Il governo ha approvato, nel corso dell’ultimo Cdm, lo stop al bollo auto nel 2027 per i veicoli di piccola e media cilindrata con potenza fino a 80 kW. La misura, che sospende il pagamento per i versamenti con scadenza ordinaria nel 2027, interessa circa 14,5 milioni di mezzi tra auto e scooter. La misura esenta un solo veicolo per ciascun contribuente.
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Regole di accesso e verifica del campo P.2
L’agevolazione è riservata alle persone fisiche e copre i veicoli alimentati a benzina o gasolio, incluse le motorizzazioni ibride. La soglia limite è fissata a 80 kW, valore che corrisponde a circa 109 cavalli. Per verificare il diritto al beneficio occorre consultare il dato riportato al campo P.2 della carta di circolazione. Il parametro è vincolante. Chi possiede più vetture idonee riceverà l’esenzione sul mezzo con la potenza inferiore; a parità di kW, lo sconto scatta sulla vettura con la tassa più onerosa.
La scelta non spetta al proprietario. Il meccanismo opera d’ufficio negli archivi tributari. I motocicli rientrano nel provvedimento a prescindere dalla cilindrata, ma solo se l’intestatario non beneficia già dello stop per un’autovettura. Restano escluse le auto intestate ad aziende o partite IVA. Le vetture totalmente elettriche seguono il regime fiscale ordinario già previsto dalla legge.
I dettagli della misura e le coperture finanziarie
L’intervento riguarda la totalità delle moto in circolazione e il 70 per cento del parco auto nazionale, composto da utilitarie, citycar e piccoli Suv. Attenzione, però, non si tratta di un’abolizione definitiva, bensì di una sospensione. Senza ulteriori proroghe legislative, nel 2028 la tassa automobilistica tornerà esigibile con i criteri previsti dalla normativa ordinaria. Un punto chiarito anche da un’analisi di Altroconsumo.
La sospensione genera un mancato gettito fiscale di circa 2,3 miliardi di euro per le Regioni e le Province autonome. Lo Stato compenserà interamente gli enti locali trasferendo le risorse necessarie, attinte in parte dai fondi del Pnrr tra sovvenzioni e prestiti. L’esecutivo intende trasformare la misura da emergenziale a strutturale nell’ambito della prossima legge di bilancio.
I benefici spettano alle sole persone fisiche. In presenza di più veicoli intestati allo stesso proprietario, l’esenzione si applica esclusivamente al mezzo con la potenza inferiore in kW.
I modelli di auto ammessi all’esenzione
La soglia degli 80 kW include gran parte delle citycar e delle utilitarie in commercio. Tra i modelli a benzina e mild hybrid rientrano la Fiat Panda e la Pandina 1.0 da 70 cavalli, la Fiat Grande Panda 1.2 da 100 cavalli e le versioni termiche della Fiat 500. Presenti in lista la Lancia Ypsilon 1.2 ibrida, la Dacia Sandero nelle motorizzazioni SCe 65, TCe 90 e ECO-G 100, la Renault Clio SCe 65, la Citroën C3 PureTech e la Peugeot 208 PureTech 75 e 100. Nell’elenco, poi, compaiono la Volkswagen Polo 1.0 base, la Skoda Fabia nelle versioni da 80 e 95 cavalli, la Seat Ibiza, le Hyundai i10 e i20, la Kia Picanto, la Toyota Aygo X 1.0 da 72 cavalli e la Suzuki Swift Hybrid. Tra i SUV compatti figurano le versioni d’ingresso della Jeep Avenger 1.2 Turbo benzina da 74 kW e le motorizzazioni base di Nissan Juke e Lexus LBX.
L’idoneità dipende dalla specifica omologazione stampata sul libretto. L’elenco commerciale non garantisce l’esenzione automatica: allestimenti differenti dello stesso modello possono superare i limiti di potenza. Prima del saldo sarà indispensabile controllare la propria posizione sui portali ACI o regionali.
