Un libro che vuol essere d’ispirazione alle nuove generazioni per un mondo del vino più equo e inclusivo. Si tratta di “Intrepide – Storie di donne, vino e libertà”, scritto da Laura Donadoni per Slow Food Editore.
Il testo è stato presentato nel corso di una conferenza stampa alla Camera dei deputati nell’ambito del taccuino degli appuntamenti “Nuovi linguaggi contro la violenza di genere”. Alla conferenza, insieme all’autrice, hanno partecipato l’On. Martina Semenzato, presidente della Commissione Parlamentare di inchiesta sul femminicidio, Serena Gallaccio, dirigente Coldiretti e componente comitato imprenditoria femminile Camera di Commercio di Roma e la giornalista Carla Macrellino (Rai Parlamento) che ha moderato l’evento.
«Raccontiamo – spiega l’On. Semenzato – di un settore, fino all’altro giorno, molto maschile, ma che invece attraverso una narrazione anche difficile di Laura Donadoni e delle sue Intrepide vuole portare un messaggio di donne che di fronte a situazioni difficili hanno trovato la loro forza, la loro resilienza e anche il loro valore di imporre un modo diverso di vedere le cose. Quindi il settore del vino sempre di più si sta colorando di note femminili nella professionalità, nelle imprese, grazie a donne che lavorano e danno lavoro alle altre donne. Una presenza femminile sempre più dirompente con capacità uniche che le donne sanno portare nei settori in cui si confrontano».
Intrepide, aggiunge, «è un libro importante: parla di bullismo, di discriminazione, di molestie, ma parla anche di resilienza e di capacità di uscire dalle situazioni difficili come quelle della violenza di genere. E questa forza dobbiamo raccontarla di continuo».
Indice
Intrepide, donne che non hanno avuto paura
Laura Donadoni, quindi, spiega chi sono le donne raccontate nel libro e il perché del titolo: «In realtà le intrepide sono donne “comuni” che sono riuscite a fare cose straordinarie perché non hanno avuto paura di avere paura. Il termine intrepido è un sinonimo di coraggioso, ma ha un’accezione quasi più di azione, di mettersi in gioco, contiene la trepidazione che è qualcosa che ci viene anche quando abbiamo paura. Da qui la scelta di questa parola per raccontare queste donne che nella loro carriera nel mondo del vino o nella loro vita hanno dovuto affrontare degli ostacoli imprevisti, un po’ dovuti alla loro appartenenza di genere, un po’ dovuti ai casi della vita».

Per questo, aggiunge, «ascoltare le loro storie e raccontare le loro testimonianze può aiutare anche altre donne ad avere modelli di ispirazione, di leadership che nel settore del vino sono spesso maschili. Ci sono pochissimi modelli di leadership femminile. Inoltre, può aiutare tutti a riconoscere le battaglie quotidiane e a trarre ispirazione per avere dei modi per superarle».
Storie di donne nel mondo dell’enologia
Il libro “Intrepide” si divide in due parti. Una denominata “Le Leggende” e una “Le Compagne di Viaggio”. «Sono 12 storie – ricorda Laura Donadoni -. Sei di queste donne sono più conosciute nel nostro settore perché si tratta di figure che hanno fatto la storia di alcune regioni vinicole, nomi conosciuti nel settore. Le altre sei, invece, sono persone totalmente sconosciute. Soprattutto queste seconde sei donne, che chiamo compagne di viaggio, si sono dovute un po’ costruire una carriera da zero. Non sono produttrici di vino, ma in questo settore ci sono tantissimi mestieri che una donna può fare e mi piaceva anche raccontare il percorso professionale di queste donne per dare dei modelli alle giovani che magari vogliono affacciarsi al settore».
Un lavoro che proseguirà in quello che dovrebbe essere un seguito, o meglio, una seconda parte del racconto. «Il cibo e il vino vanno a braccetto – ricorda la Donadoni – e occupandomi di questa materia, di discriminazione di genere nel mio settore inevitabilmente mi sono imbattuta in storie simili anche nel settore del cibo. Quindi sto lavorando con Slow Food editore a “Intrepide 2”, un’altra versione di “Intrepide” che racconterà storie nel settore del Food».
Iniziative di solidarietà
La conferenza di presentazione di “Intrepide” è stata anche un momento per ricordare le iniziative a sostegno delle donne e contro la violenza di genere presenti sul territorio. Come quelle realizzate da Coldiretti e ricordate da Serena Gallaccio: «Siamo qui per ribadire il nostro impegno e la nostra volontà per aiutare in questo difficile cammino, questa delicata sfida della violenza di genere e anche ripercorrendo quella che è stata la recente sottoscrizione del protocollo firmato con l’On. Semenzato nel quale abbiamo concretizzato diversi impegni».
Questi, spiega, riguardano «la creazione di una rete di Fattorie della Tenerezza nelle quali, da nord a sud, le nostre aziende apriranno le porte alle donne dal passato difficile, vittime di violenza e soprusi, fino alla vendita all’interno della rete dei mercati di Campagna Amica (per il momento solo nel Veneto), dei “prodotti gentili”. Si tratta di prodotti il cui ricavato sarà utilizzato per sostenere i centri antiviolenza vicini al mondo Coldiretti, nonché la creazione di una borsa di studio per persone giovani che vengono da situazioni di difficoltà familiare».

