Un libro che spazia tra mito e contemporaneità toccando argomenti che vanno dall’abbandono alla resilienza con una riflessione sulla figura femminile. Tutto questo è “Ermione Vite & Vite – Fermenti femminili” di Elvia Gregorace, pubblicato da Trenta Editore. Il libro è stato presentato nel corso di una conferenza presso la sala stampa della Camera dei Deputati su iniziativa dell’On. Martina Semenzato, presidente della Commissione Parlamentare di inchiesta sul femminicidio nonché su ogni forma di violenza di genere. Al centro dell’incontro un dibattito sull’empowerment femminile e sulla forza delle donne di emergere anche in settore prevalentemente maschili come l’agricoltura. Presenti all’evento insieme alla presidente Semenzato anche l’autrice Elvia Gregorace, Dominga Cotarella presidente di Fondazione Campagna Amica e Terranostra, la giornalista Annamaria Capparelli e Mariafrancesca Serra, presidente Donne Coldiretti. A moderare l’incontro Marica Latella, giornalista e coordinatrice Donne Coldiretti.
Indice
Il legame tra le figure femminili e la viticoltura
Il libro di Elvia Gregorace intreccia mito classico, vicende personali e viticoltura. La protagonista Ermione, figlia di Elena e Menelao, opera come una cronista contemporanea. Il racconto si sviluppa attraverso un parallelismo tra le figure femminili e diverse varietà di vite. In questo modo, i vitigni e le storie di donne si specchiano a vicenda. Il vino smette di essere un semplice prodotto da degustare, trasformandosi in una presenza viva e complessa, capace di richiamare le sfumature più profonde dell’animo umano.
Reti sociali e riscatto contro la violenza
L’autrice, ha ricordato l’On. Semenzato, «ha voluto attenzionare la grande capacità e la resilienza delle donne, ma anche il tema della violenza di genere e come oggi la storia ci racconta che la violenza c’è sempre stata, ma si può e si deve superare. E si supera attraverso l’insegnamento, attraverso la famiglia, attraverso la reattività sociale e anche con la politica, ma tutta questa rete deve funzionare. E le donne Coldiretti, le donne che lavorano e che danno lavoro alle donne in difficoltà sono un esempio virtuosissimo. Su questo dobbiamo concentrarci: la donna vista non come vittima, ma come protagonista di una cittadinanza attiva. Questo libro è tutto questo».
L’ispirazione dell’opera affonda le radici nella storia romana antica. Lo spunto per scrivere questo libro ha ricordato Elvia Gregorace è nato «perché uno degli episodi dei femminicidio meno noti della storia riguarda proprio le donne e il vino». Si tratta di una vicenda avvenuta nel periodo in cui Romolo era re di Roma e vede protagonista, come vittima, «una donna uccisa dal marito, un cavaliere romano, che sosteneva di averla trovata ubriaca». A quei tempi per una donna bere eccessivamente era paragonabile a tradire il marito con il dio Dioniso.
Quando la vicenda fu sottoposta al giudizio del re, ha raccontato Gregorace, «Romolo rispose: “Non importa come l’abbia uccisa, ma l’importante è che l’abbia uccisa”. Questa storia denuncia una mentalità assolutamente maschilista. Ho modernizzato questo concetto attraverso questo personaggio marginale che è Ermione figlia di Elena e Menelao. La sua scelta è perché non solo Ermione è il femminile di Hermes, il messaggero degli dei. In questo caso Ermione è la messaggera di tutte le donne e soprattutto è una figura femminile che sta a lato come tante donne che in Italia non sono conosciute e non hanno visibilità. Questo libro gliela dà».
L’empowerment femminile nell’agricoltura
Nel corso della presentazione, il dibattito si è concentrato anche sulle opportunità per le donne nell’agricoltura, comparto storicamente maschile. Le relatrici hanno sottolineato l’importanza di valorizzare le competenze femminili.
«Quest’anno – ha ricordato Maria Francesca Spera – la Fao ha proclamato l’anno della pastorizia e della donna in agricoltura, quindi ancora maggiormente sento la responsabilità e l’orgoglio di portare il pensiero delle donne e grazie anche al ruolo che ho in Coldiretti come presidente delle donne di dire a tutti che le donne hanno una marcia in più e dove chiunque vede un problema e un ostacolo, la donna sicuramente trova una soluzione. Una soluzione che si trasforma in multifunzionalità, in nuovi business per l’azienda, in nuove aperture per un’agricoltura differente».
A questo si unisce la forza delle relazioni. «Noi donne – ha sottolineato Dominga Coratella – abbiamo questa capacità trasversale di fare rete, di creare sinergie. Una visione sistemica ampia. Da qui siamo partiti con la volontà di fare progetti non soltanto in campo agricolo, ma anche tutto il mondo del sociale».
