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Roma di notte, visite serali all'area archeologica di Santa Croce in Gerusalemme
La domus dei ritratti nell'area archeologica di Santa Croce in Gerusalemme (foto Ufficio Stampa Soprintendenza Speciale di Roma)

Riprendono le visite guidate serali presso l’area archeologica di Santa Croce in Gerusalemme. Il sito era stato riaperto lo scorso 6 giugno. Ora, dal 23 al 31 luglio i visitatori potranno partecipare gratuitamente ai tour del sito organizzati dalla Soprintendenza Speciale di Roma. La decisione avviene in concomitanza con l’avvio della nuova edizione della manifestazione cinematografica e musicale Effetto Notte. Un’iniziativa che permetterà di ammirare Roma di notte e i suoi capolavori.

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Santa Croce in Gerusalemme è un sito archeologico unico nella sua varietà, un complesso di grande suggestione, oggetto di recenti interventi di scavo e di restauro che hanno permesso una rilettura di molte delle strutture presenti e una nuova interpretazione delle varie fasi costruttive. 

Santa Croce in Gerusalemme, comprensorio archeologico
Il comprensorio archeologico di Santa Croce in Gerusalemme (foto
Ufficio Stampa Soprintendenza Speciale di Roma)

Roma di notte, la visita a Santa Croce in Gerusalemme

Ogni sera i visitatori avranno l’opportunità di scoprire gli edifici e gli impianti ancora visibili nell’area: l’acquedotto Claudio, che costituisce la più antica testimonianza monumentale del comprensorio (52 d.C.), inglobato poi nelle mura aureliane, il Circo Variano, con una lunghezza originaria di circa 640 metri, quindi superiore a quella del Circo Massimo, utilizzato per giochi e corse di carri, le domus decorate con affreschi e mosaici, destinate ai membri della corte, e alcune parti del palazzo Sessoriano, come la basilica civile, cosiddetto tempio di Venere e Cupido. 

«La Soprintendenza, dopo le Terme di Caracalla, riparte con le visite serali anche nell’area archeologica di Santa Croce in Gerusalemme. Un appuntamento tradizionale dell’estate romana, che ritorna in sicurezza e che permette di svelare la bellezza di un luogo poco conosciuto, ma ancora ricco di sorprese», secondo il Soprintendente Speciale di Roma Daniela Porro. 

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Pavimento a mosaico nella Domus dei ritratti (foto Ufficio Stampa Soprintendenza Speciale di Roma)

La storia del sito

L’area, fin dall’epoca augustea, si caratterizzava come un quartiere di grandi dimore private. Nel corso del III sec. dopo Cristo gli imperatori Severi la scelsero per edificarvi una lussuosa residenza privata, distinta dalla sede ufficiale sul Palatino. Il complesso era articolato in vari nuclei monumentali (villa, anfiteatro, circo, ninfei ecc.) all’interno di un vasto parco. La costruzione delle Mura Aureliane (271-275 d.C.) ne spezzò l’unità, inglobandone alcune strutture. Con Costantino il complesso, notevolmente modificato, continuò a funzionare come residenza imperiale con il nome di Palazzo Sessoriano. Fu poi lasciato alla madre Elena, che adattò l’antico atrio della villa severiana a cappella Palatina. L’edificio venne dedicato al culto della croce di Cristo, ancora oggi praticato nella Basilica. 

Alcune informazioni

Le visite si svolgeranno tutte le sere, dal 23 al 31 luglio, dalle ore 19.00 e saranno a ingresso gratuito, con la guida a cura dell’archeologa Anna De Santis, direttore dell’area archeologica. 

All’interno del sito sarà obbligatorio indossare la mascherina e mantenere il distanziamento interpersonale. 

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