Magaldi Green Energy, quando l’energia viene dalla sabbia

La tecnologia dell’accumulo termico permette di stoccare l’energia in eccesso di un impianto solare o eolico per utilizzarla quando sole e vento scarseggiano. Il vice presidente Raffaello Magaldi ci spiega in un’intervista i dettagli di questa idea innovativa

L’innovazione è, senza dubbio, l’alleata principale della transizione ecologica. Per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità previsti dal green deal europeo e contribuire così alla decarbonizzazione del nostro Paese e non solo, non bastano interventi sparsi sulle rinnovabili o sul riciclo. È importante anche concentrarsi nella ricerca di nuove forme di energia, soprattutto in questo periodo in cui a causa del conflitto in Ucraina si cerca di ridurre, fino a superare, la dipendenza energetica dal gas russo. Puntare su fonti di energia alternative e soprattutto sulle rinnovabili è senza dubbio la strada principale, superando i possibili punti deboli. Una soluzione viene dalla tecnologia dell’accumulo termico. Un’idea totalmente made in Italy, brevettata dalla startup Magaldi Green Energy (MGE), che permette di stoccare l’energia in eccesso prodotta da un impianto per utilizzarla quando sole e vento scarseggino.

Lo sviluppo di questa tecnologia, come ci spiega in un’intervista Raffaello Magaldi, Executive Vice-President Commercial & Technical Operations della società, è valso alla Magaldi Green Energy l’inserimento come Technology Provider nel prestigioso LDES Council (Long Duration Energy Storage Council). Promosso da McKinsey, è nato a Glasgow in Scozia in occasione della COP26, l’ultima Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, il cui primo obiettivo è supportare la progettazione e lo sviluppo di soluzioni, tecnologie e politiche volte al raggiungimento della carbon neutrality. Il prestigioso riconoscimento sottolinea Magaldi, è un risultato raggiunto «grazie alla tecnologia di MGTES e al suo impegno e competenza nello sviluppo di innovazioni TES (Thermal Energy Storage)». Ripercorriamo quindi il percorso che ha portato alla nascita della startup e allo sviluppo della sua idea innovativa.

Magaldi green energy, il vicepresidente Raffaello Magaldi
Il vice presidente di Magaldi Green Energy, Raffaello Magaldi

Come nasce l’idea di Magaldi Green Energy?

«In pochi anni sono cambiate abitudini e prassi che pensavamo acquisite. La sostenibilità dei nostri comportamenti di consumo ma, più in generale, del nostro stesso modo di vivere è diventata una priorità etica e politica e non solo economica. Noi, come Gruppo Magaldi, siamo impegnati da oltre un secolo nel settore industriale e da circa quaranta anni nel settore energetico. Abbiamo 50 brevetti internazionali su tecnologie sviluppate per rendere più efficienti e sostenibili i processi di produzione, conservazione e riutilizzo di energia nel settore industriale. Oggi la nostra missione diventa ancora più urgente e, per questo, abbiamo deciso di avviare questa nuova avventura: Magaldi Green Energy. 

Da startup radicata in un terreno secolare, Magaldi Green Energy si orienta alla ricerca, allo sviluppo, alla produzione ed alla commercializzazione di tecnologie innovative nel settore dello stoccaggio di energia, anche proveniente da fonte rinnovabile».

In cosa consiste la tecnologia dell’accumulo termico?

«Le tecnologie di accumulo dell’energia permettono di risolvere il problema dell’intermittenza delle fonti rinnovabili. Per questo i sistemi di accumulo sono tra gli elementi chiave per sostituire le fonti fossili con generazione rinnovabile ed abilitare la transizione energetica. Magaldi Green Thermal Energy Storage utilizza l’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili o direttamente dalla rete per la fase di carica e successivamente rilascia energia sotto forma di calore quando necessario.

Nel dettaglio, il sistema utilizza una tecnologia di accumulo basata su un letto fluidizzato di semplice sabbia silicea, che consente la carica con energia elettrica da fotovoltaico o eolico, per loro natura intermittenti, riuscendo a immagazzinarla giorni o settimane con perdite molto limitate per poi scaricarla con continuità, secondo le esigenze dell’utenza industriale con una efficienza di ciclo globale prossima al 100 per cento.

sabbia silicea
Della sabbia silicea, utilizzata per l’accumulo termico

Il sistema a letto fluidizzato si presta ad essere caricato anche in modalità ibrida, non solo da energia elettrica ma anche da energia termica residua disponibile in diversi siti industriali. Il sistema MGTES presenta notevoli vantaggi: grandi capacità di accumulo termico (fino all’ordine dei GWh) grazie alla sua modularità, elevata efficienza, tempi di risposta rapidi, nessun impatto ambientale grazie all’impiego di materiali naturali nel pieno rispetto dell’economia circolare». 

Quali sono le applicazioni pratiche di questa tecnologia?

«Grazie alla sua capacità di integrarsi con la rete elettrica, specialmente nei Paesi a forte penetrazione di energia rinnovabile, di accumulare l’energia e restituirla sotto forma di calore nelle industrie e anche sotto forma di energia elettrica nel settore power, MGTES rappresenta uno strumento chiave per promuovere la progressiva decarbonizzazione a livello globale. MGTES rappresenta una sorta di distributore di energia verde “on demand”, risolvendo il problema dell’intermittenza intrinseco delle fonti rinnovabili quali fotovoltaico e eolico che funzionano solo in presenza di sole e vento. 

Quanto alle applicazioni pratiche, basti pensare alle tante fabbriche impegnate in settori che oggi usano combustibili fossili per i propri processi termici o elettrici e che vogliono intraprendere un percorso di decarbonizzazione. Inoltre un sistema di accumulo come MGTES si presta a flessibilizzare la rete elettrica abilitando di conseguenza l’ingresso di maggiori quote di energia da fonti rinnovabili intermittenti».

magaldi green energy, modulo tes
Un modulo TES (Thermal Energy Storage) utilizzato per la tecnologia dell’accumulo termico

Parlando di sostenibilità, qual è la situazione italiana? 

«In Italia la penetrazione delle rinnovabili è ad un buon livello (le rinnovabili nel 2021 hanno coperto il 36,4 per cento della domanda elettrica), soprattutto il PV ha tratto vantaggio degli incentivi dei vari conti energia erogati negli anni passati e tuttora in vigore. Tuttavia la sostenibilità ambientale della generazione da fonti rinnovabili si scontra con la necessità da parte del gestore della rete di poter offrire una generazione stabile e continua al Paese, essendo le fonti rinnovabili intermittenti per definizione. La situazione attuale già produce forti scompensi in determinate fasce orarie ed il problema potrà solo peggiorare con il peraltro auspicato aumento della penetrazione della generazione da fonti rinnovabili. Da qui la nascita dell’obbligatorietà di affrontare compiutamente il tema degli accumuli, l’unica soluzione che ci permetterebbe di fare realmente di più nel campo della generazione di energia in Italia dal punto di vista della sostenibilità».

Quali saranno le prossime azioni della società?

«I nostri prossimi passi sono volti in duplice direzione: da un lato un continuo sviluppo della attività di R&D che ci permetta di mantenere il livello delle nostre soluzioni tecnologiche costantemente allo stato dell’arte mondiale, da un altro uno scouting a livello nazionale, europeo e soprattutto internazionale al fine di valutare le migliori opportunità di applicazione di primi impianti su scala industriale, che ci permettano di percorrere l’ultimo miglio e validare la tecnologia (STEM/MGTES) agli occhi dei maggiori players del settore». 

Articolo aggiornato in data 23 Maggio 2022
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