giovedì 25 Luglio 2024

Santissima Trinità dei Pellegrini, ritorna una antica tradizione

Recentemente, la facciata della Chiesa della Santissima Trinità dei Pellegrini è stata illuminata per la prima volta, grazie a un progetto che è parte integrante del restauro della facciata stessa

In piazza della Trinità dei Pellegrini nel rione Regola di Roma, si trova la Chiesa della Santissima Trinità dei Pellegrini. È la sede dell’antica Congregazione istituita nel 1548 su iniziativa di San Filippo Neri, per assistere i pellegrini che sarebbero giunti a Roma per il Giubileo del 1550 e per il sostegno spirituale e materiale verso i convalescenti indigenti dopo la loro dimissione dagli ospedali. Si diede vita così a uno dei centri più importanti di assistenza, carità e salute pubblica a Roma, che portò la Confraternita a divenire l’Arciconfraternita dei Pellegrini e dei Convalescenti. 

Recentemente, la facciata della Chiesa della Santissima Trinità dei Pellegrini è stata illuminata per la prima volta, grazie a un progetto curato dalla Soprintendenza Speciale di Roma e realizzato dall’architetto Egidio Ferrara. Un intervento che è parte integrante del restauro della facciata della chiesa. Inoltre, a partire dal 2025, in occasione del Giubileo, riprenderà una storica tradizione.

Santissima Trinità dei Pellegrini, cenni storici

Nel 1558 Papa Paolo IV concesse in uso all’Arciconfraternita la Chiesa di San Benedetto de Arenula con annesso un grande edificio adiacente. Quest’ultimo venne donato nel 1579 da Gregorio XIII divenendo così ospedale-ospizio, con camerate per il ricovero dei malati, dormitori e refettori. 

Il 26 febbraio 1587 avvenne la posa della prima pietra della nuova chiesa intitolata alla Santissima Trinità dei Pellegrini, dopo aver provveduto alla demolizione del preesistente edificio sacro, che all’epoca versava in condizioni molto precarie. Ad iniziare i lavori fu Martino Longhi il Vecchio al quale, nel 1603, subentrò Paolo Maggi che portò a compimento l’opera nel 1616, a esclusione della facciata. 

I primi restauri

Già alla fine del XVII secolo si evidenziarono alcuni problemi strutturali, che comportarono un importante restauro diretto nel 1699 da Giovanni Battista Contini, il quale inserì le colonne nella crociera della chiesa per rinforzare il sostegno della cupola che rischiava di crollare. La facciata fu commissionata da Giovan Battista de Rossi e realizzata nel 1723 dall’architetto Giuseppe Sardi su disegno di Francesco De Sanctis, un eccelso architetto del tardo barocco romano, autore della scalinata di Trinità dei Monti. Le quattro sculture degli evangelisti e l’altorilievo della Trinità sono invece opera dello scultore Bernardino Ludovisi. 

All’interno, la chiesa conserva superfici decorate da Giovanni Battista Ricci e Baldassarre Croce, opere ad arredo delle cappelle (dipinti di Guido Reni, Giuseppe Cesari, Guillaume Courtois; il gruppo marmoreo di Jacob Cornelisz Cobaert e Pompeo Ferrucci; i torcieri bronzei del coro di Orazio Censore; un dipinto a olio su tavola di Jacopo Zucchi oggi in sagrestia) ed elementi di antica suppellettile collegati alla prassi devozionale. 

L’edificio addossato alla chiesa è la porzione superstite del monumentale ospedale-ospizio ampliato nel corso del XVII secolo e successivamente demolito a partire dal 1940. Nel refettorio avveniva la lavanda dei piedi dei pellegrini da parte di nobili e cardinali. Un’iscrizione, posta sopra la finestra situata alla sinistra del portale ricorda che “In questo ospizio Goffredo Mameli e molti altri valorosi morirono di ferite a difesa di Roma per la libertà d’Italia nell’anno MDCCCXLIX (1849)”, poiché durante gli scontri avvenuti a difesa della Repubblica Romana, l’ospizio divenne un ospedale militare. 

santissima trinità dei pellegrini, restauro della facciata
Facciata della chiesa della Santissima Trinità dei Pellegrini, prima e dopo il restauro

Santissima Trinità dei Pellegrini, la nuova illuminazione

L’intervento di illuminazione della Santissima Trinità dei Pellegrini ha migliorato la visione della facciata, suggerendo una lettura dell’architettura in chiave notturna, in modo da permettere di apprezzare ulteriormente il movimento architettonico nel suo gioco di forme e volumi.

Priva di una illuminazione dedicata, la facciata della chiesa era pertanto poco valorizzata nel contesto urbano in cui l’edificio di culto si inserisce. L’impianto cerca di aderire al linguaggio dell’architettura, dando luce in maniera delicata e puntuale alle colonne, ai cornicioni, ai dettagli decorativi come le sculture degli Evangelisti o il simbolo della Trinità che sormonta l’edificio, lasciando così esprimere la monumentalità già presente nell’impianto architettonico. In tal senso la luce concorre ad esprimere una bellezza già intrinseca nell’architettura e nel significato religioso che la chiesa rappresenta.

Ripristino dell’Attestato del Pellegrino

In occasione del Giubileo del 2025, l’Arciconfraternita della Santissima Trinità dei Pellegrini e Convalescenti, fondata a Roma da San Filippo Neri nel 1548, riprenderà una delle sue più antiche tradizioni. I confratelli accoglieranno i pellegrini per la cerimonia della lavanda dei piedi come il segno cerimoniale dell’inizio del loro pellegrinaggio giubilare. 

Ogni singolo pellegrino, quindi, riceverà un modulo da firmare nelle quattro Basiliche Maggiori (San Pietro, San Paolo fuori le mura, San Giovanni in Laterano e Santa Maria Maggiore) e nelle altre tre basiliche papali (Santa Croce in Gerusalemme, San Sebastiano fuori le mura e San Lorenzo fuori le mura). Alla fine del percorso ognuno dei pellegrini riceverà un attestato, segno visibile nonché memoria personale del compimento del pellegrinaggio giubilare.

«Affinché ogni pellegrino, di qualsivoglia nazione, lingua e costume, possa sperimentare quella carità che da sempre contraddistingue la Città di Roma, potendo poi portare con sé un concreto ricordo di questo materno abbraccio ricevuto dalla Chiesa Romana», ha spiegato Monsignor Brice Meissonnier, Parroco della Santissima Trinità dei Pellegrini.

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