Olivante, Morrone: «Siamo i mercanti d’olio dell’era moderna»

La startup, nata nel 2019 grazie all'intraprendenza di due fratelli pugliesi, Marco e Mario Morrone, ha come obiettivo quello di mettere in collegamento i ristoratori con i piccoli produttori locali. E, recentemente, ha travalicato i confini riuscendo a portare un olio made in Italy in un ristorante austriaco

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Olivante
Mario e Marco Morrone, fondatori della piattaforma Olivante.it

Dimmi cosa cucini e ti dirò che olio usare. È questa, in sintesi, la mission di Olivante, piattaforma digitale specializzata nel commercio di olio Evo. La startup, il cui nome è una crasi tra olive e mercante, nasce nel 2019 grazie all’intraprendenza di due fratelli pugliesi, Marco e Mario Morrone. L’obiettivo: permettere ai ristoratori di ampliare le proprie scelte potendo attingere alle eccellenze di tanti piccoli produttori locali.

Durante un periodo in cui si trovavano al nord, per studio e lavoro, ricorda Mario Morrone, «portavamo spesso dell’olio da far assaggiare ad amici e colleghi. E viste le reazioni, ci siamo chiesti perché solo noi dovessimo conoscere le qualità di quell’olio. Così abbiamo iniziato a fare una serie di test per vedere come avrebbe risposto il mercato online». I risultati, molto positivi, di 3 mesi di test hanno portato allo sviluppo della piattaforma.

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Come funziona: dai produttori…

Il funzionamento di Olivante.it è molto semplice, tanto per i produttori quanto per i ristoratori. Nel caso dei produttori, ci spiega Mario Morrone, chi utilizza la piattaforma deve compilare un questionario per verificare che rispetti una serie di standard. Ad esempio, l’olio deve essere confezionato e l’etichetta deve essere stata approvata. Inoltre, l’azienda deve essere iscritta al Sian (Sistema informativo nazionale agricolo). Questo registro permette di tracciare ogni movimento che viene fatto all’interno del frantoio e certifica la provenienza dell’olio. «È una forma di garanzia, sia che l’azienda sia in regola con tutta una serie di adempimenti, ma soprattutto è una garanzia per il consumatore». Una volta raggiunto un accordo con il produttore, si stipula un abbonamento annuale «che comprende tutta una serie di servizi tra i quali l’intermediazione commerciale, la gestione delle fatture e della logistica».

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…ai consumatori

Nel caso dei ristoratori, prosegue Morrone, il procedimento è ancora più semplice. «Arrivati sul sito, possono scaricare la nostra guida agli abbinamenti e la carta digitale degli oli che abbiamo creato. Grazie a questa è facile fare match con i propri ingredienti. Sulla base di quella che è la propria cucina c’è un olio specifico, adatto per loro piuttosto che per altri ristoranti». Nella scelta di un olio, ricorda l’imprenditore, la cosa più importante non è scegliere quello «migliore, che costa meno, o che sia più vicino, ma l’olio più adatto alla propria cucina. Visto che le cultivar autoctone in Italia sono più di 400, è chiaro che ad ogni piatto potrebbe essere assegnato un olio diverso».  Per quanto riguarda la scelta vera e propria, il comportamento varia in base al ristoratore. «Molti, preferiscono “farsi guidare” sia nella scelta che nell’acquisto. Una volta ricevuta la carta degli oli possono contattarci sia telefonicamente che via mail e insieme analizziamo quali potrebbero essere gli oli più adatti. Altri, invece, che sono più abituati a lavorare online o hanno più dimestichezza con questo tipo di rifornimenti, preferiscono fare da soli, informandosi sui prezzi e facendo l’ordine direttamente per email o al telefono».

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Purtroppo, almeno per il momento, il servizio non è disponibile per i privati. «Solo i ristoranti possono scaricare la carta degli oli. Inoltre, l’acquisto sarebbe con la partita  iva e ci sono una serie di dettagli legati alla ristorazione». La mission di Olivante, afferma Morrone, è «qualità al piccolo produttore grazie alla ristorazione. Perché è l’unico modo che hanno per crescere in maniera continuativa. Il privato può comprare da 20 a 50 litri all’anno, ma non è quello che aiuta il piccolo produttore che, invece, ha bisogno di acquisti frequenti».

Oltre i confini

Attualmente, i produttori legati a Olivante sono 15, provenienti da Puglia, Molise, Sicilia e Toscana. Le cultivar rappresentate, invece, sono più di 20. Per quanto riguarda i ristoranti ci dice Morrone, «la maggior parte sono in Puglia, seguiti dalla Lombardia». 

A questi, recentemente, si è aggiunto il primo ristorante all’estero. Si trova a Kitzbühel, in Austria, ed «è stato un acquisto molto importante perché fa parte di alcuni test di mercato che abbiamo fatto con ristoranti italiani all’estero. Si è subito innamorato di Olivante, del produttore e dell’olio che gli abbiamo proposto». Morrone spera che questo sia il primo di tanti perché questo starebbe a significare un crescente successo della piattaforma. Nel prossimo futuro, conclude, oltre a un allargamento del team «l’obiettivo a breve termine è arrivare su tutto il territorio nazionale. Prima raggiungeremo un numero sufficiente di cultivar e prima potremo imporci come leader per questo tipo di servizio».