Vivere una vita in bilico, sul filo del rasoio, definisce il quotidiano degli agenti. Le forze di polizia oscillano continuamente tra forza e vulnerabilità, disciplina e fragilità umana. Questo dualismo estremo è analizzato nel saggio della psicologa Antonella Cortese, “Equilibrio Invisibile – Corpo e mente al servizio della sicurezza”, pubblicato da Armando Editore.
Il volume è stato presentato nel corso di una conferenza presso la sala stampa della Camera dei Deputati su iniziativa dell’On. Imma Vietri. Presenti all’incontro l’autrice del libro Antonella Cortese, Stefania Castricone, segretario generale Sinafi (sindacato dei finanzieri), il giurista Filippo Bisanti, Monica Giorgi, segretario Nazionale Usic Carabinieri, Roberta Bolettieri, presidente della fondazione La Crisalide in rete e Domenico Mastrulli, presidente Cosp Polizia penitenziaria. A moderare l’evento la giornalista Emma Evangelista.
La fragilità dietro la divisa
Il volume, arricchito dai contenuti di esperti del settore e psicologi, indaga la profonda connessione psicofisica del personale in divisa. Sicurezza ed efficacia operativa dipendono direttamente dalla salute mentale. La facciata istituzionale nasconde delle dinamiche complesse. Fragilità e resilienza convivono silenziose ed è necessario un baricentro interiore stabile. Il target di riferimento del libro sono specialmente gli operatori in servizio attivo e i cittadini desiderosi di comprendere questa realtà.
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Antonella Cortese chiarisce il concetto centrale dell’opera, ossia cos’è quell’equilibrio invisibile. Si tratta, ci spiega, di «quando un operatore delle forze dell’ordine è dimenticato e non ascoltato». Queste persone, ricorda la psicologa, escono la mattina da casa e non sanno se ci torneranno. Un’incertezza che domina la routine. Questo fardello invisibile richiede un riconoscimento sociale. Si tratta, precisa l’autrice, di una condizione specifica. Cortese la definisce in modo netto. «È un equilibrio che bisogna far vedere ai cittadini: il lavoro che svolgono dalla mattina alla sera, notte e giorno, per garantire la sicurezza ai nostri cittadini e al Paese».
Prevenzione e supporto psicologico
Spesso si fatica a recepire questo disagio. La psicologa lancia un monito preciso: le donne e gli uomini in divisa «a volte vengono dimenticati o non ascoltati. Il libro parla di prevenzione, di formazione e di ascolto che sono le tre chiavi maestre. Inoltre, si parla di cultura organizzativa all’interno delle amministrazioni. Così come si parla di benessere, con il comandante che viene definito come sentinella del benessere, ed è qualcosa di molto importante».
Il benessere, infatti, soprattutto quello psicologico è un aspetto analizzato nel libro. Antonella Cortese, oltre ad essere psicologa e criminologa è responsabile del dipartimento di psicologia del Sinafi, il sindacato nazionale dei finanzieri. «All’interno del sindacato – ricorda – abbiamo attivato anche uno sportello di ascolto che si chiama “Progetto Sentinella”. Arrivano 10-15 email al giorno proprio di finanzieri che chiedono di essere aiutati e supportati. Siamo 80 psicologi sul territorio nazionale, convenzionati con il sindacato della Guardia di finanza, e siamo vicini al personale. Questo è quell’equilibrio invisibile che i nostri cittadini non conoscono».
Sconfiggere lo stigma militare
Il peso psicologico schiaccia gli operatori della sicurezza. La pressione quotidiana, infatti, può risultare asfissiante. Purtroppo, sottolinea l’autrice, in certi ambienti come quello militare chiedere un supporto può generare diffidenza. Così, rivolgersi a uno specialista appare spesso come un ostacolo insormontabile.
«I militari hanno paura ad andare dallo psicologo all’interno della caserma – sottolinea Cortese – perché c’è ancora quello stigma che andare dallo psicologo, all’interno, significa che uno è pazzo. C’è vergogna, quindi si rivolgono all’esterno. Infatti – conclude – proprio nel sindacato abbiamo tante richieste di aiuto».

