Cos’è una dipendenza affettiva, come affrontarla e soprattutto riuscire a superarla. Questi sono i temi che Anna Maria De Luca, psicologa e giornalista, affronta nel saggio “Ricomincia da te – Come liberarsi dalla dipendenza affettiva”, pubblicato da Edizioni Eraclea. L’autrice analizza i legami disfunzionali, offrendo strumenti teorici ed esercizi pratici per interrompere schemi relazionali tossici e ritrovare un’autentica autonomia emotiva.
Il volume è stato presentato nel corso di una conferenza alla Camera dei Deputati su iniziativa dell’on. Fabio Porta. All’evento, insieme all’autrice hanno partecipato la psicologa e psicoterapeuta Terry Bruno, la presidente dell’Associazione nazionale presidi del Lazio Cristina Costarelli, la farmacista e founder dell’Associazione no profit “Ricomincio da me”, la giurista Zahra Toufigh e il giornalista e autore Rai Pino Nano. A moderare l’incontro il direttore di “MeridianoItalia” Gianni Lattanzio.
Meccanismi psicologici e consapevolezza
Il saggio unisce basi scientifiche, esercizi pratici e memorie. Modificare gli stili di attaccamento significa estirpare l’ansia dal sentimento amoroso. Si tratta di un percorso che impone un allenamento rigoroso. Il cervello assimila nuove danze relazionali e le ferite infantili si cicatrizzano. L’autrice ci spiega che l’opera nasce per «offrire uno strumento utile alle donne, ma non solo, che vivono relazioni che portano non felicità ma sofferenza. Rapporti che sono fondati non sulla libera scelta, ma sulla dipendenza affettiva».
L’architettura del libro rifiuta la retorica del romanticismo tossico. La guarigione richiede tempo. De Luca chiarisce che l’origine del disagio «non dipende dal partner, ma da cosa abbiamo vissuto durante la nostra infanzia. Nasce anche dalla volontà di comunicare che gli stili di attaccamento, questi modelli operativi interni che abbiamo dall’infanzia, non sono immodificabili. Si possono modificare facendo un percorso con un terapeuta, ma anche affrontando da sole degli esercizi che racconto nel libro. Quindi è una condizione reversibile ed è importante accorgersene il prima possibile per poter andare verso relazioni vere».
Tempistiche di guarigione e prospettive umane
Cambiare è possibile, ma richiede disciplina e soprattutto tempo. I percorsi di recupero necessitano di interventi integrati su tre livelli: corpo, comportamento e struttura psichica profonda. Un processo completo richiede almeno un anno di lavoro.
La ricostruzione individuale è fondamentale prima di stabilire nuovi legami. De Luca, infatti, smonta le narrazioni romantiche ingannevoli diffuse nella cultura popolare: «Prima di entrare in un’altra relazione – spiega -, bisogna ricostruirsi, essere perfettamente stabili e fuori dalla dipendenza affettiva, altrimenti si possono avere 10mila relazioni ma con lo stesso schema che si ripete e finiranno tutte male. Prima di aprire una relazione sana bisogna fare un percorso per entrare tutti interi nelle relazioni. Tu non puoi entrare in una relazione per cercare la parte di te che manca. Tu entri in relazione come persona intera che ne incontra un’altra. La logica del completamento tanto idealizzata nella letteratura, nei film e nelle favole non esiste».
Maternità e nuove emergenze
Infine, l’autrice ci parla anche dei suoi progetti futuri legati a traumi relazionali che condizionano le scelte riproduttive. Attualmente, «sto aiutando le donne che affrontano la PMA. Anche loro spesso si ritrovano ad affrontare da sole l’avventura di un figlio proprio perché avendo avuto anni di dipendenza affettiva non sono riuscite a costruire una relazione che arrivasse a quel punto di stabilità da poter progettare l’idea della genitorialità. Quindi i due temi si intrecciano: moltissime donne vittime di dipendenza affettiva si ritrovano a fare un figlio da sole».

