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Asti, Linda Frei: «La natura mi aiuta ad arrivare al cuore delle persone»

L'operatrice certificata: «Spesso manca l’aspetto del rendersi conto del dove si è, di dare valore al momento, al qui e ora. Il Bagno di Foresta e la Forest Therapy non rappresentano né una setta né una religione, non hanno nulla esoterico. Perché alla base c’è la ricerca scientifica. Gli effetti positivi, infatti, sono misurabili»

Asti e il primo piano di Linda Frei nel bosco

La natura chiama e l’uomo ha la possibilità di rispondere. Ad Asti come nel resto del mondo. La puoi chiamare in italiano (Bagno di Foresta), in lingua inglese (Forest Bathing), oppure in versione originale, in giapponese (Shinrin-yoku). Stampa Italiana si è già occupata di questa pratica che nasce in Oriente e che si sta sviluppando in tutto il pianeta, Italia compresa. Perché fa bene alla salute fisica e mentale secondo la scienza. 

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Per approfondire l’argomento abbiamo contatto Linda Frei, un’operatrice certificata di Forest Bathing e di Forest Therapy che vive in provincia di Asti e che si è “innamorata” della natura che circonda il Parco Paleontologico Astigiano. «In questi boschi ci ho visto tanto valore», dice senza giri di parole. Linda parla quattro lingue, di mestiere fa l’ingegnere ed è cresciuta tra l’Africa, la Francia e la Svizzera prima di trasferirsi in Italia, ad Asti. «Ma nel mio sangue c’è l’Italia perché ho due nonne originarie del Piemonte e della Sardegna. E poi ho sposato un ragazzo italiano…». 

Asti, Linda Frei passeggia nel bosco

Linda, come è nata la tua passione per la natura?   

«E’ legata alla mia infanzia. Da piccola vivevo in Africa, poi con la famiglia ci siamo spostati in Francia. Avevamo una casetta vicino a dei boschi. Ho passato tantissimo tempo a giocare libera nella natura, i miei genitori erano tranquilli. Mio papà ha studiato scienze naturali. Infatti si può dire che mi ha tramandato questa passione per tutti gli ambienti naturali, non solo del bosco. Adesso, qui ad Asti, ho trovato un posto speciale».    

Cosa hai fatto per diventare guida certificata di “Bagno nella Foresta”?

«Con l’Association of Nature and Forest Therapy ho trascorso una settimana intensiva in Slovenia e poi ho svolto 6 mesi di formazione a distanza. Inoltre, con il Forest Therapy Institute ho svolto la formazione continuativa per diventare operatrice secondo i lori criteri. Per il momento, però, ho solo condotto sessioni di Bagno di Foresta ad Asti e non ho ancora avviato collaborazioni di Forest Therapy con professionisti della salute ma spero di farlo appena la pandemia sarà un ricordo».

Perché questa scelta? 

Asti, un piccolo gruppo passeggia in mezzo al natura

«Il mio sogno, da sempre, è “salvare il pianeta” e fare del bene alle persone. Quindi cerco di lavorare alla fonte, al cuore delle persone attraverso la natura. Tanti passano poco tempo a contatto con la natura, altri pensano che il bosco sia un parco divertimenti. Spesso manca l’aspetto del rendersi conto del dove si è, di dare valore al momento, al qui e ora».

«Il Bagno di Foresta e la Forest Therapy non rappresentano né una setta né una religione, non hanno nulla esoterico. Perché alla base c’è la ricerca scientifica. Gli effetti positivi, infatti, al corpo sono misurabili».   

Quindi, lanciamo un appello?

«Le passeggiate a contatto con la natura fanno bene, se fatte con un accompagnatore ancora meglio. Perché la guida conosce anche i pericoli e riesce a creare un quadro di sicurezza complessivo. Spesso si vedono persone che parlano tutto il tempo o che fanno foto con il telefonino. La guida ti aiuta anche a staccare, a pensare meno ai problemi, a rilassarsi e quindi a rigenerarsi attraverso i sensi». 

Fare la guida ad Asti può diventare la tua attività principale?

«Non lo so. Vanno visti gli sbocchi, quanto si può vivere solamente di questo. Mi occupo principalmente dell’efficenza energetica degli edifici, ma sarebbe fantastico riuscire a dedicarmi alla natura al 100%, alle cose che fondamentalmente mi piacciano di più».  

Il Bagno nella Foresta si può fare nonostante il periodo segnato dal Covid?

«Con i gruppi ristretti si può mantenere la distanza in mezzo alla natura. E’ chiaro che, per esempio, non si può fare la cerimonia del tè, così come avere a che fare con il cibo». 

Parlaci del Parco Paleontologico Astigiano e della sua natura…

«In Piemonte ci sono zone boschive molto belle, particolarmente in montagna, ma sono riuscita a vedere comunque il valore dei nostri piccoli boschi di Asti. Ma soprattutto quelli delle riserve naturali del Parco Paleontologico Astigiano… dove una volta c’era il mare! Mi piace l’idea di proporre qualcosa di locale, quanto possibile in collaborazione con le strutture ricettive dei luoghi (b&b, agriturismi, ristoranti), al fine di allargare le proposte di ecoturismo. Al contrario di ciò che è diventato il turismo al mare vorrei che i Bagni di Foresta rimangono sempre rispettosi della tranquillità e fragilità dei luoghi naturali visitati. Con la mia attività di operatrice faccio del bene agli altri e mi sento bene io. E’ bello quando ti dicono “è la prima volta che riesco a staccare davvero la spina”». 

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