I carburanti registrano pesanti rincari alla pompa in tutta Italia, nonostante il valore del greggio sia tornato stabile. A questo proposito la CNA (Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa) segnala degli aumenti sproporzionati rispetto alle quotazioni del petrolio. Le tariffe di benzina e gasolio, infatti, colpiscono direttamente i bilanci delle famiglie e delle attività produttive nazionali, evidenziando anomalie nella filiera distributiva.
La speculazione blocca lo sviluppo
I vertici confederali sottolineano il divario temporale tra l’andamento del barile e i tabelloni delle stazioni. L’impatto economico si rivela immediato per chi si reca alle stazioni di rifornimento. Su un pieno da 50 litri l’esborso extra tocca i 9,25 euro per la benzina e gli 11,05 euro per il gasolio.
Le piccole aziende soffrono maggiormente la stangata sulle spese vive. Su mille litri di carburante, quota toccata facilmente dalle realtà produttive, il maggior costo arriva a 185 euro per la benzina e 221 euro per il gasolio. I margini operativi si riducono drasticamente. Ogni singolo incremento tariffario si trasferisce rapidamente a cascata lungo le diverse filiere commerciali. Si rischia così di alimentare nuovi costi generali per i cittadini. La situazione economica appare complessa per i piccoli imprenditori.
L’associazione rileva una netta ingiustizia commerciale: «La velocità con cui gli aumenti arrivano alla pompa è molto diversa dalla rapidità con cui vengono trasferiti i ribassi». Si registrano pesanti ricadute sul territorio. L’organizzazione aggiunge che «È un fenomeno che penalizza soprattutto le piccole imprese che utilizzano quotidianamente veicoli commerciali per raggiungere clienti, cantieri e luoghi di lavoro».
Mancano i controlli
La Cna, quindi, auspica interventi rapidi da parte delle istituzioni per invertire la tendenza. Per l’associazione degli artigiani serve un monitoraggio esteso e strutturato che parta dalle quotazioni internazionali e arrivi al prezzo industriale, fino alla distribuzione finale al dettaglio. «Trasparenza e tempestività sono indispensabili per evitare che il costo dell’energia continui a comprimere competitività delle imprese e potere d’acquisto delle famiglie».
