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Vino, il NYT inserisce 5 etichette italiane fra le 20 migliori del mondo

Per bere bene non è necessario spendere cifre eccessive. Lo conferma questa classifica stilata dal critico del New York Times, Eric Asimov. Trovano posto vini del nostro Paese poco conosciuti, ma di grande qualità, insieme ad alcune sorprese

5 bottiglie di vino
(Photo by Thomas Thompson on Unsplash)

Viaggiare così come andare a cena fuori sono piaceri che, in questo anno segnato dalla pandemia, abbiamo dovuto mettere da parte. Gli unici sfizi ancora concessi sono una buona cena a casa, magari accompagnata da un buon vino. Quest’ultimo, inoltre, può con i suoi aromi e sentori trasportarci verso il luogo in cui è nato, permettendoci in qualche modo di trasportare i nostri sensi. Ne è convinto Eric Asimov, critico del New York Times, che ha stilato una lista dei 20 migliori vini al mondo.

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Tuttavia, qualcuno potrebbe obiettare che il viaggio rischia di essere costoso. Nulla di più falso. Bere bene, infatti, non deve essere necessariamente dispendioso come dimostra la guida del NYT. I 20 vini selezionati, infatti, non superano i 20 euro a bottiglia. E buona parte di questi sono etichette del nostro Paese. Una notizia, in parte prevedibile dato che l’Italia è uno dei Paesi al top per l’esportazione di vini nel mondo. Non mancano, però, le sorprese.

Alcune bottiglie di vino in un'enoteca
Interno di un’enoteca

La classifica

Si comincia subito dalla prima posizione. Il viaggio enologico, proposto da Eric Asimov, inizia dalla Spagna nella regione dei Paesi Baschi. Txakolina (2019) di Artomaña è un vino frizzante che negli ultimi 15 anni ha avuto una gran diffusione e successo negli Stati Uniti. Ottimo, consiglia l’esperto, per un aperitivo o per accompagnare piatti a base di pesce. Il costo è di 19,99 dollari, circa 16,50 euro. Segue in classifica un vino australiano. Un Black Label Riesling (2018) di Alkoomi, proveniente dalla zona sud-occidentale dell’Australia. Si tratta di un vino «asciutto, vivace e strutturato, con aromi di scorza di lime e pietre bagnate». Il prezzo è di 19,96 dollari pari a 16,45 euro. Il gradino più basso del podio spetta alla California. È un vino rosso della zona di Clements Hills prodotto da Maître de Chai e venduto a 19,99 dollari (16,50 euro). Ideale, ricorda Asimov, per piatti a base di carne, hamburger e costolette.

I vini italiani

Subito fuori dal podio ecco la prima etichetta del nostro Paese. Si tratta di “1480-l’Inizio” della famiglia Odoardi. L’annata perfetta di questo vino calabrese, spiega Asimov, è il 2015. E aggiunge: «Questa miscela rossa, incentrata sull’uva gaglioppo, è affumicata, tannica e un po ‘selvaggia, come la Calabria, ma concentrata e deliziosa». Il costo è di 14,99 dollari che al cambio corrispondono a poco più di 12 euro.

Bottiglie di vino
Bottiglie di vino (Photo by Klara Kulikova on Unsplash)

Il secondo vino italiano è un Catarratto Masso del 2018, prodotto in Sicilia da Feudo Montoni. Nella classifica del NYT è al sesto posto e parlando delle origini, Asimov ricorda come nonostante il Catarratto sia l’uva bianca più coltivata in Sicilia, non gode di grande reputazione. In questo caso, però, la resa è ottima e il vino è perfetto da abbinare con pesci delicati e crostacei. Il costo in America è di 19,99 dollari ossia 16,50 euro. 

Per trovare un’altra etichetta italiana bisogna scendere la classifica fino alla tredicesima posizione. Un Marche Bianco “di Gino” (2019) della Fattoria San Lorenzo ottenuto da vitigni verdicchio. La cantina produce un vino «vivace, energico, salino e asciutto». In America è venduto a 17,99 dollari, pari quasi a 15 euro. Gli ultimi due vini italiani si trovano rispettivamente in 15esima e 16esima posizione. Si tratta di un Grosjean Torrette (2019), vino rosso biologico della Valle d’Aosta, e di un Dolcetto d’Alba (2019) dell’azienda agricola piemontese Cascina Fontana. Entrambe le etichette costano quasi 20 dollari (19,96 e 19,99), circa 16,50 euro l’una.

Economici ma di qualità

Tutta la classifica, con i giudizi di Asimov sulle varie etichette, è consultabile sul New York Times. Il critico ricorda come questa sia solo una parte del vasto mondo del vino. La scelta delle etichette non comprende zone molto famose per la produzione di vino perché «fare affari in quei posti aumenta, così come il costo dei vini». Inoltre, al di fuori delle etichette riportate ne esistono anche molte altre di qualità, ma poco conosciute. Per scoprirle, ricorda Asimov, basta recarsi in un negozio o un’enoteca con personale dedicato al vino e seguire i loro consigli. Dopodiché, conclude, «goditi questi vini e ciò che rappresentano dei loro luoghi di origine. Chiudi gli occhi, guarda il mondo e, se ricordi, mandami una cartolina».
Non rimane che prepararci a viaggiare col gusto e iniziare a scrivere.

bicchieri di vino
(Photo by Maksym Kaharlytskyi on Unsplash)

 

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