Verità, chi la cerca può trovarla in una chiesa di Roma

Si tratta della basilica di Santa Maria in Cosmedin, costruita su un antico tempio romano. Sotto il suo portico ospita la maschera marmorea conosciuta come Bocca della Verità. Il nome è dovuto a una serie di storie e leggende che nel corso dei secoli ne hanno alimentato il mito

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La basilica di Santa Maria in Cosmedin
La basilica di Santa Maria in Cosmedin a Roma

Se cercate la verità potete trovarla a Santa Maria in Cosmedin. Sì, perché la piccola basilica nel centro di Roma, custodisce uno dei simboli più iconici conosciuti al mondo: la Bocca della Verità. Questa antica maschera in marmo risalente all’Antica Roma, fu portata all’interno della basilica dal 1632. Raffigurante, secondo le ipotesi, il volto di Giove o del dio Oceano era in origine un tombino, attorno al quale si è sviluppata una particolare leggenda. Quella di essere in grado di capire la verità. 

Non si tratta però dell’unico tesoro custodito all’interno di Santa Maria in Cosmedin. Basti pensare che la piccola basilica romana sorge sulle rovine dell’Ara Maxima di Ercole, il più antico edificio dedicato al semidio greco-romano.

L'interno della basilica di Santa Maria in Cosmedin
L’interno della basilica di Santa Maria in Cosmedin a Roma

Un po’ di storia 

L’edificazione della struttura si fa risalire intorno al VI secolo, quando venne costruita una diaconia chiamata Santa Maria in Schola Graeca. Il luogo, piazza della Bocca della Verità, era l’antico Foro Boario di Roma, il mercato dei buoi nei pressi del portus Tiberinus. Successivamente, nel 782, papa Adriano I fece ampliare l’edificio demolendo gli ultimi resti dell’Ara Maxima dando vita alla chiesa antistante. Questa venne quindi affidata a una colonia di monaci greco-bizantini fuggiti dalle persecuzioni degli iconoclasti d’oriente. Per questo la chiesa venne ribattezzata Santa Maria in Cosmedin. Il nome, infatti, deriva dal greco kosmidion che significa ornamento. Ancora oggi, infatti, è la sede italiana della chiesa Greco-Melkita cattolica.

In seguito, sotto il pontificato di Niccolò I (858-867), Callisto II (1119-1124) e Bonifacio VIII (1294-1303) la basilica subì una serie di lavori di restauro. Poi, tra il 1715 e il 1719, durante la riqualificazione del Foro Boario, il cardinal Albani commissionò all’architetto Giuseppe Sardi il rifacimento della facciata con uno stile barocco. Tuttavia, nel 1893, l’architetto Giovan Battista Giovenale ripristinò l’aspetto antico della struttura.

Le opere 

Originariamente il luogo in cui sorge la basilica di Santa Maria in Cosmedin era un luogo di culto pagano. E anche uno dei più importanti.

Campanile della basilica di Santa Maria in Cosmedin
Il campanile della basilica di Santa Maria in Cosmedin

Qui, infatti sorgeva un tempio dedicato ad Ercole. Oggi, su alcuni di quei resti si trova la cripta della basilica. Tuttavia, una parte delle antiche costruzioni romane è ancora presente, come dimostrano le colonne di marmo scanalate visibili sui muri anteriori della chiesa. 

Inoltre, il nome della chiesa è dovuto ai tanti ornamenti presenti. A cominciare dalle decorazioni del pavimento e al baldacchino in stile gotico che si trova sull’altare maggiore. Degno di nota anche il campanile. Costruito nel XII secolo, è alto ben 34,20 metri (con una campana risalente al 1283).

La Bocca della Verità

Il nome in realtà non è stato sempre questo, ma le venne attribuito soltanto nel 1485. Il motivo è dato dalla fama creata grazie alle tante leggende che aleggiano intorno. Si diceva, infatti, che infilando una mano all’interno, la maschera avrebbe tranciato l’arto di chi affermasse il falso. In realtà, quando avvenivano questi riti, ben nascosto dietro la Bocca della Verità si trovava un soldato pronto a tagliare la mano a chi doveva essere condannato. In seguito, sembra che di fronte a questo mascherone si recassero anche i mariti per verificare la fedeltà delle proprie mogli, confidando nel responso della Bocca della Verità. Una leggenda, però, vuole che una donna riuscì a salvarsi dal responso avverso grazie a uno stratagemma. Chiese al suo amante di fingersi pazzo e di abbracciarla dandole un bacio davanti a tutti. In questo modo la giovane potè affermare di fronte a tutti di essere stata baciata solo dal marito e dall’uomo che l’aveva abbracciata poco prima. 

La Bocca della Verità
La maschera marmorea conosciuta come Bocca della Verità

Questa, come tante altre storie, hanno alimentato il mito trasformando quello che in origine era un semplice tombino di marmo in una delle opere più rappresentative della Città eterna e conosciuta in tutto il mondo. A contribuire alla fama, in epoca moderna, la pellicola “Vacanze romane” con Audrey Hepburn e Gregory Peck. Nel film, infatti, quest’ultimo finge che la statua gli abbia “mangiato” la mano, nascondendola nella manica della giacca.