Museo dei Carabinieri, la facciata

La storia d’Italia corre a braccetto con la storia dell’Arma dei Carabinieri. E viceversa. Per questo motivo se si passa da Roma è una tappa obbligatoria il Museo dei Carabinieri, un posto che ha una location unica, invidiabile e strategica. Che non ha nulla da invidiare ai più prestigiosi musei militari che si possono trovare all’estero.     

Già, perché il Museo dei Carabinieri si trova a pochi passi da San Pietro e all’inizio (o in fondo, dipende da dove si parte) di una delle vie dello shopping più cool della Capitale, Via Cola di Rienzo. Per la precisione all’angolo con Piazza Risorgimento, scorcio di Roma che si raggiunge a piedi dalla fermata metro Ottaviano.  

Il Salone d'Onore del Museo dei Carabinieri
Il Salone d’Onore del Museo dei Carabinieri

Ingresso gratuito e presto l’odore della trincea  

Per un tour completo ci vogliono 2 ore in media, mentre per una visita più “veloce” possono bastare anche 40-45 minuti. Punto a favore: per entrare al Museo dei Carabinieri non c’è bisogno di spendere un euro. Il biglietto d’ingresso, infatti, è gratuito. Di più. A stretto giro il museo sarà ancora più tecnologico. Un esempio? Sarà possibile sentire l’odore della trincea e delle battaglie all’interno di una sala grazie a un dispositivo creato ad hoc.       

Armi, documenti e la prima… bandiera

Inutile girarci attorno. Se si visita un museo militare ci si aspetta di vedere un sostanzioso numero di armi. Dentro il Museo dei Carabinieri non si resta delusi. Anzi. C’è da perdersi tra armi bianche e da sparo che hanno segnato le varie epoche, che sono testimoni diretti anche delle missioni all’estero, dall’Africa alla Cina, da Costantinopoli fino all’Egeo. Missioni spalmate su più secoli nel nome della pace e della libertà dei popoli.

Museo dei Carabinieri, le armi

La prima bandiera esposta al Museo dei Carabinieri
La Prima Bandiera di Guerra dell’Arma dei Carbinieri

Documenti, cimeli, opere d’arte, ma anche pergamene, foto, medaglie, bassorileivi, uniformi e libri (con annessa biblioteca da mille a una notte). Intrisi di valore e sacrificio. Il Museo dei Carabinieri è un vero e proprio concentrato di sorprese. Impossibile non menzionare la Prima Bandiera di Guerra dell’Arma dei Carbinieri, così come il documento (Regie Patenti) firmato da re Vittorio Emanuele I che segnò la nascita dei Carabinieri nel lontano 1814.

Tantissimi, inoltre, i riferimenti a chi ha scritto pagine e pagine di storia dell’Arma e non solo. Tra di loro Giovanni Battista Scapaccino, Chiaffredo Bergia, Ernesto Cabruna, Salvo D’Acquisto e Carlo Alberto Dalla Chiesa.

Fuori e dentro il Museo dei Carabinieri  

All’ingresso del Museo dei Carabinieri è possibile ammirare il Gruppo in bronzo con Carabiniere a cavallo ed un cane, opera di Stanislao Grimaldi. La stessa figura si trova, in versione nettamente più grande, fuori dal museo, per la precisione al centro di Piazza Risorgimento, a poca distanza dalla linea del tram.

La statua che si trova di fronte al Museo dei Carabinieri
La statua del Carabiniere a cavallo e del cane a Piazza Risorgimento

E poi – immancabili – i calendari dell’Arma, messi in ordine cronologico dietro delle teche di vetro nel piano terra. Il colpo d’occhio è impressionante. 

Diversi i dipinti. Su tutti va segnalato L’eroica morte del carabiniere a cavallo Giovanni Battista Scapaccino (Les Echelles, 3 febbraio 1834), quadro di Francesco Gonin. Sul mercato avrebbe un valore non inferiore ai 50mila euro. E’ chiaro che non siamo di fronte a un Caravaggio, ma per un museo militare questa opera va paragonata – sia per importanza che per valore artistico – alla Morte della Vergine, tela che si può ammirare al Louvre.

Opera d’arte: focus sulla Battaglia di Culqualber

Nel piano superiore del Museo dei Carabinieri, poi, c’è un dipinto che ritrae la Battaglia di Culqualber, laggiù in Africa, durante la Seconda Guerra Mondiale fra le truppe coloniali italiane e britanniche. Una battaglia che sembra presa in prestito da un film di Hollywood. Il motivo? La disparità numerica era lampante.

Battaglia di Culqualber durante la Seconda Guerra Mondiale
Dipinto della Battaglia di Culqualber

I Carabinieri, infatti, erano 200 (più 150 zaptiè e altri 600 legionari) mentre gli avversari potevano contare su 66.000 unità. La battaglia durò mesi e mesi contro ogni pronostico dettato dai numeri, finchè la sera del 21 novembre 1941 si spense l’ultima resistenza del caposaldo di Culqualber. Gli inglesi, colpiti dal coraggio dei Carabinieri, tributarono ai pochi superstiti l’Onore delle Armi. Inoltre la bandiera dell’Arma dei Carabinieri fu insignita della sua seconda medaglia d’oro al valor militare.

Insomma, questo quadro ritrae il valore, il coraggio e l’acume tattico dell’Arma. Roba da far impallidire gli Spartani e i protagonisti della battaglia delle Termopili. Altro che 300…