giovedì 25 Luglio 2024

Autrici a confronto, un incontro sulla violenza di genere

L’incontro fa parte degli appuntamenti organizzati dall’On. Martina Semenzato nell’ambito del “Taccuino sui nuovi linguaggi contro la violenza di genere”

Tre libri con un unico filo conduttore, quello della violenza di genere e degli spunti per contrastarla. Questi i temi che hanno caratterizzato la rassegna Autrici a confronto, un incontro organizzato dall’On. Martina Semenzato, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio.

Alla conferenza stampa organizzata presso la Camera dei deputati hanno partecipato insieme all’On. Semenzato, il giornalista Simone Santi che ha moderato l’evento, Franca Consorte, autrice di “Principesse, cavalieri. Orchi e vittime”, Antonella Migliorati, che ha scritto “Una vita su uno sgabello” e Teresa Natale, con il suo testo “Rivoglio la mia vita. Basta relazioni tossiche”. 

Autrici a confronto, per sensibilizzare uomini e altre donne

“Autrici a confronto” è uno degli incontri organizzati dall’On. Semenzato nell’ambito del taccuino degli appuntamenti sui “Nuovi linguaggi contro la violenza di genere”. «La Commissione femminicidio – spiega l’On. Semenzato – mi porta a relazionarmi con tante donne e tanti uomini. Tantissime di queste donne scrivono dei libri e quindi portano la loro vita, la loro esperienza, la loro professionalità e soprattutto il tanto aiuto che danno sulla violenza di genere». È per questo, sottolinea, che «a Montecitorio abbiamo voluto dare voce a queste donne e alla loro penna. Ci siamo confrontate con visioni forse diverse, ma con un unico obiettivo: quello di aiutare e sensibilizzare altre donne, ma anche gli uomini sul tema della violenza di genere».

Tre libri che aiutano a riflettere

I tre volumi presentati nel corso della conferenza hanno come comune denominatore il voler aiutare le donne. A cominciare dal testo di Franca Consorte, psicologa, che  afferma che lo spunto principale del suo libro «è quello del coinvolgimento degli uomini. Gli uomini giusti che devono aiutarci in questa lotta, perché altrimenti sarà un fallimento. Questo perché è una lotta di uomini e donne e non solo di donne. E secondo me se ne parla tanto, ma credo si stia andando verso una deriva pericolosa di maschi contro femmine. Questo non aiuta a superare il femminicidio, ma soprattutto non aiuta a far accettare il rispetto e quello che è la collaborazione tra uomo e donna. Il sapersi amare in maniera reciproca». 

La dottoressa Teresa Natale, invece, parla di donne e uomini che vogliono riappropriarsi della propria vita.  Questo perché, spiega, «nella mia esperienza lavorativa ho aiutato anche uomini a uscire fuori dalla manipolazione, anche se la maggior parte di chi si rivolge a me sono donne. Di solito vengono per una relazione amorosa, anche se spesso si scopre che avevano già in casa una familiarità con la manipolazione. Altre persone, invece, arrivano perché sono o si sentono insoddisfatte. Sentono di voler andare verso l’autorealizzazione e a volte scopriamo che c’è un legame in famiglia che blocca questi individui nella loro espressione. Si tratta proprio di manipolazione di condizionamento, di coercizione all’interno della casa o all’interno della relazione».

Per superare questa situazione, aggiunge, «credo che l’importante è prendere in mano se stessi con un lavoro di crescita personale. Bisogna mettere mano alle proprie convinzioni interne. Perché molte persone si abituano a star male. Però poi per questo tipo di relazioni disfunzionali occorre comprendere e conoscere la manipolazione, iniziare a pensare ad individuarla. Ed è possibile ascoltando e facendo attenzione a che cosa significa una relazione sana. Perché c’è veramente una sorta di ignoranza di base».

Quella di Antonella Migliorati, farmacista, invece, è una “storia di famiglia”. Nel suo “Una vita su uno sgabello – La storia dell’antica farmacia di Cerignola dal 1900” spiega l’importanza della figura del farmacista attraverso il ritratto della sua bisnonna.

Il libro, ricorda l’autrice, «oltre che della mia bisnonna parla di 4 generazioni che comunque a livello sociale si sono sempre date da fare, come tutti i farmacisti in Italia, in epoche storiche diverse, sempre vicine a quello che è l’aspetto sociale. Soprattutto femminile nel caso della mia bisnonna che ha aiutato molte donne a riprendere la loro dignità attraverso il lavoro e l’amore donato. Alla fine l’importante era donare loro una famiglia, invitandole a lavorare in questa scuola – che aveva creato -. Quindi restituiva l’autostima, la capacità di poter essere di aiuto. Oggi – prosegue Migliorati – si spera che le nuove generazioni non debbano soffrire attraverso femminicidi o maltrattamenti che purtroppo accadono e si spera che quell’amore che dovrebbe esserci in famiglia riduca questi fenomeni. È necessario rispetto fra uomini e donne, che insieme possono diventare una forza». 

Donne indipendenti e consapevoli

Puntare su famiglie e scuola è importante per contrastare la violenza di genere: «La rete – sottolinea l’On. Semenzato – è fondamentale. Se vogliamo pensare non dico di risolvere, ma quantomeno di arginare la violenza di genere serve quel patto di corresponsabilità di cui parlo sempre. Per me è fondamentale la famiglia, dove ci dobbiamo riappropriare del valore genitoriale e anche dell’educazione al rispetto».

Inoltre, due caratteristiche fondamentali delle donne, afferma, è che siano mentalmente libere ed economicamente indipendenti. «Per me è il tema fondamentale. Ce l’ho dalla genesi della mia giovinezza. Oggi – ricorda – il 62 per cento delle donne che ricorrono a un centro antiviolenza non sono economicamente indipendenti. Quindi lavorare sul processo di empowerment femminile può aiutare queste donne a uscire prima da questa situazione. Dall’altra parte bisogna rendere maggiormente consapevoli le donne di tutti gli strumenti economici che hanno a disposizione: il reddito di libertà, l’assegno di inclusione, il microreddito, il fatto che possono sospendere il mutuo, che si possono trasferire con il proprio lavoro, che possono accedere alle case popolari in maniera agevolata. Tante donne non sanno i tanti strumenti che hanno a disposizione e come accedervi. Quindi anche la formazione dal punto di vista economico è importantissima», conclude. 

autrici a confronto
Un momento della conferenza “Autrici a confronto” alla Camera dei Deputati
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