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Scuola all’aperto: dal centro di Acireale un esempio vincente 

La struttura è quella dell’ex Collegio Santonoceto, abbandonato e poi recuperato attraverso un lavoro enorme da parte della Zelos Onlus. Nel giro di pochi anni. Onlus che adesso si è vista premiare dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri con l’approvazione del progetto Maestra Etna

Scuola all'aperto, gruppo di bambini scopre l'ambiente e la natura

Un aranceto di 4000 metri quadrati trasformato in una scuola all’aperto. Uno spazio enorme dove i bambini giocano, si divertono e apprendono tra alberi, sorrisi, orti, libri e una biblioteca.

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Questo posto, un’oasi felice fuori dal tempo, si trova nel centro storico di Acireale. Precisamente a Corso Umberto, un po’ come se a Roma ci fosse una scuola del genere a Via del Corso oppure a Milano, nei pressi di Via Montenapoleone.   

Scuola all'aperto, i disegni dei bambini e alle spalle l'agrumeto della scuola
I disegni dei bambini nell’agrumeto

Scuola all’aperto nell’’ex Collegio Santonoceto

Scuola all'aperto, ecco una lezione con il maestro e i giovani studenti
Lezione all’aperto

La struttura è quella dell’ex Collegio Santonoceto, abbandonato e poi recuperato attraverso un lavoro enorme da parte della Zelos Onlus. Nel giro di pochi anni. Onlus che adesso si è vista premiare dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri con l’approvazione di Maestra Etna, progetto che ha come finalità «la tutela dell’ambiente, della natura e la promozione di stili di vita sani e che coinvolgerà 100 bambini tra i 3 ai 14 anni». Già, l’ambiente. Un tema attualissimo, centrale nel recovery fund ma anche a livello planetario, tanto che Leonardo Di Caprio l’ha messo come “protagonista“ del suo docufilm.   

«Il progetto è stato presentato lo scorso luglio, dopo il primo lockdown. E’ una risposta alle conseguenze psicologiche subite dai bambini, impoveriti a livello sociale. Volevamo dare una risposta concreta all’esigenza dei bambini di tornare a contatto con i compagni e allo stesso tempo con la natura. Sono già partiti i primi laboratori, legati all’arte, alla musica, alla filosofia e al riciclo. L’educazione all’ambiente avviene anche attraverso dei corsi di sopravvivenza in natura», ci spiega Stefania Ferrara, vicepresidente della Zelos Onlus, costituita nel 2013 da Stefano Curcuruto. 

A Casa di Momo: educazione a 360° 

La scuola all’aperto di Acireale è un esempio vincente, in continua crescita. E ha un nome particolare: si chiama, infatti, A Casa di MomoComprende l’Asilo nel Bosco, la Scuola Primaria nel Bosco, un Centro Ludo Educativo e un Centro DSA BES Doposcuola, con tutor specializzati sui disturbi specifici dell’apprendimento. Insomma, una scuola a 360°. Inclusiva e rivolta alla «riappropriazione della natura ma anche della città, attraverso attività da svolgere sul territorio, come per esempio l’Etna, ma anche sul territorio urbano».

«Da dove nasce il nome? Momo è il titolo ma anche la protagonista di un libro dell’autore della Storia Infinita. E’ una piccola orfanella adottata da una popolazione di un paesino che si mette a difendere il tempo».   

Un vanto per la Sicilia 

A Casa di Momo – scuola all’aperto di Acireale che è un vanto per la Sicilia e il Sud Italia – «i maestri accompagnano i bambini alla scoperta della natura», sottolinea Stefania Ferrara.

Ancora: «Puntiamo sulla relazioni, sull’autonomia e sulla gestione di se stessi e delle proprie cose. Stimoliamo la curiosità e puntiamo sul gioco e sui sorrisi per l’apprendimento. Perché l’apprendimento deve essere legato ad un’emozione positiva. Se fosse legato alla paura c’è il serio rischio di compromettere il futuro dei bambini». 

Scuola all’aperto: l’importanza dei libri 

La scuola all’aperto di Acireale ha messo al centro del progetto anche i libri. Infatti, al suo interno è sorta una biblioteca grazie al supporto della Fondazione Atene e Roma. Conta circa 700 testi adatti ai piccoli. 

«Il libro è fondamentale, il percorso alla lettura da noi parte dai 12 mesi. Avere una biblioteca a disposizione è una cosa meravigliosa – dice Stefania Ferrara – I bimbi spesso si mettono in cerchio e leggono i libri, in maniera naturale. La lettura fa parte del loro quotidiano. Sono curiosi, lo fanno autonomamente. Infatti, molti di loro già a 4-5 anni sanno leggere».   

Tra l’altro, una delle idee è quella di creare delle piccole casette di legno nell’agrumeto dove inserire parte dei libri. Per realizzare così una biblioteca diffusa e immersa tra gli odori della zagara che avvolgono A Casa di Momo.         

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