Il mercato immobiliare italiano registra un’accelerazione nei primi tre mesi del 2026. Secondo i dati dell’Agenzia delle entrate e dell’Osservatorio del mercato immobiliare (Omi), le compravendite di abitazioni sono cresciute del 4,4 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, superando i 180 mila immobili residenziali scambiati su scala nazionale.
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I numeri del comparto residenziale e commerciale
L’incremento degli scambi investe l’intero territorio nazionale. Le aree geografiche del Nord Ovest e del Sud trainano la crescita con un balzo del 5,1 per cento. Gli acquisti supportati da mutuo ipotecario raggiungono il 47,8 per cento del totale delle transazioni. Il capitale finanziato dalle banche supera gli 11 miliardi di euro. Le agevolazioni per la prima casa toccano una quota vicina al 73 per cento.
Anche il segmento non abitativo mostra segni positivi. Il terziario commerciale sale del 2,1 per cento, mentre il comparto agricolo cresce del 6,2 per cento. Al contrario, arretrano i negozi con un calo del 2,1 per cento e il settore produttivo che cede il 5,7 per cento. Le superfici dei terreni scambiati segnano un progresso dell’1,6 per cento complessivo sulla base dei nuovi dati dell’Agenzia delle entrate.
L’analisi del Notariato sulle grandi città
I dati notarili confermano la ripresa diffusa nei grandi centri urbani, con spinte economiche localizzate. A Milano, Roma e Napoli la tendenza positiva trova riscontri concreti sia nelle compravendite sia nelle richieste di credito avanzate dalle famiglie. Lo studio si concentra sulle transazioni dell’ultimo anno.
I notai evidenziano come «la ripresa appare diffusa, con dinamiche particolarmente sostenute dalle compravendite di prima casa tra privati, mentre continua a mostrare maiores difficoltà il comparto delle nuove costruzioni e degli acquisti direttamente da impresa».
I giovani rimangono i veri protagonisti del comparto. Secondo lo studio, “il mercato conferma la forte centralità della componente giovanile. Gli under 35 rappresentano nella quasi totalità delle città la fascia prevalente sia tra gli acquirenti che usufruiscono delle agevolazioni prima casa sia tra i contraenti di mutuo”.
La crisi degli affitti e il monito della CNA
La vivacità delle compravendite si riflette sul mercato delle locazioni, dove si registra un’impennata dei prezzi. Dal 2019 al 2025 i canoni sono cresciuti fino a cose come cinque volte più dei salari medi. Milano guida i rincari con un aumento del 49 per cento rispetto al periodo pre-pandemico. Per un appartamento medio nel capoluogo lombardo servono ormai oltre 1.800 euro mensili. A Firenze il canone assorbe il 62 per cento dello stipendio netto. La situazione appare critica nei poli universitari e ad alta attrazione turistica. Le piccole imprese denunciano forti difficoltà nel reperimento di personale qualificato a causa dell’emergenza abitativa.
L’allarme lanciato dall’associazione degli artigiani fotografa un blocco strutturale per il sistema produttivo del Paese. «Il tema dell’abitare non rappresenta più soltanto una questione sociale – afferma il presidente della CNA, Dario Costantini – ma una vera emergenza economica che rischia di frenare crescita, investimenti e sviluppo locale. Servono interventi strutturali per aumentare l’offerta di alloggi a canoni sostenibili, recuperare il patrimonio immobiliare inutilizzato, favorire la rigenerazione urbana e sostenere l’equilibrio tra sviluppo economico e sostenibilità sociale».
