘usciti’ può far ridere (amaramente)“, (autopubblicato, 2018);
  • “Matrioska”, (autopubblicato, 2018); 
  • “Percorsi di luce, orme di poesia”  (Ctl edizioni, 2019);
  • “Silenzio – le mie mille parole” (Armando Curcio Editore, 2019);
  •   “Fuga dalla libertà”, (autopubblicato, 2019);
  • “Re Guglielmo”, (autopubblicato, 2019);
  • “Arcobaleno di colori” (Aletti, 2019);
  • “Nella mia mente asperger”, (autopubblicato, 2019);
  • “Outing – Diario di un’aspie”, (autopubblicato, 2019);
  • “Diversamente amabile (Scelta d’amore)”, (Argentodorato editore, 2020);
  • “Come un chiodo nella carne”, (Argentodorato editore, 2020);
  • ““Non sono sbagliata”  (Armando Curcio Editore, 2021);
  • “50 anni di noi: io & la mia vagina” (autopubblicato, 2021);
  • “Lacrime nere”, con Aldo Di Virgilio (Argentodorato editore, 2022);
  • “Mani in Extasy” (Sbs edizioni, 2023);
  • “Doppia Vendetta” (Sbs edizioni, 2023).

La passione per la scrittura

Quella per la scrittura è una passione che ha accompagnato Chiara Domeniconi sin da giovane, «almeno da quando avevo 13 o 14 anni e ho cominciato a fare i primi viaggi con la scuola», ricorda.  Un amore trasmessole anche dal padre, scomparso, «quando avevo 11 anni. Lui scriveva e avrebbe voluto fare il maestro di lettere. Inoltre, lavorava per una piccola casa editrice». 

Scrivere, è stato anche un aiuto per aprirsi agli altri. «Soprattutto quando ero da sola facevo fatica a esprimermi, soffrivo un po’ di alessitimia ossia la difficoltà a esprimere le emozioni. Con la scrittura ci riuscivo di più. Quindi è stata una necessità usare la penna piuttosto che la voce e le parole. Quindi da una necessità poi è scaturita la passione. Avevo tanti diari su cui scrivevo piccole frasi, descrivevo i viaggi… da lì, poi, è stata tutta una valanga dal piccolo pensiero alla poesia. Poi nel 2016 ho scritto una poesia e partecipato a un concorso che ho vinto. Così ho preso un po’ di fiducia in me stessa e mi sono buttata con le case editrici». 

la scrittrice chiara domeniconi
Chiara Domeniconi, autrice di “Mani in Extasy”

Insomma, la scrittura per Chiara Domeniconi è quasi un bisogno primario. Tanto che, ci rivela, non ha mai sofferto del cosiddetto “blocco dello scrittore”. «Sono una persona curiosissima, l’arte mi piace tutta. Pur avendo scritto tanto non ho mai il blocco, la “sindrome del blocco bianco”. Mi ispiro all’arte, mi piacciono i quadri, la pittura e quindi mi ispiro alle immagini. Le adoro, che siano cartoni animati, fotografie o pittura. Non posso, in qualsiasi momento, non avere un pensiero che mi ispira. Dalle emozioni la mia malattia mi ha lasciato il fatto di ascoltarmi e osservare molto la gente. Questo mi ha portato a stare molto bene o molto male. Una conseguenza piacevole e spiacevole che ha reso più profonda la mia vita. Anche questo mi ispira negli scritti».

Tuttavia, i libri non sono l’unica occupazione dell’autrice di “Mani in Extasy”. «Ho altri due lavori: mi occupo di immobiliare da quando avevo 18 anni. Avendo perso mio padre che ne avevo 11, ho preso in mano il lavoro di famiglia e oggi gestisco delle proprietà immobiliari. In più con un amico e collega, che conosco da più di 30 anni, commercio cibo biologico: parmigiano, tartufo, olio».

Dalla carta al palcoscenico

Il primo amore, però, non si scorda mai. Nel futuro di Chiara Domeniconi ci saranno sempre le sue storie e le sue poesie. Forse, declinate anche in altre forme. Da un po’ di tempo, ci rivela, «sto cercando di portare a teatro “Come un chiodo nella carne” grazie a un amico che fa teatro qui vicino Modena. Gli ho già dato il libro e stiamo cercando di fare una sceneggiatura». Non mancheranno le partecipazioni ai tanti Festival in giro per l’Italia. Dal Salone del libro di Torino a quello di Napoli, passando per la kermesse Lucca Città di Carta.

Non mancheranno, ovviamente, tanti nuovi libri. «Mi sto cimentando nel romance e poi mi piacerebbe scrivere col mio collega un libro che parli di cibo in modo innovativo. Vorrei parlare di alimentazione, visto che ho sofferto di disturbi alimentari, però in una maniera diversa dal solito».

Il vero sogno, però, è un altro. «Mi piacerebbe che la gente sapesse quanto è bello scrivere. Da poco ho “contagiato” una mia amica che ha cominciato a scrivere anche lei e questo mi dà una felicità immensa. Se qualcuno mi dicesse che leggendo i miei libri ha avuto voglia di scrivere, sarebbe una soddisfazione quasi più grande di dirmi ho comprato il libro. Vorrei ispirare qualcuno a scrivere». 

Dove acquistare il libro

“Mani in Extasy” di Chiara Domeniconi è acquistabile online su Ibs.

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Articolo aggiornato in data 1 Aprile 2024
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