giovedì 25 Luglio 2024

Progetto Uni Ita, un ponte verso l’Africa

La finalità del progetto Uni Ita è quello di portare in Africa il know how italiano. Un’iniziativa che si inserisce all’interno degli obiettivi del Piano Mattei di cooperazione fra Italia e Stati africani

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Pronto a partire il progetto Uni Ita, Campus delle Arti e dei Mestieri del Made in Italy. L’iniziativa, avviata in Senegal, si inserisce nell’ambito dell’attuazione del Piano Mattei. Il progetto è sviluppato da Esperienza Italia, associazione che offre supporto alle aziende italiane, vedrà la nascita, a cominciare da Dakar, di una serie di campus dove si insegneranno materie inerenti con le arti e i mestieri del made in Italy. 

Di questo si è parlato anche nel corso di un convegno realizzato su iniziativa del senatore Marco Scurria, segretario della IV Commissione permanente del Senato (Politiche dell’Unione europea), insieme a Esperienza Italia, dove si è parlato di orientamento, formazione, lavoro e made in Italy. Il convegno è stato aperto da un messaggio del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. «Ho potuto apprezzare il lavoro che state svolgendo in Senegal, in stretta collaborazione con il nostro Paese, dando prova di come la collaborazione internazionale è indispensabile in questa fase di nuovo equilibrio che si va definendo a livello mondiale. L’Italia adesso ha l’occasione di divenire l’hub manifatturiero ed energetico tra Europa e Africa e il Governo, sta portando avanti un grande progetto che è il Piano Mattei, di cui voi siete precursori».

Inoltre, riguardo il progetto Uni Ita: «l’istituzione del Campus delle Arti e dei Mestieri del Made in Italy Uni Ita rappresenta un passo significativo per offrire formazione specializzata ai giovani senegalesi, così da garantire il trasferimento di competenze da applicare per lo sviluppo locale».

Progetto Uni Ita e Piano Mattei

La del progetto Uni Ita è quello di portare in Africa il know how italiano. Un’iniziativa che si inserisce all’interno degli obiettivi del Piano Mattei che, ha ricordato il senatore Scurria, «mette a disposizione l’Italia per l’Africa, non è un piano che punta a sfruttare l’Africa. Quindi ciò che di meglio sappiamo fare, il nostro made in Italy con le nostre imprese, con il nostro comparto, con le nostre associazioni, abbiamo intenzione di metterlo a disposizione dei Paesi africani. Si è insediata la cabina di regia per la presidenza del Consiglio, c’è stata la prima riunione e questo è proprio l’obiettivo: cooperare per crescere insieme».

Inoltre, ha aggiunto, «la Commissione europea ha riconosciuto il Piano Mattei tra i 15 progetti strategici che vengono approvati per l’Italia. Questo vuol dire una collaborazione istituzionale forte con Bruxelles, ma soprattutto anche fondi europei che possono e potranno essere messi a disposizione».

Quindi, ha concluso ricordando i prossimi sviluppi: «Una volta costituita, come abbiamo fatto, la cabina di regia, cominciare a costruire i progetti su cui investire in diretta collaborazione con i governi e con la società civile africana. Fare il primo passo per sviluppare progetti e sviluppare Paesi». 

Formare figure altamente qualificate

Obiettivo del progetto Uni Ita è puntare sulla formazione. «Adesso – ci ha spiegato Andrea Torracca, presidente di Esperienza Italia – aspettiamo l’insediamento del nuovo governo in Senegal e poi saremo onorati di partire con l’università del made in Italy. L’importanza della formazione penso che sia ormai evidente a tutti. Il nostro made in Italy non è secondo a nessuno, dobbiamo osare e credere. La più grande sfida del Piano Mattei sarà quella di far conoscere agli italiani e alle aziende italiane l’Africa. Perché il continente africano non lo conosciamo. Abbiamo una concezione sbagliata. A livello geopolitico, invece, deve essere assolutamente un partner primario».

Chi frequenterà i campus di Uni Ita, ha aggiunto Torracca, avrà a che fare con «tutto quello che sarà un processo di know how italiano: dall’agricoltura alle falegnamerie, fino all’hotellerie e alla parte turistica. Tutta la parte dei mestieri che sono frutto di anni e anni di storia. Vogliamo diminuire il gap che c’è tra la scuola e il mondo del lavoro, perciò partiremo dalle complessità e dalle problematiche. Ad esempio, se abbiamo una problematica di autosufficienza del riso, svilupperemo la parte agraria. L’obiettivo è andare di pari passo con quelle che sono le necessità del territorio che poi saranno traslate con le necessità europee che abbiamo. L’obiettivo, quindi, è formare figure professionalizzate che potranno lavorare in Italia o sul posto».

progetto uni ita, il senatore marco scurria e andrea torracca
Da sinistra: Il senatore Marco Scurria e il presidente di Esperienza Italia, Andrea Torracca

Progetto Uni Ita, si comincia dall’IA

Il primo corso del progetto Uni Ita si svolgerà a Roma. «Sarà un corso – ha ricordato Torracca – sull’intelligenza artificiale, dove porteremo qui gli studenti». Il corso sarà riservato a 50 partecipanti senegalesi che, al termine delle lezioni, saranno subito inseriti nel mondo del lavoro. Seguiranno il corso “Tecnica dell’Intelligenza Artificiale” sviluppato grazie a UniTreEdu che sarà in parte in lingua francese. I partecipanti potranno quindi approfondire metodi, settori di utilizzo, vantaggi e rischi dell’intelligenza artificiale. Inoltre, in futuro è previsto anche un corso sull’informazione finanziaria.

Per quanto riguarda il progetto Uni Ita, invece, la collaborazione non si fermerà al Senegal. «L’obiettivo – ha concluso il presidente di Esperienza Italia – è aprire altre sedi in più Stati dell’Africa occidentale».

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