Tempo di lettura stimato: 5 minuti
Ancora oggi, per quanto riguarda la salute femminile, esistono molte false convinzioni. Dalle mestruazioni all’uso dei contraccettivi femminili, passando per le domande riguardanti la gravidanza, l’aborto, fino alla menopausa. Tutti argomenti trattati da Monica Calcagni, ginecologa e divulgatrice scientifica sui social, nel suo primo libro “Cose da donne (che anche gli uomini dovrebbero sapere)”, edito da Sperling e Kupfer.
L’autrice ha presentato il libro nel corso di una conferenza stampa alla Camera dei deputati per inaugurare la settimana della Giornata internazionale della donna nell’ambito del taccuino “Nuovi linguaggi contro la violenza di genere” della presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul Femminicidio e su ogni forma di violenza di genere, Martina Semenzato.
«Abbiamo voluto fare una riflessione partendo da un libro che parla specificatamente di donne – afferma l’On. Semenzato -, ma non solo. Anche una riflessione che va oltre le pagine, oltre le parole. Nel senso che spesse volte lo stereotipo di genere si nasconde proprio dietro la narrazione dei cicli produttivi e riproduttivi delle donne. E quindi una riflessione anche sul modo con cui raccontiamo le donne, sul modo in cui gli uomini si approcciano a quella che è la vita riproduttiva delle donne e forse ci fa capire che il tema della discriminazione di genere ha tante facce anche nel modo in cui ci raccontano o ci raccontiamo.
Cose da donne, l’obiettivo del libro
Il libro “Cose da donne” è un vero e proprio manuale che insegna a donne e ragazze a conoscere il proprio corpo e a combattere i vari tabù sulla salute femminile. Il tutto spiegato con competenza e ironia.
«Quello che possiamo fare – spiega la dottoressa Calcagni – è cercare di fare in modo che tutte le informazioni sul campo femminile e sulla salute delle donne diventino fruibili da parte di tutti gli utenti, senza filtri, senza continuare a filtrare le informazioni in modo tale che gli uomini siano più consapevoli che le donne in realtà non cambiano in base alle fasi del ciclo, non cambiano in base alle fasi della loro vita. Sono donne anche se sono mamme, sono donne anche se sono in menopausa, sono donne anche se sono mestruate e sono, soprattutto, esseri pensanti e non solo persone portatrici di genitali femminili».
Non solo per le donne
Il libro della dottoressa Monica Calcagni, come ricordato dalla stessa autrice nel sottotitolo, è rivolto anche agli uomini. «Vorrei che il mondo femminile fosse più conosciuto dal mondo maschile, quando parliamo di menopausa le donne arrivano impreparate perché non conoscono se stesse, gli uomini arrivano impreparati perché non sanno cosa aspettarsi. Non è una scadenza, dobbiamo affrontarla come un nuovo periodo della nostra vita e il nostro compagno di vita, il nostro partner, deve sapere e capire come siamo fatte e accompagnarci in tutte le fasi della nostra vita».
Il libro affronta anche temi delicati come l’aborto. «Faccio parte di quel 30 per cento di medici italiani non obiettori. Nella mia vita professionale ho fatto aborti anche se ora faccio altro, ma se necessario continuerei a farlo senza giudicare. Ho preso una posizione mettendola anche nero su bianco e ho attirato critiche e polemiche, ma l’ho fatto per essere al fianco delle donne». Un altro tema sono le malattie sessualmente trasmissibili. «Ragazze e ragazzi – ricorda Monica Calcagni – usano sempre meno il preservativo e sono aumentati i casi di malattie trasmissibili, un problema enorme: avevamo superato paure come quella dell’Hiv, ora invece i casi stanno tornando». Tutti questi temi sono argomenti su cui «gli uomini sono ancora meno sensibilizzati di noi, vanno ancora meno dall’andrologo e, forse, c’è ancora di più da fare su di loro che sulle donne. Solo quando si è informati si può scegliere in maniera consapevole».

Dai social ai libri
E affinché le nuove generazioni aumentino la loro consapevolezza, spiega la dottoressa Calcagni, bisogna intervenire «cercando di fare in modo che l’educazione alla sessualità e all’affettività entri finalmente nelle scuole. Dovremmo fare in modo che tutte le famiglie siano informate». La scelta delle scuole è il solo «modo per poter istruire le nuove generazioni che saranno i genitori di domani. Oggi diventa complicato arrivare ai genitori se non attraverso canali come i social, perché ci permettono di arrivare a tante persone. Ma quello che dovremmo fare è entrare nelle scuole perché dobbiamo fare in modo che questa disinformazione non ci sia più nel prossimo futuro e che i nostri giovani siano informati da una classe genitoriale a loro volta edotta sull’argomento».
Infine, la dottoressa Calcagni ci spiega perché, nonostante le migliaia di follower che la seguono sui social abbia scelto di scrivere un libro nella sua opera di divulgatrice scientifica. «Volevo che tutte le informazioni che dò sul web rimanessero per iscritto – ricorda -. Perché ad un certo punto la guida è fondamentale. Intanto, i ragazzi leggono poco e in questo modo si possono avvicinare di più alla lettura e poi – conclude – verba volant, scripta manent».
