Chainside, Giustozzi: «Bitcoin, stablecoin e Broker: così anticipo il futuro»

Possiamo pagare una corsa in taxi in Bitcoin? E una cena? E un prodotto online? La risposta è sempre affermativa. La risposta è: Chainside. Nome inglese, cuore italiano. Per capire come è possibile, però, dobbiamo prima chiederci quale è la differenza tra apparenza e concretezza...

Possiamo pagare una corsa in taxi in Bitcoin? E una cena? E un prodotto online? La risposta è sempre affermativa. La risposta è: Chainside. Nome inglese, cuore italiano. Per capire come è possibile, però, dobbiamo prima chiederci quale è la differenza tra apparenza e concretezza. Del resto, nel variopinto mondo di chi si occupa di criptovalute si trova di tutto e di più, soprattutto sui social.

Perché è facile farsi una foto con i grattacieli di Dubai sullo sfondo e “sparare“ previsioni sull’andamento di Bitcoin, Ethereum, Solana e Quant nelle storie Instagram. Il costo medio per confezionare lo scatto è di 1000 euro. Nella peggiore delle ipotesi. Con quella cifra, poi, ci scappa pure una cena da Salt Bae. Sale a peso d’oro, tanto i “to the moon” sono gratis. Li trovi a pacchi grossi così sul pianeta Terra.        

Chainside: cosa è?

E’ un po’ meno semplice creare un’azienda nel cuore di Roma, pagare le tasse in Italia, dare lavoro a decine di ragazzi (ingegneri, matematici e informatici), studiare le dinamiche di Bitcoin e tentare di anticipare il futuro. Con una dose di concretezza che va da qui alla luna. Anzi, a Nettuno.    

Abbiamo incontrato il Ceo di Chainside, Lorenzo Giustozzi, a fine gennaio, nel quartiere generale dell’azienda che si trova a pochi passi da San Pietro. L’abbiamo raggiunto in taxi e tra i metodi di pagamento della corsa c’era proprio Chainside. Strano ma vero. E un po’ stile Inception: si va da Chainside, a incontrare il fondatore di Chainside, pagando tramite Chainside. A quale livello di sogno siamo arrivati?

Chainside tra i metodi di pagamento del taxi
Il logo di Chainside sul taxi

Chainside Pay, in parole povere, permette di ricevere pagamenti in Bitcoin sia per e-commerce (attraverso un pos virtuale) che per negozi, ristoranti, professionisti e aziende. Ma anche tramite un pos fisico messo a punto dalla startup romana.

«Ti basta una connessione ad internet ed uno smartphone per iniziare a ricevere pagamenti Bitcoin dai tuoi clienti», si legge sul sito ufficiale.

Chainside sostanzialmente fa da exchange, da scudo, da garanzia trasparente per le realtà che si affacciano al mondo Bitcoin. La conversione è immediata e in tempo reale, al prezzo di cambio (e al netto delle fee). L’azienda ha circa mille clienti: tra i più importanti ci sono Sorgenia e il network ItTaxi che conta 15mila driver. 

Il profilo di Lorenzo Giustozzi

Lorenzo Giustozzi con quadro Bitcoin
Il Ceo Lorenzo Giustozzi

Lorenzo Giustozzi ha 34 anni. Attualmente ricopre il ruolo di Ceo di Moveax e Chainside. Ha cominciato ad appassionarsi di Bitcoin nel 2012, quando era uno studente universitario. «Bitcoin valeva all’epoca 300 dollari e io ero uno studente squattrinato…». Nel 2013 si è laureato con una tesi su Bitcoin. «Su un portafoglio multifirma: una roba un po’ complessa…», ricorda con un pizzico di nostalgia Giustozzi, che alla fine dello stesso anno ha co-fondato Blockchain Education Network, organizzazione noprofit che ha come scopo la diffusione della conoscenza sul Bitcoin e sulla blockchain nelle università italiane. «Siamo arrivati a 1500 iscritti: è una bella realtà, utile per confrontarsi. Ci divertiamo molto tra accademici ed ex accademici».   

Tra l’altro Giustozzi è stato uno dei membri della task force blockchain del Mise. Un tavolo di lavoro (in realtà più tavoli, divisi per competenze) che il governo ha creato con gli esperti dei settori università, impresa e terzo settore per definire una strategia nazionale su blockchain.  

Bitcoin: tra presente e futuro

Si va subito al sodo. Dove può arrivare Bitcoin? «E’ difficile dirlo – ci dice Lorenzo Giustozzi – ma vedendo il trend degli ultimi 12 anni si può affermare che è in continua crescita da un punto di vista di capitalizzazione di mercato e quindi anche di valore del prezzo del singolo Bitcoin. Non c’è nulla che faccia pensare a una inversione del trend».

Ancora: «Bitcoin è sempre tra il 40 e il 60 per cento della capitalizzazione totale, quindi è il fenomeno portante dell’ecosistema cripto. Per come è fatto e per come funziona il meccanismo, Bitcoin è destinato a restare perché è fatto molto bene, pensato bene, e poi oggi ci sono degli interessi economici enormi. Bitcoin ci sarà ancora tra un decennio. Forse varrà molto di più di quello che vale ora, lo dico basandomi sullo storico, ma non è detto che tanti di quei fenomeni che al momento appassionano i trader ci saranno. Ci sono migliaia di criptovalute in circolazione. Molte sono anche bolle. Bitcoin è un fenomeno che è qui per restare».

«Adesso siamo in uno dei tanti cicli di Bitcoin. E’ sceso, ma se uno vede il valore degli ultimi anni è tutto nella norma. E’ chiaro che chi entra nel picco ora è in perdita. Ripeto: Bitcoin dovrebbe essere visto come un investimento a lungo termine».  

Poi un passaggio su El Salvador: «E’ stato un bel passo in avanti. El Salvador ha avuto il merito di far uscire Bitcoin dal perimetro in cui era confinato, cioè moneta del web, moneta degli scambi illegali. Il fatto che una nazione legalizza Bitcoin fa capire le potenzialità che ci sono».

Focus sulle stablecoin

Chainside è la sua creatura. E’ stata creata nel 2016 e in questo momento è leader del mercato nel settore pagamenti. «Ma la crescita è stata rallentata perché inizialmente c’era un vuoto normativo, poi parzialmente colmato. Durante i primi anni era complicato capire come muoversi dentro i limiti della legge. Bitcoin oggi non è più una parola magica, ma è riconosciuta e chiaramente ci deve essere un controllo in termini di antiriciclaggio».

Chainside permette di ricevere pagamenti in Bitcoin, ma prossimamente si aprirà ad altre soluzioni. «Il discorso sulle stablecoin è molto interessante – continua Giustozzi – In futuro saranno usate su larga scala. E come si evince dal nome sono stabili. Quindi, a differenza di altre monete, non soffrono del problema della volatilità. Ci stiamo lavorando».

Poi si passa a un esempio concreto, di come le stablecoin, come Tether (USDT),  possono tornare utili nel mondo reale: «Oggi si parla molto di moneta programmabile, Bitcoin è una moneta programmabile, quindi dentro una trattazione Bitcoin tu puoi scrivere delle condizioni di spesa, puoi definire a monte il comportamento della transazione. E questo abilita dei casi d’uso interessanti per esempio sui rimborsi automatici di un’assicurazione in caso di annullamento dei voli. Si può fare in automatico se si determinano le condizioni che fanno al caso tuo. Ma chiaramente non si può fare su Bitcoin perché è troppo volatile, al contrario delle stablecoin, tendenzialmente stabili, che sono ugualmente programmabili. Integreremo sicuramente le stablecoin nel nostro sistema».    

La grande novità: Broker 

Si chiama Chainside Broker. E’ il nuovo servizio che si va ad affiancare a Chainside Pay. «Con il nuovo servizio permettiamo la compravendita di criptovalute in stile private banker e la custodia delle stesse. Ma non ci dedichiamo al mercato retail, al privato che vuole compare 50 euro di Bitcoin. Diventeremo un punto di riferimento italiano, con conti bancari italiani e contrattualistica italiana che ti permette di acquistare e vendere criptovalute in maniera sicura. Il ticket di ingresso è di circa 30mila euro». 

Chainside, la sede e le postazioni
La sede della startup romana

«Insomma, non è per tutte le tasche. Ma questo perché il mercato retail è già coperto dato che ci sono tanti servizi sia italiani che internazionali, come per esempio Kraken e Binance. Preferiamo offrire un servizio a chi ha una discreta disponibilità economica e quindi ha bisogno di essere seguito da gente che se ne intende. Del resto, se compri 100 euro di criptovalute ti puoi anche permettere di perdere le chiavi del wallet – chiude Lorenzo Giustozzi – quando inizi a muovere un po’ più di soldi hai bisogno di avere qualcuno al tuo fianco. E noi siamo qui».   

Con questa mossa Chainside potrebbe definitivamente spiccare il volo e diventare una gemma ancora più unica del  panorama nazionale.   

Articolo aggiornato in data 10 Marzo 2022
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