Covid-19 Roma tre professore Paolo Branchini

Ripartire, con calma e cautela, ma ricominciare a vivere con una chiara strategia per il dopo Covid-19. È l’appello che circa centocinquanta docenti universitari tra medici, scienziati, giuristi ed esperti di altri settori degli atenei di tutta Italia hanno sottoscritto e inviato nei giorni scorsi al Governo.

Con una precisa richiesta: proporre un piano di ripartenza per il dopo pandemia, senza perdere tempo prezioso.

Le richieste dei docenti per il dopo Covid-19

Dalle università di Roma, Pisa, Napoli, Padova, Milano, Pavia, Perugia, Bologna, Trento, solo per citarne alcune, l’invito dei centocinquanta docenti a pensare al futuro prossimo è pressante: “Rimettere in moto il Paese è un priorità che deve accompagnarsi alle misure di contenimento sulla diffusione del virus Covid-19” – spiega Paolo Branchini, responsabile dell’Istituto nazionale di fisica nucleare di Roma Tre, tra i primi firmatari dell’appello -.

“Le attuali restrizioni per contrastare il Covid-19 sono basilari e vanno necessariamente fatte rispettare. Allo stesso tempo, però, non è pensabile bloccare per mesi il Paese senza una strategia di uscita. E questo riteniamo che sia il momento giusto per mettere in campo energie e risorse per pianificare un graduale, e soprattutto controllato, ritorno alla normalità”. 

Modello Corea del Sud

L’appello di questi docenti non è un generico invito a ‘fare qualcosa’, ma si basa su un modello che pare abbia già funzionato con l’emergenza Covid-19. “In Corea tamponi e test sierologici assieme ad app di tracciamento si sono rivelati strumenti efficaci per ridurre rapidamente il propagarsi del virus –aggiunge Branchini-.

Noi tutti firmatari dell’appello riteniamo che questo modello sia riproponibile in Italia, nel rispetto della privacy, insieme con un uso più intenso delle mascherine”. E non finisce qui: nella strategia di uscita dei professori c’è spazio anche per misure ‘forti’ di isolamento in strutture diverse dalle abitazioni private.

Conclusioni

“Evitare il contagio è un obiettivo prioritario che nella fase di ripartenza potremmo perseguire con l’isolamento dei positivi in luoghi che evitino il contatto quotidiano con i conviventi” – specifica il docente di fisica di Roma Tre -.

“Questa misura, meno onerosa per il sistema sanitario, potrebbe trovare concreta applicazione sfruttando gli hotel e le case vacanza oggi praticamente vuoti. E proprio in questi luoghi mettere in quarantena tutte le persone infettate dal Covid-19, identificate in precedenza, separandole momentaneamente dalle altre”. 

Tenere bloccato un paese ancora per diversi mesi non è pensabile, perché avrebbe conseguenze economiche e sociali devastanti”, conclude il suo ragionamento il dottor Branchini.