Chiesa Sant’Ignazio di Loyola: un affresco che batte il 3D

E' il nonno degli effetti speciali. Il bisnonno del 5K. Varcate l'ingresso della chiesa di Sant'Ignazio di Loyola e alzate gli occhi per ammirare un affresco che nessun programma sul pc potrà mai realizzare. Andrea Pozzo, nell'arco di qualche anno, ha creato un'opera che ancora oggi lascia di stucco chiunque entri in questo luogo di culto

La chiesa di Sant’Ignazio di Loyola è un gioiello imperdibile. Un posto suggestivo, perfetto per cercare l’ispirazione ma anche per perdersi in mezzo agli effetti ottici che lasciano a bocca aperta. La chiesa di Sant’Ignazio di Loyola si trova a Roma, nel centro storico. A pochi passi da Via del Corso e dal Pantheon.    

La città di Roma è immensa, conta circa 900 chiese: visitarle tutte o buona parte è una missione impossibile. Se siete nella Capitale e passate nel centro storico, la chiesa di Sant’Ignazio di Loyola deve entrare nell’itinerario di viaggio, anche se breve. Il motivo principale? Un affresco illusionista di Andrea Pozzo, architetto trentino del tardo barocco che è riuscito a creare un’opera incredibilmente attuale alla fine del 1600.

Chiesa Sant'Ignazio di Loyola, l'esterno del luogo di culto
L’esterno della chiesa intitolata a Sant’Ignazio

Sant’Ignazio di Loyola: l’affresco e il suo significato  

E’ il nonno degli effetti speciali. Il bisnonno del 5K. Varcate l’ingresso della chiesa di Sant’Ignazio di Loyola e alzate gli occhi per ammirare un affresco che nessun programma sul pc potrà mai realizzare. Andrea Pozzo, nell’arco di qualche anno, ha creato “La Gloria di Sant’Ignazio”: un’opera che ancora oggi lascia di stucco chiunque entri in questo luogo di culto. I disegni in computer grafica della Pixar, in confronto, sono una barzelletta.

Nella chiesa di Sant’Ignazio di Loyola c’è anche uno specchio, messo lì al centro, ideale per scattare foto (con un’offerta di un euro il dipinto si illimina), ma anche cogliere ogni dettaglio dell’affresco che raffigura l’investitura, da parte di Gesù e Dio, attarverso la luce, di Sant’Ignazio e di tutti i membri della compagnia del Gesù, cioè i gesuiti.

Da questi, poi, raggiunge i quattro continenti (all’epoca se ne conoscevano quattro): l’Europa (regina a cavallo), l’America (un’indiana con una corona di piume), l’Africa (di colore scuro) e l’Asia (sopra un cammello). Sant’Ignazio si trova in alto e al centro, posizionato su una grande nuvola chiara con intorno altre figure. Gesù, invece, ha una croce in braccio.

C’è anche una “falsa” cupola 

Notevole, poi, la “falsa” cupola, realizzata con colori meno accesi. Leggenda narra che per questioni di budget una vera cupola non fu realizzata ma che fosse dentro il progetto originario. Ecco quindi l’escamotage: un affresco che “inganna” la vista, che esalta la profondità con tonalità che tendono al nero.

All’interno della chiesa di Sant’Ignazio di Loyola, aperta dal lunedì alla domenica dalle 9 del mattino alle 20 di sera, si conservano i corpi di diversi santi della Compagnia di Gesù: Luigi Gonzaga, Roberto Bellarmino, Giovanni Berchmans. C’è pure il corpo di Padre Felice Maria Cappello, conosciuto ai più come il “confessore di Roma”.

Chiesa Sant'Ignazio di Loyola: la falsa cupola
La “falsa” cupola della Chiesa Sant’Ignazio di Loyola

Le novità del 2020 

Così il Rettore della chiesa di Sant’Ignazio di Loyola, Padre Vincenzo D’Adamo SJ: «Stiamo sperimentando, con successo di partecipazione e nel rispetto accurato delle norme covid attuali, l’apertura notturna della chiesa il venerdì, il sabato e la domenica fino all’una di notte. La visione degli affreschi e della finta cupola, senza luce esterna, è spettacolare. Uniamo a questi appuntamenti “tappeti musicali” come accompagnamento. Musica dal vivo ogni 15 giorni o registrata. Stili contemporanei che ritengo adatti alla spettacolarità e alla teatralità dell’arte del Pozzo. L’effetto è molto interessante». 

Insomma, si possono ascoltare, per esempio, i brani dei Pink Floyd ammirando le meraviglie della Chiesa di Sant’Ignazio di Loyola in versione notturna. L’ingresso è libero, gratuito. Perché una serata del genere non ha prezzo…

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