Luce dei miei giorni, autobiografia di Caterina Firmani Andreozzi

Prefazione di Federica Cappelletti-Rossi. I proventi del libro sono andati in beneficenza ai bambini di Adotta un Angelo

Tempo di lettura stimato: 6 minuti

Luce dei miei giorni, è l’accorato tributo di una donna all’amatissimo compagno di vita, l’imprenditore Antonio Andreozzi, scomparso durante l’epidemia di Covid. Caterina e Antonio si conoscono nell’estate del 1981 a Salerno, loro città natale, e per i successivi quarant’anni non smetteranno di alimentare il loro rapporto. 

Con Caterina, Antonio costruisce una famiglia e un’attività imprenditoriale basate sulla solidarietà e la generosità. I figli, Roberto, Simona e Mario affiancano il padre nell’attività lavorativa. Alla scomparsa di Antonio: compagno, padre, imprenditore; per Caterina inizia una caparbia e speranzosa attesa durante la quale scrive al compagno di vita una lunga lettera nella quale rivive i momenti salienti del loro percorso di coppia. Caterina tiene vivo, nel dolore, un rapporto e una presenza rigenerandolo in un “noi” per lei indissolubile e perennemente presente.

Luce dei miei giorni: un estratto dell’opera

«Ogni tanto mi viene da pensare all’amicizia, a quel valore che nessuno può descrivere in modo compiuto, ma che tu incarnavi alla perfezione, con la consueta semplicità di chi vive ogni cosa in modo spontaneo. 

In qualche modo, questa riflessione fa scattare in me il ricordo di un legame di grande amicizia che tu hai saputo coltivare negli anni e che hai saputo traslare anche sul lavoro, cosa davvero non facile.Il tuo orgoglio, la tua grande crescita, è stata la ditta Electra. In qualche modo frutto e simbolo, allo stesso tempo, della tua forza. Il tuo motto era “a barra dritta”: mai arrendersi, mai scoraggiarsi. 

Dicevi che bisognava sempre impegnarsi al massimo per non deludere prima di tutto se stessi, poi gli altri.

Quando ci siamo conosciuti è stato tutto improvviso e nuovo. Conoscere una persona e poi innamorarsene senza sapere ancora bene il significato della parola Amore.

Quando ci siamo conosciuti è stato tutto improvviso e nuovo. Conoscere una persona e poi innamorarsene senza sapere ancora bene il significato della parola Amore. 

È successo a noi, è successo davvero, tesoro mio. Poche monete in tasca, mano nella mano, pronti a conquistare il mondo senza preoccupazioni per il domani. Non esisteva il freddo, nemmeno il caldo. Esistevamo solo noi, in giro per la città a passeggio con la nostra felicità. Quella quotidianità, fatta di piccole cose che mi manca. Anche le cose più semplici, come lo stare lì a cercare forme strane tra le nuvole. A cosa serve? Si domanderà qualcuno. A niente, solo a essere felici insieme.

Non siamo mai stati due anime distinte. Una sola. Una sola anima per due corpi. E occhi che sapevano parlarsi anche nel silenzio più profondo.Potessi somigliare a qualcuno, è chiaro chi avrei per modello. Intanto, a letto, dormo al posto tuo, dal lato della finestra. Potessi anche vivere al posto tuo. Non posso neppure più morire al tuo posto.

Mi sto lasciando andare. 

Non so dove arriverò. Fino a quando. Eri tu che riempivi la mia vita. Ora sono un sacco vuoto che non sta in piedi; dentro di me il tuo nome risuona nel vuoto e produce un’eco sordo».

La morte – in questo caso per Covid – dell’uomo amato per oltre 40 anni, nulla toglie al calibro dell’amore. Sempre alto, sempre forte.

Chi è Caterina Firmani Andreozzi

Caterina Firmani è nata a Salerno e ha sempre vissuto nella stessa città. Ha respirato il profumo del mare e ne ha confezionato bottigline di essenze speciali. Appassionata di scrittura creativa emozionale e di mandala. Chiara Gamberale è la sua scrittrice preferita.

Mamma, nonna e moglie ha scritto il suo primo libro quando suo marito si è ammalato di Covid e ha pensato di potergli fare un regalo che avrebbe trovato alla sua uscita dall’ospedale. Lo avrebbero letto insieme, con un finale davvero favoloso. Ma il finale è cambiato, così come anche Caterina ha cambiato pelle.

Come nasce “Luce dei miei giorni”

Caterina, dopo quasi un anno, gli dedica questo libro, sillabando la felicità abitata insieme, fin dai sedici anni. Scrive con il cuore in mano, con competente eleganza. Con pennellate di parole leggere ritrae il marito sulla tela della vita. Vestito di onesti principi e di coraggio. Caterina trasferisce su carta l’immensa ricchezza di amore e di dolore, che le appartiene. Non ne fa sfoggio, anzi, ne ha cura. Vive al posto del marito, dorme al posto suo, scaldandosi alla luce dei ricordi, testimoni di un amore invincibile.

Le difficoltà nella stesura del libro

«Scrivere “Luce dei miei giorni” è stato molto difficile. Trovarmi difronte a quelle pagine bianche che volevano essere riempite di parole, portavano a incanalarmi ogni giorno in un tunnel sempre più profondo e malgrado cercassi uno spiraglio di luce, mi sentivo sempre più schiacciata dal peso dei ricordi».

Indietro nel tempo: i possibili cambi alla narrazione

«Se potessi tornare indietro non cambierei nessun punto della narrazione… speravo e mi auguravo un finale diverso, ma non è stato così».

«Ho scritto seguendo un ordine cronologico, un passo alla volta, un ricordo dopo ricordo. Una meravigliosa quotidianità».

I personaggi del libro e l’importanza dell’amore

«I personaggi inseriti nel mio libro sono tutte persone importanti, sono tutti pezzi di strada percorsi insieme».

«L’amore è tutto. Tutto ciò che mi circonda e che respiro è amore. Antonio è stato amore embrionale, sapevo avrei amato lui e solo lui ancora prima di conoscerci».

Il ricavato in beneficenza

«Il ricavato è stato devoluto interamente a Adotta un Angelo. Bambini particolari che hanno bisogno di cure costanti. La beneficenza è stata sempre parte da me e da Antonio: aiutare e rendersi utili nei confronti di chi ha più bisogno. La beneficenza, in realtà, l’ho fatta a me stessa per essere di supporto a qualcuno. Mi aiuta a sentire l’amore di mio marito».

Luce dei miei giorni, copertina

La morale di “Luce dei miei giorni”

«Questo libro l’ho considero un piccolo diario. Ha una sola morale: sentirsi un solo cuore in due corpi ti rende una persona migliore. L’amore è vita».

Il rapporto dell’autrice con la lettura

«Mi piace leggere. Anche se la mia lettura è rallentata. Non ho un genere preferito, molte volte mi guida l’istinto e le sensazioni che avverto anche solo guardando la copertina. Tuttavia, considero Chiara Gamberale straordinaria mentre Manlio Castagna mi regala sempre curiosità».

Il libro edito che avrebbe voluto scrivere

«Avrei voluto scrivere il mio “Luce dei miei giorni” ma con un finale diverso».

Una frase dal libro

«Noi due, ieri, oggi e domani. Perché con tutto l’amore che ci siamo donati la nostra storia non può finire mai. Mai».

Il libro Luce dei miei giorni è acquistabile su Amazon.it

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