Tassazione delle big tech: le imprese italiane pagano il doppio 

Un’analisi della Cgia di Mestre evidenzia la disparità fiscale tra il tessuto produttivo italiano e i colossi del web. I numeri del divario fra dati regionali e scenario globale

La tassazione delle big tech rivela un divario inaccettabile con l’economia reale italiana. L’allarme arriva dall’Ufficio studi della Cgia di Mestre, che denuncia un’elusione fiscale sistematica da parte dei colossi del web. I dati mostrano un divario netto tra il tessuto produttivo nazionale e i giganti della tecnologia, con questi ultimi he pagano un’aliquota inferiore alla metà rispetto alle nostre piccole e medie imprese. Uno squilibrio che mina la giustizia fiscale.

Il divario tra erario nazionale e colossi del web

Il carico fiscale italiano penalizza l’economia reale. La tassazione media si attesta al 31,9 per cento. Le prime 25 multinazionali del web registrano un’aliquota del 14,8 per cento, secondo l’Area Studi di Mediobanca. Un dato che corrisponde a meno della metà. I colossi del web, quindi, introitano profitti miliardari, “scaricando” sulle piccole e medie imprese il peso fiscale.

Nel 2024 le prime 25 websoft mondiali hanno realizzato un utile ante imposte di 503 miliardi di euro, versando 74,3 miliardi di tasse. Le imprese italiane nel 2023 hanno registrato 322 miliardi di utili con 102,6 miliardi versati all’erario. Il tax rate nazionale sale al 32 per cento. Si tratta di una disparità insostenibile. Chi alza la serranda ogni mattina affronta un fisco raddoppiato.

Meccanismi di elusione e fughe verso l’Olanda

Il meccanismo, spiega la Cgia, si basa su complessi artifizi contabili. «Spesso quando una multinazionale lavora in diversi Paesi incrementa “fittiziamente” i costi delle controllate in quelle nazioni dove il carico fiscale è elevato (come l’Italia o la Francia). Così facendo, abbassa gli utili, spostando la gran parte dei profitti nelle filiali ubicate nelle realtà (come i Paesi Bassi, l’Irlanda, il Lussemburgo, etc.) che presentano livelli di tassazione molto vantaggiosi».

E non sono solo i colossi stranieri a muoversi. Anche molti grandi gruppi industriali italiani hanno trasferito la sede legale o fiscale ad Amsterdam negli ultimi anni. La meta olandese offre vantaggi concreti. Da un lato blinda il controllo azionario con il meccanismo del voto doppio in assemblea, mentre dall’altro garantisce un fisco generoso. L’effetto collaterale di queste scelte è pesante. La base imponibile italiana si contrae e a pagare il conto sono i piccoli imprenditori che non possono delocalizzare.

Lo stallo geopolitico e la Digital service tax

Una regolazione del fenomeno, a livello globale, appare impossibile. Durante il G7 svoltosi in Canada nel giugno del 2025, gli Stati Uniti hanno ottenuto un’esenzione fiscale a tutela delle proprie imprese, vanificando l’intesa sulla Global minimum tax siglata nel 2021 da 147 Paesi. Senza l’adesione della Cina e con lo scudo americano, la tassa minima si applicherebbe solo alle aziende europee. L’Unione Europea lavora a una Digital service tax continentale. Il provvedimento è però ostacolato dal presidente Trump, pronto a raddoppiare i dazi sui prodotti europei. L’Italia applica già una propria tassa sul digitale che garantisce 455 milioni di euro all’anno. La geopolitica del fisco si muove su binari asimmetrici e le aziende italiane restano schiacciate.

Le differenze regionali del carico fiscale

L’impatto sul territorio nazionale presenta forti squilibri. L’Ufficio studi della Cgia sottolinea come il calcolo risenta di alcune “fragilità” metodologiche, ma la tendenza è inequivocabile. La differenza media tra le aliquote è di 17,1 punti a svantaggio del sistema Italia.

Il Lazio registra il dato peggiore, con un’aliquota di 18,6 punti superiore alla media del 14,8 per cento registrata dalle prime 25 big tech mondiali. Seguono Friuli Venezia Giulia e Liguria, entrambe con un divario di 18,1 punti, le Marche a più 17,8 punti e la Campania a più 17,5 punti.

NOTA IMPORTANTE
Le notizie pubblicate su questo sito sono utilizzabili e riproducibili a condizione di citare espressamente la fonte Stampa Italiana con il link attivo.
POTREBBE INTERESSARTI

Lucca Legacy: la mostra permanente per i 60 anni di Lucca Comics

Per celebrare i 60 anni di Lucca Comics & Games nasce a Palazzo Guinigi la mostra permanente Lucca Legacy, un percorso interattivo e in continua evoluzione

Le emozioni della via Appia: il libro di Gian Luca Campagna

Il nuovo libro di Gian Luca Campagna accompagna i lettori a riscoprire il tratto pontino della via Appia tra paesaggi, archeologia e memorie millenarie

Giornali salute e benessere

Nell’elenco dei giornali specializzati in salute e benessere verranno inseriti solo link attivi, aggiornati e verificati dalla redazione di Stampa Italiana

Vaccino antinfluenzale 2026-2027: 1 persona su 3 si immunizzerà

L'Osservatorio IQVIA stima fino a 14 milioni di casi di virus respiratori per la prossima stagione, ma solo un italiano su tre ha intenzione di vaccinarsi

Giornata mondiale del leone: censimento in India e i dati del WWF

Il 10 agosto ricorre la Giornata mondiale del leone. Cresce la popolazione in India con 891 esemplari, ma resta grave l'emergenza per i felini in Africa
IoStaccoLaSpina Aps
IoStaccoLaSpina APS promuove il benessere digitale e tutela i minori attraverso educazione, prevenzione e progetti di consapevolezza rivolti a scuole e famiglie.