giovedì 25 Luglio 2024

Pantheon di Roma, da tempio pagano a basilica cristiana

Il monumento nasce come tempio romano dedicato a tutti gli dei, ma nel corso del tempo è stato riconvertito come chiesa. Oggi è la Basilica di Santa Maria ad Martyres

Si tratta del monumento più visitato della Capitale e tra i più famosi del mondo. Stiamo parlando del Pantheon di Roma situato in Piazza della Rotonda, in pieno centro storico. Il monumento nasce come tempio romano dedicato a tutti gli dei, ma pochi sanno che nel corso del tempo è stato riconvertito come chiesa. Oggi, infatti, è la Basilica di Santa Maria ad Martyres

Ad attirare turisti da tutto il mondo per visitare il monumento sono la particolarità architettonica del monumento e la sua cupola di enormi dimensioni, diventata anche un caso di studio. 

Pantheon di Roma, le origini del monumento

La costruzione del Pantheon di Roma inizia nel 27 a.C. per volere di Marco Vipsanio Agrippa e terminale 25 a.C.. Tuttavia, la struttura che ammiriamo oggi non è quella dell’epoca poiché, introno al 110 d.C. il Pantheon dI Roma fu distrutto da un incendio. A chi si deve quindi la ricostruzione e l’immagine che tutti oggi conosciamo?

Esistono varie ipotesi a riguardo, ma la più avvalorata dagli esperti è che fu l’Imperatore Traiano a volere la ricostruzione del tempio e che questo sia stato completato durante il regno dell’Imperatore Adriano. La facciata del monumento però reca questa iscrizione: “M Agrippa L F Cos Tertium Fecit” (ossia Marco Agrippa figlio di Lucio, console per la terza volta, edificò). A volere questa incisione sarebbe stato lo stesso Imperatore Adriano come sorta di omaggio verso l’originale committente del Pantheon. 

La cupola del Pantheon, una meraviglia architettonica

A destare grande ammirazione e stupore quando si ammira il monumento è senza dubbio la sua enorme cupola. Misura 43,44 metri di diametro ed è la più grande costruito in calcestruzzo non armato. Infatti, affinché non crollasse per il peso gli architetti romani escogitarono un particolare stratagemma: utilizzarono il calcestruzzo mescolato a tufo e pomice, materiali molto leggeri, montando il tutto su una serie di strutture in legno che salendo diventavano sempre più piccole man mano che si arrivava verso il centro. Questo permise al tetto di reggere fino alla definitiva colata di calcestruzzo. 

Al vertice della cupola troviamo il vero capolavoro: l’Oculus. Si tratta di un foro di 9 metri di diametro che rappresenta l’unica fonte di luce naturale all’interno del Pantheon di Roma. Da quel foro la luce solare entra in modo diverso ogni giorno dell’anno. La particolarità è che ogni 21 aprile (data della fondazione di Roma) a mezzogiorno la luce illumina la porta del Pantheon, quasi a voler simboleggiare la grandezza della città e dell’Imperatore che in quel giorno si recava nel tempio per omaggiare gli dei. 

Non entra solo luce dall’Oculus. Il foro, ancora oggi, è aperto così come è stato progettato, quindi la pioggia entra all’interno del monumento. Tuttavia, la forma del pavimento impedisce che si formino pozzanghere all’interno. 

pantheon di roma, oculus
Interno della cupola del Pantheon con al vertice l’Oculus

Il passaggio a luogo di culto cristiano

Oggi il Pantheon è conosciuto anche come luogo di culto cattolico. Dopo un periodo di abbandono, sotto il regno degli imperatori romani di fede cristiana, l’imperatore bizantino Foca ne fece dono a Papa Bonifacio IV. Il Pantheon di Roma divenne quindi la Basilica di Santa Maria ad Martyres. Il nome è dovuto alle spoglie dei martiri cristiani fatte trasferire da alcune catacombe all’interno della Basilica, come contrapposizione all’antico culto pagano. L’edificio è ancora oggi una chiesa dove sono regolarmente celebrate messe. 

Pantheon di Roma: luogo di sepoltura di re e artisti

Oltre ai martiri cristiani il Pantheon custodisce le tombe di numerosi personaggi celebri della storia italiana. Al suo interno, infatti, sono sepolti i re Vittorio Emanuele II e Umberto I di Savoia e la regina Margherita di Savoia. O artisti come il pittore Annibale Carracci o il violinista Arcangelo Corelli. Senza dubbio, però, il nome più famoso è quello di Raffaello Sanzio

La tomba, all’interno della chiesa, è facilmente individuabile poiché capita spesso che vi sia deposta sopra una rosa rossa. Sopra c’è inciso un epitaffio, scritto da Pietro Bembo, che recita: “Ille Hic Est Raphael Timuit Quo Sospite Vinci Rerum Magna Parens Et Moriente Mori” (Qui giace Raffaello dal quale, mentre era in vita, la Natura temette d’essere vinta e ora che è morto teme di morire). E, come aggiunta finale alla grandezza dell’artista, la tomba è posta nel punto del Pantheon dove finisce la sera l’ultima luce solare che entra dall’Oculus. 

Raffaello
La tomba di Raffaello all’interno del Pantheon a Roma
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