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RomAltruista, Cipparone: «Rischiamo di chiudere. Aiutateci»

Mauro Cipparone, presidente della Onlus che dal 2001 si occupa di organizzare attività di volontariato nella Capitale, lancia un appello per una raccolta fondi che aiuti l'associazione a superare questo periodo di difficoltà a causa dell'emergenza sanitaria che ha bloccato molte loro attività

Dedicare un po’ del proprio tempo libero per aiutare gli altri. Un’iniziativa nobile racchiusa in un’unica parola: volontariato. E a Roma, da quasi 10 anni c’è un’associazione che si occupa di mettere in contatto privati e aziende con le tante realtà del terzo settore che operano sulla scena romana.

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Si tratta di RomAltruista, Onlus fondata nel 2011 per rendere facile e flessibile la partecipazione al volontariato nella Capitale. Come ci spiega il suo presidente, Mauro Cipparone. L’idea dell’associazione è nata «dall’esperienza personale di alcune persone, fra cui me, di avere difficoltà a fare volontariato e di riuscire a combinarlo con una vita lavorativa e sociale piuttosto impegnata. Dalla constatazione che non esisteva una formula per fare volontariato in modo semplice e soprattutto flessibile, quando uno ha la possibilità».

Come funziona il vostro lavoro?

«Ispirandoci a modelli che già esistevano all’estero, in particolare negli Usa, è nata l’idea di RomAltruista, un sito che ci permette di fare volontariato e creare attività su Roma in qualsiasi giorno e in qualsiasi fascia oraria. Soprattutto, attività a cui si può partecipare soltanto quando si vuole. Quindi quando una persona ha qualche ora di tempo, cerca un’attività nel nostro calendario che può fare in quelle ore, si iscrive, va e partecipa».

Quali sono i passaggi successivi?

«Quando una persona decide di partecipare riceve una mail, con l’indirizzo a cui presentarsi e i contatti della persona che guiderà i volontari, in quanto ogni attività ha un capo progetto esperto che è lì per facilitare l’inserimento. Sono tutte attività che già esistono e hanno già un numero di volontari per cui i volontari di RomAltruista si aggiungono e danno una mano».

Cosa succede se ci si accorge all’ultimo momento di non poter partecipare?

«Se si ha un impedimento e non ci si può più presentare, nella mail c’è un link con cui si avvisa il capo progetto che non si può partecipare. Se mancano poche ore bisogna telefonare».

Come vengono scelti i vostri progetti?

«Noi offriamo a qualsiasi associazione non profit di Roma la possibilità di essere presenti sul nostro sito senza alcun costo. L’unica condizione è che deve trattarsi di un’attività compatibile col volontariato flessibile. Questo perché ci sono attività che richiedono competenze specifiche come il Telefono Azzurro o il supporto psicologico, o attività di tipo infermieristico. Queste, chiaramente, non sono adatte a persone che si presentano per la prima volta e comunque vogliono fare qualcosa».

Quanti sono in media i partecipanti alle vostre attività?

«Il numero dei partecipanti varia in base all’evento e alla fascia oraria e mille altri parametri fra cui, non ultima, la crisi dovuta alla pandemia. Quindi, mediamente prima della crisi avevamo circa 300 attività al mese e partecipavano un migliaio di volontari».

Cos’è cambiato con l’emergenza sanitaria dovuta al Coronavirus?

«La pandemia ha cambiato moltissimo, non solo per noi, ma per tutte le associazioni non profit. Moltissime hanno dovuto interrompere le loro attività in quanto si trattava di attività che per loro stessa natura richiedevano un’interazione umana. Persino attività di primissima necessità come ad esempio la distribuzione dei pasti ai senzatetto, per fortuna solo per un breve periodo, ha dovuto interrompersi quando nel primo decreto non era previsto fare volontariato neanche per questa tipologia di attività. Questo, poi, è stato corretto e con le dovute precauzioni è stato permesso di svolgere questo tipo di attività». 

RomAltruista
Alcuni volontari distribuiscono del cibo (foto da Facebook: @romaltruista)

«Tuttavia, l’impatto sul nostro calendario è stato notevole perché sostanzialmente abbiamo dovuto interrompere quasi tutte le attività in calendario e solo adesso lentamente, alcune prime attività stanno riprendendo. In aggiunta a questo c’è stato anche un impatto economico. RomAltruista oltre a facilitare l’incontro fra volontari e associazioni fra privati, lo fa anche fra aziende. Si tratta di società che vogliono fare attività di volontariato con i propri dipendenti. Quindi RomAltruista li aiuta a identificare un’associazione che possa aver bisogno di un gruppo di volontari e così va a fare volontariato in gruppo. Questa per noi era anche un’occasione di fundraising importante in quanto poi noi chiedevamo alle aziende una donazione a fronte di questa attività. Queste attività sono state completamente interrotte e questo ha comportato sostanzialmente una crisi di cassa».

Quante di queste attività riuscivate ad organizzare?

«A seconda dei periodi dell’anno da 2 a 4 attività al mese. Alcuni mesi anche di più. Ogni attività poteva coinvolgere anche 50 dipendenti di un’azienda. Quindi parliamo di attività che hanno un grosso impatto. Come ad esempio andare in un parco pubblico e ritinteggiare tutte le panchine, aggiustare i giochi per i bambini, pulire il parco. Cose di questo tipo. Oppure andare nelle sede di un’associazione non profit, ritinteggiarla tutta e aggiustare quello che non funziona. Quindi attività di una certa complessità e che portano un beneficio ai riceventi. E per noi era la nostra fonte primaria di finanziamento». 

Poi la pandemia ha bloccato tutto.

«Sì. Sia per motivi sanitari, in quanto i gruppi non possono più essere a contatto, e anche perché le aziende hanno avuto altre preoccupazioni e altre difficoltà economiche loro stesse, quindi hanno tagliato tutte quelle che sono per loro spese che fanno anche molto volentieri, ma sono spese non fondamentali per la loro attività».

Per questo avete organizzato una raccolta fondi.

«Esattamente. Purtroppo questa crisi rischia di farci chiudere, perché RomAltruista ha delle spese fisse di struttura, come l’affitto dell’ufficio e due dipendenti che garantiscono una continuità e una professionalità del servizio. Quindi, non avendo più introiti abbiamo lanciato una campagna. È un appello a tutti i nostri volontari, tutte le persone che ci conoscono, a fare delle donazioni per farci arrivare fino alla fine dell’anno sperando che nel 2021 cambi la situazione e si torni alla normalità».

Ora riuscite a organizzare qualche evento o è ancora tutto fermo?

«Alcune associazioni hanno espresso la volontà di ripartire e sono già nel nostro calendario. Altre aspetteranno fino a dopo l’estate, in quanto la tipologia di attività non si presta a farlo seguendo le indicazioni di sicurezza che sono previste. Inoltre, stiamo facendo uno scouting fra le nostre associazioni per capire quali sono i loro bisogni e se possiamo adattare il volontariato, trovando altre modalità di aiuto che non sono quello che facciamo tradizionalmente attraverso il nostro sito. Ad esempio, potrebbe trattarsi di volontariato digitale dando un sostegno attraverso attività che si possono fare da casa. Ma ancora è presto a dirsi perché parliamo di una cosa che abbiamo appena iniziato».

Come si può partecipare alla raccolta fondi?

«Se qualcuno vuole aiutarci, il sito per farlo è donazioni.romaltruista.it».

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