Trovare una casa in affitto in Italia mostra i primi segnali di ripresa con un incremento dell’offerta pari all’8,2 per cento nel secondo trimestre rispetto ai tre mesi precedenti. Su base annua l’aumento tocca il 10,5 per cento. Il dato, rilevato dall’Ufficio Studi di Idealista, evidenzia un’espansione dello stock, mentre i canoni restano elevati.
La mappa dell’offerta nei capoluoghi e nelle province
A livello cittadino la tendenza dello stock «è ampiamente positiva: oltre 60 capoluoghi registrano aumenti dell’offerta, circa 40 riduzioni. I maggiori incrementi riguardano Cuneo (77,5 per cento), Urbino (58,3 per cento) e Rimini (50,6 per cento). Va tuttavia considerato che variazioni di questa ampiezza riguardano spesso mercati di piccole dimensioni e bassa profondità, dove lo stock disponibile è limitato e le oscillazioni – in entrambe le direzioni – possono essere significative anche a fronte di un numero contenuto di immobili che rientrano o escono dal mercato. Le flessioni più significative toccano invece Sondrio (-24,3 per cento), La Spezia (-22,5 per cento), Rieti (-22,5 per cento) e Barletta (-22,4 per cento)».
Le grandi metropoli guidano la rincorsa
«A Milano lo stock in affitto è cresciuto del 16,4 per cento nel trimestre, mentre Roma registra un aumento dell’11,9 per cento. Tra i principali centri in crescita – 39 quelli con incrementi superiori alla media nazionale dell’8,2 per cento – si distinguono Padova (36,5 per cento), Vicenza (31,7 per cento), Trieste (26,6 per cento), Parma (21,8 per cento), Prato (21,3 per cento), Torino (13,1 per cento), Napoli (11,0 per cento), Firenze (9,9 per cento) e Bologna (8,7 per cento). In contrazione, tra i principali centri, Verona (-16,5 per cento), Lodi (-16,7 per cento), Benevento (-15,9 per cento), Bari (-8,1 per cento), Foggia (-8,9 per cento) e Sassari (-8,3 per cento)», riporta Idealista.
«Sul versante provinciale, circa il 59 per cento delle aree registra un aumento dello stock. A trainare gli incrementi sono Rimini (54,2 per cento), Cuneo (47,9 per cento) e Udine (45,2 per cento), seguite da Vicenza (26,8 per cento), Trieste (22,7 per cento), Varese (22,4 per cento), Milano (15,6 per cento), Venezia (15,3 per cento), Roma (11,2 per cento), Bergamo (10,4 per cento), Bologna (8,3 per cento), Firenze (7,7 per cento), Torino (7,6 per cento) e Napoli (4,9 per cento). Le riduzioni più forti riguardano L’Aquila (-15,3 per cento), Cremona (-14,8 per cento), La Spezia (-14,6 per cento) e Lodi (-13,8 per cento). In flessione anche Sondrio (-11,1 per cento), Siena (-10,6 per cento), Verona (-9,1 per cento), Cagliari (-8,7 per cento) e Bari (-6,3 per cento)».
La scelta dell’affitto breve e il rischio morosità
I proprietari cercano garanzie. Il mercato non risponde soltanto alla ricerca di profitti più alti, ma esprime una forte richiesta di tutela.
«Quando si parla di affitti si dà spesso per scontato che chi sceglie le locazioni brevi lo faccia esclusivamente per ottenere un rendimento maggiore. In realtà, per molti proprietari la motivazione principale è un’altra: sentirsi più tutelati». A dirlo è Lorenzo Fagnoni, presidente di Property Managers Italia e Ceo di Apartments Florence, commentando l’evoluzione delle strategie adottate da chi mette sul mercato un immobile.
«Parlando ogni giorno con i proprietari – spiega Fagnoni – emerge un elemento ricorrente: molti non scelgono l’affitto breve perché rende di più, ma perché temono la morosità, i tempi molto lunghi necessari per rientrare in possesso dell’immobile e l’incertezza che ancora caratterizza le locazioni tradizionali».
Per i locatori la velocità di gestione e il recupero dell’immobile pesano ormai quanto il canone mensile. «Se davvero si vuole aumentare l’offerta di case in affitto – conclude Fagnoni – bisogna creare condizioni che rendano i proprietari più sereni nel mettere il proprio immobile sul mercato. Rafforzare le tutele contro la morosità e ridurre i tempi di recupero degli immobili avrebbe probabilmente effetti molto più concreti sull’offerta abitativa di tante misure restrittive adottate negli ultimi anni».
