sabato 25 Maggio 2024

A taste of death, romanzo distopico di Daniele Ossola

Chi è rimasto ucciso a causa un trauma violento, non è mai riuscito a svelare gli ultimi secondi della sua sofferenza. In questo libro, però, non sarà più così… Le storie “distopiche” sono sicuramente scomode, ma aiutano a riflettere perché spingono a uscire dalla comfort zone

Tempo di lettura stimato: 8 minuti

È possibile vendere “un’esperienza di morte”? Sì, se parliamo del dottor Matthew Doherty, protagonista del romanzo “A taste of death: Assaggio di morte”, scritto da Daniele Ossola e pubblicato da Elison Publishing. Si tratta di un racconto distopico, sicuramente diverso dagli altri titoli scritti dall’autore che, perlopiù, fanno parte della categoria dei romanzi storici.

A portare alla nascita di “A taste of death” sono stati due incontri che lo stesso Ossola ha avuto nel corso della sua vita, avvenuti in due momenti molto distanti fra loro. «Questi due avvenimenti messi assieme – ricorda – mi hanno portato a scrivere questo romanzo». Una storia che mira a far riflettere su fino a che punto le persone siano disposte a spingersi.

A taste of death, due incontri per un romanzo

Il primo incontro da cui ha avuto origine “A taste of death” fa riferimento al periodo in cui l’autore lavorava come giornalista, circa 30 anni fa. «A quel tempo – ci spiega – intervistai un famoso botanico belga, Marcel Devreux, docente presso la facoltà di Agraria a Napoli, che stava tentando di aumentare la produttività dei banani per sopperire alle esigenze alimentari del Congo. Stava sperimentando, con successo, quello che poi sarebbe diventato il modello produttivo degli Ogm a livello planetario. Quindi, nel caso specifico, la modifica genetica degli esseri viventi vegetali».

Il secondo incontro, invece, è avvenuto in epoca più recente, all’incirca 4 anni fa, «un anno prima della scrittura del romanzo». Si tratta di un incontro casuale, ma, come ci racconta l’autore, fondamentale per la creazione del suo protagonista. Il luogo è la spiaggia di Forte dei Marmi dove, ricorda Ossola, «mi capitava di incrociare un signore dall’aspetto giovanile e distinto, sempre accompagnato da un cane. La cosa che mi aveva colpito era vederlo arrivare sempre verso il tardo pomeriggio, quando la gente cominciava ad andare a casa».

Quindi, «conversando con lui, quando seppe che ero uno scrittore, iniziò a parlarmi della sua vita. Mi disse che era un chirurgo a Monaco di Baviera, con un’adolescenza vissuta a cavallo fra la Francia e la Germania. La cosa che ci accomunava in quelle sere era il tramonto del sole. Durante quei pomeriggi, infatti, si filosofeggiava sulla metafora legata al tramonto del sole che lui definiva la fine di una vita, ma allo stesso tempo l’inizio di una nuova. Un aspetto fondamentale che mi colpì di questa persona erano le sue origini francesi e la sua esperienza: mandato al riformatorio a Friburgo subì delle violenze, il che lo portò a odiare l’essere umano e amare in special modo gli animali, diventando, di conseguenza, vegetariano».

Presentazione dell’opera

a taste of death

Partendo da questi due incontri, spiega Daniele Ossola, «mi sono chiesto se ci potessero essere persone ricche disponibili a sperimentare, da vive, le forti sensazioni che possono scaturire da una morte violenta. Allora ho trasformato questo chirurgo che avevo conosciuto a Forte dei Marmi in un professore che inizia la produzione in miniserie di provette contenenti un siero specifico per diverse morti traumatiche. Nessuna persona deceduta di morte violenta è mai riuscita a raccontare gli ultimi secondi della sua sofferenza. Quindi, questo medico, il protagonIsta di “A taste of death”, costruisce un meccanismo per prelevare dalla nuca di qualcuno appena deceduto per un trauma violento, sangue e frammenti di tessuti cerebrali da trapiantare poi alle persone che volessero fare un’esperienza fuori dal comune».

Durante i lavori di studio e ricerca per scrivere il libro, l’autore si è avvalso della consulenza di un parente, di professione anche lui medico chirurgo. «Ho avuto modo di confrontarmi con lui sulla fattibilità di alcune cose. Qualcuna si potrebbe imaginare, ma il 90 per cento di quello che ho descritto nel libro potrebbe essere realizzabile».

A taste of death: lo sviluppo della storia

A questo punto del racconto, prosegue l’autore, «il problema è trovare le persone decedute per morti violente. Dall’accoltellamento al suicidio fino a quelli sbranati dagli animali o annegati». Entrano, quindi, in scena altri personaggi come gli assistenti del professore che «si mettono d’accordo con gli uffici di medicina legale dei vari ospedali che li avvisano dell’arrivo di un morto. Giunti sul posto e in accordo col medico legale, fanno un’estrazione di tessuti e li mettono in provetta».

Dopo questa prima parte, nascerà un nuovo problema: «trovare delle persone che facciano da cavie per vedere se la teoria funziona e così vendere questa esperienza ai ricchi. Le cavie scelte non sono altro che i clochard. Oltre a loro ci saranno anche depressi e persone stanche della propria vita. Quindi una parte degli assistenti del dottor Doherty deve selezionare i barboni o i depressi che, a fronte di tanti soldi che risolverebbero i problemi della loro vita, siano disposti a sperimentare il siero. Non racconto, però, cosa succederà dopo la sperimentazione. Si arriverà alla definizione di questa metodologia chirurgica che sarà funzionale, però ci sarà una sorpresa…». 

La storia, spiega Ossola, è ambientata a New Orleans, all’ospedale della città, e a Baton Rouge altra città della Louisiana, luoghi che l’autore conosce per aver lavorato alcuni mesi a New Orleans. «Il tempo in cui si svolge il racconto è un periodo attuale tendente al dopodomani, non è quindi un romanzo storico, ma molto attuale».

Riflessioni dell’autore

Così come in “Rubli e Lire”, un altro dei romanzi di Daniele Ossola, c’è una riflessione di fondo lasciata al lettore, lo stesso avviene anche in “A taste of death”. 

«L’argomento trattato in questo romanzo – spiega l’autore – vuole evidenziare le conseguenze dannose che possono derivare da qualcosa che apparentemente sembra distante dal reale. Tuttavia, così come gli Ogm o la clonazione della pecora Dolly sembravano cose impensabili e poi si sono avverate, volevo raccontare un mondo sulle probabili ripercussioni che una piccola sfaccettatura della nostra società potrebbe mettere in piedi e causare. La sostanza di questo libro è derivata da due fatti reali che mi hanno portato a immaginare un qualcosa di distopico, ma che, secondo me, non è poi tanto distante dalla realtà». 

a taste of death, l'autore daniele ossola
Daniele Ossola, autore di “A taste of death”

Daniele Ossola, la sua produzione letteraria

“A taste of death” non è il primo lavoro di Daniele Ossola. Nel corso della sua carriera letteraria, l’autore ha realizzato 12 pubblicazioni tra romanzi (tra cui Rubli e Lire), raccolte di racconti e sceneggiature teatrali, pubblicati con vari editori. Il suo primo libro è “Storie di tanti”, una raccolta di racconti pubblicato da Book Sprint edizioni. 

Vediamo quindi alcuni titoli dei libri pubblicati:

  • “Storie di tanti” (Book Sprint edizioni, 2017)
  • “Grigliata per un cadavere”  (Book Sprint edizioni, 2017)
  • “L’incubo di Capitan Uncino – Commedia brillante in tre atti” (Il Convivio Editore, 2017)
  • “Che scoperta!!! ovvero la ricerca semi-seria di un’Italia da scoprire. Commedia brillante in tre atti” (Il Convivio Editore, 2018)
  • “La Pecheronza – Racconti radicati nel vento” (Aletti editore, 2018)
  • “Intrighi alla Rocca di Angera” (Macchione Editore, 2019)
  • “Rubli e Lire: ovvero corruzione senza confini” (PlaceBook Publishing, 2020)
  • “Vuoi Sorridere? 6 commedie comico-musicali per bambini, ragazzi… e adulti” (Il Convivio Editore, 2021)
  • “A taste of death” (Elison Publishing, 2021)
  • “Sogni a Gavirate …amori ad Angera” (Macchione editore, 2022)
  • “e…La Pecheronzancora” (PlaceBook Publishing, 2022)
  • “Identità in conflitto: Africa e dintorni” (PlaceBook Publishing, 2023)

Tra passato e futuro

Sicuramente, almeno per il momento, non ci saranno altri romanzi sulla scia di “A taste of death”. «È un romanzo unico rispetto ai miei testi pubblicati. Penso di non scrivere altro del genere. In cantiere non ho nulla di così specifico, attuale e futuribile. È unico e sarà l’unico perché è difficile scrivere una cosa del genere. Perché disturba lo scrittore a partire dalle analisi filosofiche per capire quale potrebbe essere il target di persone che possa sperimentare qualcosa come quello narrato nel libro… Queste cose mi hanno portato via tanto tempo in riflessioni che alla fine ho detto basta. Preferisco raccontare la Storia: i fatti sono quelli e devo solo girarci intorno».

In uno dei romanzi già pubblicati, però, passato e futuro si uniscono in un unico racconto. «L’ho fatto nel mio libro “Sogni a Gavirate …amori ad Angera” – rivela Ossola. Questo è il classico romanzo che usa la storia per proiettarla nel futuro, nel 3000 o nel 4000, dove la Terra non esisterà più».

Dove acquistare il libro

“A taste of death: Assaggio di morte” di Daniele Ossola è acquistabile online su Amazon.

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Articolo aggiornato in data 19 Aprile 2024
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